La fuga dei giovani laureati continua a interessare lโItalia, ma la Puglia registra un andamento meno negativo rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno. Secondo il rapporto del Cnel dedicato ai giovani tra i 18 e i 34 anni, il fenomeno riguarda soprattutto la fascia piรน qualificata della popolazione: il 93% dei giovani che lasciano il Paese รจ laureato, con circa la metร in possesso di una laurea magistrale. Nel 2024 il saldo negativo nazionale ha superato le 60mila persone, con molti giovani diretti verso altri Paesi europei.
La perdita di competenze pesa sullโeconomia italiana
Il rapporto del Cnel evidenzia lโimpatto economico della mobilitร dei giovani qualificati. Ogni anno, secondo lโanalisi presentata, vengono disperse risorse legate alla formazione di ragazzi e ragazze che hanno completato gli studi in Italia e che successivamente scelgono di trasferirsi allโestero.
Si tratta soprattutto di persone con competenze elevate: il 93% dei giovani emigrati nella fascia 18-34 anni possiede una laurea e circa la metร ha conseguito una laurea magistrale.
Nel solo 2024 il saldo tra giovani entrati e usciti dal Paese ha registrato una perdita superiore a 60mila unitร .
La Puglia regge meglio rispetto ad altre regioni meridionali
Il fenomeno interessa anche la Puglia, ma il rapporto evidenzia come la regione presenti una situazione meno negativa rispetto ad altre aree del Sud.
Secondo lโanalisi, a incidere รจ anche un tasso di crescita piรน favorevole rispetto ad altri territori meridionali.
La partenza dei giovani qualificati resta comunque un tema rilevante, soprattutto perchรฉ riguarda persone sulle quali famiglie e territorio hanno investito in formazione e competenze.
Retribuzioni basse tra le principali cause della partenza
Tra i motivi indicati dai giovani che scelgono di trasferirsi allโestero emerge soprattutto il tema economico. Le retribuzioni basse vengono indicate come una delle principali ragioni alla base della decisione di lasciare lโItalia. Per chi proviene dalle regioni del Mezzogiorno, perรฒ, il rapporto evidenzia anche un altro elemento: il riconoscimento del merito.
Molti giovani sottolineano lโimportanza della possibilitร di vedere valorizzate le proprie competenze e di essere selezionati nel mondo del lavoro sulla base della preparazione acquisita.
La possibilitร di tornare in Italia
Il rapporto Cnel evidenzia anche un altro aspetto: la scelta di andare allโestero non rappresenta necessariamente un allontanamento definitivo. Tra gli intervistati emerge infatti la disponibilitร a rientrare in Italia, a condizione che cambino alcune condizioni del mercato del lavoro.
Tra gli elementi considerati piรน importanti ci sono:
- la possibilitร di svolgere un lavoro coerente con il proprio percorso di studi;
- una maggiore valorizzazione delle competenze;
- livelli retributivi piรน adeguati.
Il confronto con gli altri Paesi europei
Uno degli elementi evidenziati dal rapporto riguarda il confronto salariale con altri Paesi europei. Secondo i dati riportati, 25 anni fa il divario salariale con la Spagna vedeva lโItalia in una posizione migliore, mentre oggi le retribuzioni italiane risultano inferiori del 7% rispetto al Paese iberico.
Nel confronto con la Germania, invece, lo svantaggio italiano era giร presente, ma nel tempo si sarebbe ampliato.
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