L’economia del Trentino nel 2025 è cresciuta dello 0,5%, in linea con la media nazionale, ma il quadro economico presenta alcune criticità legate soprattutto a salari, abitazioni, industria ed esportazioni. È quanto emerso dall’audizione di Gennaro Sansone, direttore della filiale di Trento della Banca d’Italia, davanti alla Prima Commissione provinciale presieduta da Carlo Daldoss. Gli investimenti hanno sostenuto la crescita, mentre il settore industriale ha registrato una lieve riduzione dei ricavi e le esportazioni reali sono diminuite di oltre il 4%.
Crescita sostenuta dagli investimenti
Nel corso dell’audizione dedicata all’economia provinciale, Banca d’Italia ha evidenziato un andamento complessivamente positivo del Trentino nel 2025. La crescita del prodotto interno lordo provinciale si è attestata allo 0,5%, un valore in linea con quello nazionale.
A sostenere il risultato sono stati soprattutto gli investimenti, mentre alcuni comparti hanno mostrato segnali di maggiore difficoltà.
L’industria, infatti, ha registrato una lieve flessione dei ricavi, mentre le esportazioni, valutate in termini reali, hanno subito una diminuzione superiore al 4%.
Occupazione in aumento, ma salari sotto pressione
Il mercato del lavoro ha mantenuto un andamento positivo. Nel 2025 gli occupati sono aumentati dell’1,5%, con circa 2.700 nuovi posti di lavoro, quasi tutti con contratto a tempo indeterminato. Anche il tasso di partecipazione al mercato del lavoro si conferma elevato: in Trentino ha raggiunto il 73,6%, contro il 66,7% della media nazionale.
Il quadro appare però più complesso sul fronte delle retribuzioni. Nel 2025 le retribuzioni contrattuali sono cresciute di circa il 3%, ma nel periodo compreso tra 2008 e 2023 le retribuzioni medie reali in Trentino sono diminuite di circa l’8%. Il calo risulta superiore rispetto alla media del Nord Italia, pari al 3,8%, e al dato nazionale del 6,2%.
Il problema dell’accesso alla casa
Tra i temi evidenziati durante l’audizione c’è anche quello abitativo. Nel 2025 i prezzi degli immobili residenziali in Trentino sono aumentati del 3,2%. Secondo quanto illustrato da Sansone, l’aumento delle quotazioni immobiliari associato a una dinamica salariale più debole rende più complesso l’accesso alla casa per una parte della popolazione.
Un altro elemento riguarda la povertà relativa. Nel periodo 2022-2024, questa condizione ha interessato l’8,9% degli individui residenti in provincia di Trento. Il dato si confronta con il 4,1% registrato a Bolzano e con il 14,5% della media nazionale.
Il confronto con l’Alto Adige
Durante l’audizione è stato affrontato anche il confronto economico con la provincia autonoma di Bolzano. Sansone ha richiamato la differenza del Pil pro capite tra Trento e Bolzano, una distanza che si è ampliata dopo la crisi finanziaria del 2008-2009 e che non è stata successivamente recuperata.
Secondo Banca d’Italia, tra i possibili fattori alla base della differenza potrebbero esserci le caratteristiche delle strutture produttive dei due territori. In particolare, il confronto riguarda elementi come il peso della manifattura e le caratteristiche dell’offerta turistica. L’istituto ha manifestato disponibilità ad approfondire il tema attraverso ulteriori analisi.
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