Sono 21.230 le entrate di lavoratori programmate dalle imprese del settore primario in Puglia tra settembre e novembre 2026, con un incremento del 7,3% rispetto alle 19.780 dello stesso periodo del 2025. A rilevarlo è un’analisi di Coldiretti Puglia elaborata sulla base dei dati del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La maggiore richiesta arriva nel pieno delle attività agricole autunnali, tra vendemmia, raccolta delle olive, produzioni orticole e semine, mentre le aziende devono affrontare caldo prolungato, disponibilità irregolare delle risorse idriche e costi produttivi elevati. Bari e Foggia guidano la domanda, con rispettivamente 7.250 e 7.210 entrate previste.
A settembre la domanda cresce del 27,5%
La crescita risulta particolarmente evidente analizzando il solo mese di settembre. Le aziende del settore primario pugliese prevedono 8.340 entrate, contro le 6.540 programmate nello stesso mese del 2025.
La differenza è di 1.800 ingressi e corrisponde a un incremento del 27,5% su base annua, nettamente superiore alla crescita del 6,6% della domanda complessiva di lavoro espressa nello stesso periodo dalle imprese regionali.
Il dato coincide con l’inizio di una delle fasi più impegnative del calendario agricolo pugliese. Alle vendemmie ancora in corso si affiancano infatti l’avvio della raccolta delle olive, le attività ortofrutticole e le semine autunnali. Operazioni per le quali la disponibilità tempestiva di lavoratori assume un ruolo determinante.
Bari e Foggia concentrano oltre 14mila entrate previste
Le 21.230 entrate del settore primario costituiscono il 21,5% delle 98.840 entrate complessivamente previste dalle imprese pugliesi nel trimestre settembre-novembre.
La distribuzione territoriale riflette la diversa vocazione agricola delle province. Bari registra 7.250 entrate previste e Foggia 7.210, per un totale di 14.460, equivalente a oltre il 68% della domanda regionale del comparto.
Seguono Taranto con 3.070 entrate, Brindisi con 1.870 e Lecce con 1.830.
Il peso dell’agricoltura sulla domanda complessiva di lavoro raggiunge il livello più elevato proprio nel Foggiano, dove il settore primario rappresenta il 39,1% delle entrate programmate dalle imprese provinciali. La quota si attesta al 23,8% a Taranto, al 23,2% a Brindisi, al 16,7% a Bari e all’11,5% a Lecce.
Coldiretti: servono lavoratori nei tempi delle campagne
«Le oltre 21 mila entrate previste in Puglia nei prossimi tre mesi mostrano quanto la disponibilità di manodopera sia importante per le campagne, soprattutto in una fase caratterizzata da raccolte e semine. I tempi dell’agricoltura – afferma Romano Magrini, responsabile nazionale Lavoro Coldiretti – sono dettati dalla natura e non possono essere rinviabili, per questo è importante che domanda e offerta riescano a incontrarsi nei tempi necessari alle imprese».
Accanto alla disponibilità numerica dei lavoratori emerge però la necessità di trovare competenze adeguate a un’agricoltura sempre più meccanizzata e tecnologica.
«Dobbiamo puntare sempre di più sulla formazione, orientamento e servizi per l’incontro tra domanda e offerta, favorendo l’acquisizione di competenze coerenti con l’evoluzione dell’agricoltura e l’avvicinamento dei giovani al settore», aggiunge Magrini.
Operai specializzati e conducenti di macchine tra le figure richieste
Il lavoro stagionale continua a rappresentare una componente strutturale del comparto, ma i dati indicano una domanda che non riguarda esclusivamente gli addetti alle raccolte.
Tra le principali professioni richieste risultano 4.650 lavoratori non qualificati nell’agricoltura e nella manutenzione del verde, 2.500 agricoltori e operai agricoli specializzati e 560 conduttori di macchine agricole.
Complessivamente sono 7.710 le entrate previste riconducibili alle principali professioni agricole considerate dal Sistema Excelsior.
Un ulteriore elemento riguarda il ricambio professionale: il 27,9% delle entrate agricole previste a settembre interessa nuove figure, mentre il 22,4% è destinato alla sostituzione di personale in uscita.
Le aziende hanno bisogno anche di trattoristi, potatori, tecnici e operatori di macchine agricole, professionalità che richiedono preparazione ed esperienza specifiche.
Giovani indicati come preferenza solo nel 6,4% dei casi
La disponibilità di manodopera resta uno degli aspetti centrali per il comparto. A settembre, solo per il 6,4% delle entrate previste nel settore primario viene espressa una preferenza per lavoratori fino a 29 anni. Nel 51% dei casi, invece, l’età non viene ritenuta rilevante.
Per Coldiretti diventa quindi necessario intervenire sull’incontro tra domanda e offerta, sull’orientamento dei giovani e sulla formazione professionale, creando percorsi capaci di trasformare l’ingresso nel settore in un’occasione per acquisire competenze specialistiche.
La necessità di personale si inserisce inoltre in una fase in cui le aziende devono confrontarsi con costi energetici e dei mezzi tecnici elevati, difficoltà nella disponibilità di acqua e pressione sui margini economici.
La campagna olivicola e le differenze tra i territori
Le condizioni produttive non sono uniformi sul territorio regionale. Secondo Coldiretti Puglia, la campagna olivicola 2026/2027 parte con un’annata di scarica in diverse aree della regione.
Differente la situazione del Salento, dove sulla produzione incide la progressiva entrata a regime dei nuovi impianti realizzati dopo la Xylella.
In questo scenario, la possibilità per le aziende di trovare lavoratori nei periodi richiesti diventa direttamente collegata alla gestione delle campagne. La domanda di oltre 21mila entrate prevista nel trimestre riguarda infatti attività che devono essere svolte seguendo i tempi delle colture, con particolare attenzione alle raccolte dei prodotti arrivati a maturazione.
Per il sistema agricolo regionale, la disponibilità di manodopera regolare e qualificata assume così un ruolo centrale per garantire le lavorazioni, mantenere la continuità produttiva e permettere alle aziende di programmare le attività stagionali.
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