La Puglia punta sulle aree interne con una strategia da 75,3 milioni di euro per rafforzare servizi, attrattività e sviluppo dei territori più fragili. Il percorso della Strategia regionale per le Aree interne (SRAI) è stato al centro della giornata organizzata alla Fiera del Levante di Bari, dove la Regione ha restituito i risultati del tour realizzato nei territori e delle proposte raccolte dalle comunità locali.
Un percorso nato dall’ascolto dei territori
L’iniziativa “Aree Interne – La strategia della Puglia per i territori più fragili” ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, amministratori, imprese, associazioni e realtà sociali.
La strategia coinvolge 55 Comuni pugliesi distribuiti nelle cinque Aree Interne regionali: Alta Murgia, Gargano, Monti Dauni, Sud Salento e Alto Salento.
L’obiettivo è intervenire sui territori caratterizzati da maggiori difficoltà demografiche, infrastrutturali e nell’accesso ai servizi, valorizzando allo stesso tempo risorse locali, competenze e potenzialità economiche.
Le risorse disponibili ammontano a 75,3 milioni di euro nell’ambito della Priorità IX del PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027.
Raccolte 66 schede per fotografare bisogni e proposte
Il tour organizzato dalla Regione nelle cinque aree interne ha permesso di raccogliere una prima fotografia delle esigenze dei territori. Sono state raccolte 66 schede di mappatura, attraverso il coinvolgimento di enti del Terzo settore, imprese, cooperative sociali, gruppi informali e GAL.
La partecipazione maggiore è arrivata dal Sud Salento, che rappresenta il 39,4% delle adesioni, seguito da Gargano, Monti Dauni, Alto Salento e Alta Murgia.
Dall’analisi emerge una forte richiesta di strumenti capaci di rendere più stabili le iniziative locali e favorire nuove opportunità economiche e sociali.
Risorse economiche e reti tra le principali necessità
Tra i principali bisogni evidenziati dalle organizzazioni coinvolte emerge la necessità di maggiori risorse finanziarie. L’83,3% dei soggetti ha indicato la disponibilità economica come priorità per sostenere i progetti territoriali.
Seguono la necessità di creare reti e partnership, indicata dal 59,1%, e quella di disporre di spazi e infrastrutture adeguate, segnalata dal 57,6%.
Le criticità rilevate riguardano anche lo spopolamento giovanile, la difficoltà di accesso ai servizi, le carenze nel trasporto pubblico e la complessità burocratica.
Decaro: “Le aree interne non sono territori da assistere”
Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha sottolineato il valore delle comunità che vivono nelle aree interne. “Le Aree Interne non sono territori da assistere – ha dichiarato Decaro – ma comunità nelle quali esistono energie, competenze e risorse che dobbiamo mettere nelle condizioni di crescere e creare valore”.
Secondo il presidente regionale, il tema centrale resta quello dello spopolamento, che riguarda in particolare i piccoli Comuni.
La strategia indicata è quella di una “agenda del controesodo”, con l’obiettivo di creare condizioni favorevoli affinché le persone possano vivere, lavorare e tornare nei territori interni.
Cinque direttrici per il futuro sviluppo
Dalle proposte raccolte durante gli incontri territoriali sono emerse cinque principali linee di intervento. Tra queste ci sono la destagionalizzazione e la creazione di poli culturali, lo sviluppo della mobilità lenta e del cicloturismo, il rafforzamento dei servizi socio-sanitari ed educativi di prossimità, il turismo delle radici e le opportunità legate ai nomadi digitali.
Un altro ambito riguarda la valorizzazione delle filiere enogastronomiche locali, considerate una leva per generare valore economico e promuovere l’identità dei territori.
Leuzzi: “Serve un nuovo modello di sviluppo”
L’assessora regionale con delega alle Aree Interne Marina Leuzzi ha evidenziato il valore del percorso partecipativo. “Il percorso che abbiamo costruito nelle aree interne pugliesi oggi e durante il tour ci ha portato fuori dalle stanze della programmazione e dentro i territori, ad ascoltare chi ogni giorno li abita, ci lavora, fa impresa e costruisce comunità”, ha dichiarato.
Secondo Leuzzi, le aree interne devono essere considerate protagoniste di un modello di sviluppo innovativo.
Tra le soluzioni indicate figurano servizi adattati alle caratteristiche locali, come trasporto a chiamata, sanità territoriale, scuole e servizi digitali accessibili anche nei piccoli centri.
Le risorse distribuite tra le cinque aree
I finanziamenti della strategia sono stati distribuiti in base ai programmi delle diverse aree territoriali. La quota maggiore è destinata ai Monti Dauni, con 28,8 milioni di euro. Seguono:
- Alto Salento, 13 milioni di euro;
- Sud Salento, 13 milioni di euro;
- Gargano, 11,5 milioni di euro;
- Alta Murgia, 7,7 milioni di euro.
Gli interventi riguarderanno soprattutto la riqualificazione di immobili e spazi pubblici, la valorizzazione del patrimonio culturale e il rafforzamento dell’offerta territoriale.
Dalla programmazione ai progetti concreti
Il percorso entra ora nella fase operativa. Il primo passaggio sarà l’aggiornamento delle Strategie d’Area sulla base dei risultati della precedente programmazione e delle indicazioni emerse dal confronto con le comunità.
Successivamente saranno definiti gli interventi di rafforzamento della governance tra Comuni e selezionati i progetti da finanziare attraverso le risorse disponibili.
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