Da oggi, sabato 26 settembre, si riduce lo sconto sulle accise. Fino al 5 ottobre, il taglio scenderà a 6,1 centesimi. Nuovi prezzi a cui i distributori si sono subito allineati, un po’ in tutta Italia.
Codacons ha calcolato che per gli automobilisti l’aumento netto è di oltre 3 euro a pieno, ma se si considera l’effetto dell’intero decreto scattato il 18 settembre, l’impatto è da +5,45 euro a pieno.
Da lunedì 28 settembre scatterà (per un mese, con possibilità di estensione a tutto il 2026) il provvedimento con cui Eni ha previsto un tetto massimo al prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive: 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro al litro per la benzina.
“La contrazione dell’offerta di prodotti raffinati sul mercato internazionale che deriva dalle crisi geopolitiche in corso, associata alla carenza di capacità di raffinazione a livello europeo (quasi 30 raffinerie chiuse negli ultimi 15 anni) – scrive Eni nella nota con cui chiarisce la natura della misura – ha portato i prezzi dei carburanti a livelli estremamente onerosi per le famiglie e le aziende italiane”.
Dall’inizio del conflitto sul Golfo Persico il prezzo della benzina è salito del 29% e quello del diesel addirittura del 36%.
L’Ufficio studi della Cgia ha calcolato l’impatto su tre categorie imprenditoriali particolarmente esposte: autotrasportatori, tassisti e agenti di commercio. In Italia le imprese attive nei tre comparti sono complessivamente 303.814: 203.742 sono agenti di commercio, 68.482 operano nell’autotrasporto e 31.590 sono suddivise tra taxisti e Ncc.
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