Dalfiume Onoranze Funebri: la vicinanza umana al centro del commiato

Vittorio Vacchi, titolare dell'Impresa Funebre Dalfiume di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna, racconta perché ascoltare le famiglie e farsi carico di ogni pratica restano il cuore del lavoro dell'agenzia.

Quando una famiglia perde una persona cara, il primo bisogno non è un elenco di adempimenti da sbrigare, ma qualcuno capace di ascoltare prima ancora di proporre soluzioni. È un cambiamento di prospettiva che negli ultimi anni ha attraversato l’intero settore funebre: la componente organizzativa resta imprescindibile, ma a fare la differenza agli occhi delle famiglie è sempre più spesso la qualità della relazione umana che si instaura nei giorni del lutto. Non si tratta soltanto di rispettare tempi e procedure, ma di saper leggere ciò che ogni nucleo familiare sta vivendo, restando accanto senza mai risultare invadenti.

Un ascolto che precede l’organizzazione

Lo sa bene Vittorio Vacchi, titolare dell’Impresa Funebre Dalfiume, che negli anni ha trasformato l’agenzia in un riferimento per chi, nel territorio, si trova ad affrontare questo momento. «Chi arriva da noi porta con sé uno smarrimento che va oltre l’organizzazione del rito», spiega Vacchi. «Il nostro primo compito è ascoltare, capire di cosa quella famiglia ha davvero bisogno, e solo dopo occuparci degli aspetti pratici. È questo ordine, prima le persone e poi le procedure, che per noi fa la differenza».

Un approccio che si traduce in una presenza discreta ma costante, capace di adattarsi alle esigenze di ogni nucleo familiare senza mai forzare i tempi del dolore. In questa prospettiva, anche le scelte più delicate, come quella del rito da celebrare o delle modalità di saluto, vengono accompagnate con la stessa attenzione riservata a ogni singola persona coinvolta. Che si tratti di un funerale laico o di una cerimonia religiosa, il criterio resta lo stesso: rispettare la volontà del defunto e la sensibilità di chi resta. Anche lo staff dell’agenzia viene formato secondo questo stesso principio: sapersi muovere con discrezione negli spazi più intimi della vita delle persone, senza mai forzare i tempi di chi sta elaborando una perdita.

Prendersi cura di ogni pratica, dalla prima telefonata al rito

Accanto all’ascolto, il secondo pilastro del lavoro dell’agenzia è la capacità di sollevare la famiglia da ogni incombenza burocratica. Vestizione della salma, allestimento della camera ardente, fornitura di cofani e urne cinerarie, pubblicazione dei necrologi, procedure per la tumulazione o la cremazione: sono passaggi che richiedono tempo e conoscenza delle procedure, e che l’agenzia gestisce interamente per conto delle famiglie, fornendo indicazioni chiare fin dal primo contatto.

Un’attenzione che affonda le radici in una tradizione familiare ormai consolidata nel tempo: chi oggi lavora nell’agenzia porta avanti lo stesso spirito con cui è nata, adattandolo però agli strumenti e alle esigenze di un contesto in continua evoluzione.

«Mi capita spesso di seguire famiglie che al primo incontro non sanno nemmeno da dove cominciare», racconta Vacchi. «In quei momenti il nostro ruolo è prendere in carico tutto: dai documenti anagrafici agli accordi con il cimitero, fino agli aspetti più pratici legati al trasporto e alla cerimonia. Vogliamo che l’unico pensiero della famiglia resti quello di salutare la persona che ha perso, non una scadenza da rispettare o un modulo da firmare».

Una presenza che non si esaurisce nei momenti formali

Attiva nel territorio ravennate con un servizio di reperibilità continua, l’agenzia segue le famiglie anche nelle fasi meno visibili del percorso, quelle che precedono o seguono la cerimonia vera e propria: un consiglio su come comunicare la notizia ai parenti più anziani, un chiarimento su una pratica amministrativa, una parola detta al momento giusto. Sono gesti che non compaiono in nessun preventivo, ma che secondo Vacchi restano tra i più significativi per chi li riceve.

«La professionalità si vede nei dettagli organizzativi, ma si sente nel modo in cui si sta accanto alle persone», conclude Vacchi. «Ed è proprio questo secondo aspetto quello che resta più a lungo nella memoria di chi ha attraversato un lutto».

Redazione

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