La collaborazione tra CNEL e INAIL punta a valorizzare l’integrazione delle informazioni disponibili per rendere più efficace la conoscenza degli infortuni e delle malattie professionali e sostenere le politiche di prevenzione.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il presidente del CNEL Renato Brunetta, intervenuto ieri a margine della presentazione della Relazione annuale dell’INAIL. Brunetta ha ringraziato il presidente dell’Istituto, Fabrizio D’Ascenzo, per aver evidenziato nella relazione il significato della collaborazione avviata tra i due enti:
“Ringrazio il presidente dell’INAIL Fabrizio D’Ascenzo per aver richiamato, nella Relazione annuale dell’Istituto, il valore della collaborazione avviata con il CNEL. L’associazione tra gli eventi infortunistici e le malattie professionali e i codici dei contratti collettivi nazionali depositati nell’Archivio del CNEL rappresenta un passaggio di grande rilevanza per favorire la sicurezza sul lavoro e il calcolo corretto dei costi per il trattamento infortunistico a carico dell’INAIL. Significa mettere in relazione, attraverso un linguaggio comune tra le amministrazioni, i dati sugli eventi lesivi con la disciplina contrattuale effettivamente applicata ai lavoratori”.
Il codice unico per collegare dati e contratti
Secondo Brunetta, l’integrazione delle banche dati rappresenta un esempio concreto delle possibilità offerte dalla condivisione delle informazioni tra amministrazioni pubbliche:
“È un esempio concreto di come l’integrazione delle banche dati possa produrre nuova conoscenza e migliorare la qualità delle politiche pubbliche”.
Al centro del sistema viene indicato il codice alfanumerico unico CNEL, attraverso il quale è possibile identificare in modo certo e univoco il contratto collettivo applicato. L’associazione di questo codice con le informazioni dell’INAIL potrebbe consentire di elaborare indicatori di rischio più puntuali, differenziati in base ai diversi settori e comparti contrattuali.
Il disegno di legge del CNEL
Nella stessa prospettiva, il CNEL ha approvato un disegno di legge finalizzato a rendere strutturale e previsto dalla legge l’impiego del codice unico anche da parte dell’INAIL, oltre che dell’INPS e, in prospettiva, del Ministero del Lavoro.
L’obiettivo indicato è quello di favorire una maggiore trasparenza e interoperabilità delle banche dati, migliorando al tempo stesso la qualità delle informazioni disponibili sul mercato del lavoro.
Per Brunetta, questi strumenti possono contribuire a una conoscenza più approfondita delle dinamiche occupazionali e a una maggiore capacità di prevenire infortuni e malattie professionali, rafforzando la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori:
“La collaborazione con l’INAIL dimostra quanto possa essere prezioso far dialogare patrimoni informativi pubblici diversi, trasformando i dati in uno strumento concreto di prevenzione e di buona amministrazione”.
Fonte: CNEL
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