Confusione? È dire poco! Nessuno capisce più se ci sarà pace o guerra, se il mondo si avvierà ad un periodo di progresso. Dagli Usa non arrivano segnali chiari e limpidi ma solo contraddizioni. Ed allora chi si meraviglia se il petrolio si riavvicina a quota cento dollari al barile e se l’indice della Borsa milanese, come quello delle altre in Europa, sia negativo anche se di un frazionale? Verrebbe da dire di sospendere gli investimenti sino a quando non si saprà per certo quello che accadrà domani: così pare una lotteria. Ma a questa lotteria ci gioca bene l’Eni che si avvale della incertezza rivalutandosi del 2,05%. Viaggia su una giostra il titolo petrolifero ma una giostra che rende molto se dopo un anno il titolo è cresciuto del 60%.
Tra i bancari alti e bassi dalla quale emerge solo Bpm +1,62% a novanta minuti dalla chiusura. Vanno divisi i titoli tecnologici: Stm scende dell’1,61% mentre Technoprobe sale dello 0,78 e Prysmian cala dell’1,43%
No, nessuno spunto particolare c’è solo da ricordare il segno negativo di Poste (-1,05%) e Telecom Italia (-0,78%) ma per loro si avvicina la resa dei conti della Ops con grandi novità all’orizzonte. E’ tutto.
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo e NON può essere considerato in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio.
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