Le imprese di autotrasporto del Trentino Alto-Adige lanciano l’allarme sui costi energetici e sulla possibile difficoltà a sostenere le spese per il carburante. Secondo CNA Fita Trentino Alto-Adige, senza nuovi interventi numerosi mezzi pesanti potrebbero rimanere fermi nei piazzali non per una protesta, ma per la mancanza di liquidità necessaria ad acquistare il gasolio. L’associazione chiede al Governo un Patto sociale sui carburanti con misure immediate e strutturali per sostenere il settore.
L’allarme delle imprese di autotrasporto
La crisi energetica e l’aumento dei costi operativi stanno mettendo sotto pressione le piccole e medie imprese dell’autotrasporto. CNA Fita Trentino Alto-Adige evidenzia il rischio che nei prossimi mesi diversi mezzi pesanti possano fermarsi a causa delle difficoltà economiche delle aziende. “Senza interventi immediati, nei prossimi mesi numerosi mezzi pesanti rischiano di rimanere fermi nei piazzali”, scrive Mirko Siviero, presidente di CNA Fita Trentino Alto-Adige.
Secondo Siviero, il problema non sarebbe legato a uno sciopero o a una mobilitazione, ma alla possibilità che alcune imprese non riescano più a sostenere i costi necessari per il rifornimento dei mezzi.
Le misure attuali non bastano secondo CNA
L’allarme arriva sia dal comitato regionale sia da quello nazionale dell’associazione. CNA riconosce le iniziative già adottate dal Governo, ma ritiene che crediti d’imposta e riduzione delle accise non siano sufficienti rispetto all’aumento dei costi energetici e delle spese operative.
Secondo l’associazione, il settore necessita di interventi più ampi per garantire continuità alle attività delle imprese.
La proposta del Patto sociale sui carburanti
CNA Fita propone un Patto sociale sui carburanti, definito come un insieme di interventi immediati e strutturali. Tra gli obiettivi indicati ci sono il sostegno alla liquidità delle piccole e medie imprese, una corretta distribuzione dei maggiori costi lungo la filiera e il contrasto a possibili fenomeni speculativi.
Tra le proposte avanzate figurano:
- applicazione vincolante del fuel surcharge, il costo variabile aggiunto alle tariffe di trasporto per compensare le variazioni del prezzo del carburante;
- risorse straordinarie per garantire liquidità alle imprese;
- semplificazione e accelerazione dei crediti d’imposta;
- aggiornamento dei valori indicativi di riferimento;
- iniziative del Governo in sede europea per ottenere deroghe temporanee sui livelli minimi di tassazione;
- sterilizzazione dell’Iva sulle accise;
- riduzione della soglia minima del gasolio commerciale.
“Il fermo resta l’extrema ratio”
Il presidente di CNA Fita Trentino Alto-Adige ha sottolineato che l’eventuale fermo dei mezzi non rappresenta l’obiettivo dell’associazione. “La proclamazione di un fermo resta sempre l’extrema ratio”, ha dichiarato Siviero.
Secondo il presidente, la situazione attuale riguarda soprattutto la capacità delle imprese di sostenere i costi quotidiani. “Il rischio concreto è che i camion si fermino perché le imprese non hanno più le risorse per fare rifornimento”, ha aggiunto.
Difficoltà anche per investimenti e ricambio generazionale
CNA evidenzia inoltre le difficoltà delle piccole imprese nel programmare investimenti futuri. “In questo contesto non vediamo la possibilità che le piccole imprese possano pensare di investire nel futuro”, ha spiegato Siviero.
Secondo l’associazione, il problema riguarda anche il rinnovo del parco mezzi, che per molti piccoli imprenditori sta invecchiando. La situazione potrebbe incidere anche sulla successione d’impresa, rendendo meno attrattivo il settore per nuovi operatori.
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