Il Vicepremier Italiano e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani è intervenuto all’81^ Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) con un discorso incentrato sulle principali crisi internazionali, che stanno provocando oltre alle crisi umanitarie una destabilizzazione a livello economico globale, e sulla necessità di rafforzare il ruolo della diplomazia e del multilateralismo.
Aprendo il suo intervento, Tajani ha richiamato il dato relativo ai conflitti armati nel mondo: 61 guerre, secondo le stesse fonti citate l’anno precedente dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rispetto alle 56 allora registrate. Un quadro che, secondo il ministro, rende ancora più urgente evitare che la guerra diventi una condizione considerata normale.
Tajani ha ricordato anche il monito di Papa Leone XIV, sottolineando la necessità di non perdere la capacità di reagire di fronte alla violenza e alle sue conseguenze.
L’Italia punta sulla diplomazia e sulle regole internazionali
Nel suo intervento, il ministro ha delineato la posizione italiana attraverso un principio centrale: contrapporre alla logica della forza il valore delle regole, del dialogo e della politica.
Secondo Tajani, i diversi scenari di crisi — dall’Ucraina al Medio Oriente, dal Golfo al Sudan e al Sahel — devono essere letti all’interno di una trasformazione più ampia degli equilibri internazionali. A questi si aggiungono le tensioni commerciali, la competizione nel campo dell’intelligenza artificiale, le minacce ibride e il terrorismo.
Per il ministro, l’ordine internazionale costruito dopo la Seconda guerra mondiale sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Le Nazioni Unite, in questo contesto, dovrebbero contribuire alla costruzione di un nuovo sistema fondato su regole, responsabilità e cooperazione:
“Ucraina, Medio Oriente, Golfo, Sudan, Sahel non sono crisi separate. Non lo sono le guerre commerciali, la competizione sull’intelligenza artificiale, gli attacchi ibridi e le loro conseguenze economiche e sociali. Non lo è il terrorismo in tutte le sue molteplici forme che continuiamo a combattere ovunque nel mondo. Tutti fronti diversi di un’unica grande trasformazione: l’ordine internazionale nato dopo la Seconda guerra mondiale sta cedendo. Era un ordine imperfetto. Non ha impedito guerre, ingiustizie e sofferenze. Oggi quell’equilibrio è spezzato e la storia, che qualcuno aveva dichiarato finita, ha ripreso a correre.”
Tajani ha ribadito il sostegno italiano all’ONU, pur evidenziando la necessità di una riforma dell’organizzazione e dei suoi strumenti. L’obiettivo indicato è quello di rafforzarne la capacità di affrontare le crisi e di favorire il confronto tra Paesi con interessi e visioni differenti:
“Ma ogni corsa ha bisogno di un traguardo. E il nostro compito non può essere quello di assistere passivamente alla frammentazione del mondo; deve essere quello di costruire un nuovo quadro di regole, responsabilità e cooperazione capace di governare il cambiamento. Cambiamento che nascerà soltanto dalla volontà politica, dal confronto tra le nazioni, dalla consapevolezza dei popoli e dalla capacità delle istituzioni multilaterali di ritrovare una missione all’altezza dei tempi. Le Nazioni Unite non possono limitarsi a registrare le divisioni del presente. Devono avere l’ambizione di immaginare il futuro. Devono saper riconoscere i propri limiti, superare le proprie paralisi e riformare i propri strumenti, senza rinunciare alla loro ragion d’essere più profonda: essere il luogo in cui il conflitto lascia spazio al dialogo, la contrapposizione alla diplomazia, la paura alla ricerca di soluzioni condivise. Le Nazioni Unite restano il luogo più universale di questa aspirazione.”
Europa, Occidente e partenariati internazionali
Nel discorso il ministro ha definito l’Europa come la casa dell’Italia e l’Occidente come il contesto di appartenenza del Paese, richiamando al tempo stesso i valori della libertà, della democrazia e della dignità della persona.
Tajani ha sostenuto che le alleanze e le organizzazioni internazionali non debbano trasformarsi in barriere, ma rappresentare strumenti per costruire relazioni e collaborazioni.
In questa prospettiva è stato citato anche il corridoio economico e logistico IMEC, destinato a collegare l’Europa con l’area dell’Indo-Mediterraneo.
Particolare attenzione è stata riservata inoltre all’Africa, indicata come una priorità strategica per l’Italia. Il Piano Mattei, secondo quanto illustrato da Tajani, coinvolge 18 Paesi e si fonda sull’idea di sviluppare rapporti di collaborazione diretta con i partner africani in settori come agricoltura, energia, formazione, infrastrutture e farmaceutica.
Ucraina: sostegno a Kiev e ricerca della pace
Ampio spazio è stato dedicato alla guerra in Ucraina. Tajani ha ribadito il sostegno italiano a Kiev, affermando che Roma continuerà a sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario.
Parallelamente, il ministro ha sottolineato la necessità di lavorare per una pace giusta e per una prospettiva nella quale la Russia possa tornare a essere un interlocutore per l’Europa.
Nel suo intervento Tajani ha inoltre richiamato le responsabilità della Russia in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e ha espresso preoccupazione per le minacce ibride rivolte all’Europa.
Medio Oriente, Gaza e Libano
Per quanto riguarda il Medio Oriente, Tajani ha indicato nella soluzione “due popoli, due Stati” la prospettiva per arrivare alla pace.
Il Ministro ha evidenziato che la tregua a Gaza ha contribuito a ridurre i combattimenti, ma non ha posto fine alle sofferenze della popolazione. Da qui il richiamo alla necessità di consolidare la tregua, consentire l’ingresso degli aiuti umanitari e arrivare al disarmo di Hamas.
Tajani ha inoltre ricordato alcune iniziative italiane rivolte alla popolazione palestinese, tra cui Food for Gaza, l’accoglienza e le cure prestate a bambini feriti e fragili e l’apertura di università e centri di ricerca italiani ai giovani palestinesi.
Sul Libano, il ministro ha sottolineato l’importanza dell’Accordo di Washington del 26 giugno e del ruolo dell’Italia nell’ospitalità delle sessioni negoziali. Ha inoltre ricordato l’impegno italiano attraverso UNIFIL e nella formazione delle Forze Armate libanesi, insieme ai nuovi progetti di sviluppo destinati all’area.
Sicurezza, navigazione e approvvigionamenti
Nel corso del discorso Tajani ha collegato la sicurezza internazionale anche alla libertà di navigazione e alle conseguenze economiche delle crisi.
Il Ministro ha chiesto la riapertura dello Stretto di Hormuz, il rilancio del dialogo nel Golfo e la fine degli attacchi alla navigazione nel Mar Rosso. Ha inoltre richiamato gli effetti degli attacchi russi nel Mar Nero sulle esportazioni di grano ucraino verso l’Africa.
Secondo Tajani, le crisi geopolitiche producono conseguenze dirette sulla vita quotidiana, incidendo sui prezzi dell’energia, dei cereali, del pane e dei fertilizzanti e influenzando imprese, agricoltura e famiglie.
In questo quadro, la sicurezza alimentare e quella idrica vengono presentate come questioni strettamente collegate. L’Italia, ha spiegato il ministro, collabora con il Polo delle Nazioni Unite di Roma mettendo a disposizione competenze nei settori agroalimentare e delle tecnologie satellitari.
Intelligenza Artificiale, una nuova sfida globale
Un’altra parte dell’intervento è stata dedicata alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale, destinata secondo Tajani a modificare profondamente il modo di vivere, lavorare, produrre e prendere decisioni.
Il ministro ha evidenziato sia le opportunità offerte dalla tecnologia — dalla medicina alla ricerca, dall’istruzione alla tutela dell’ambiente — sia i rischi legati alla possibile crescita delle disuguaglianze, alla trasformazione del mercato del lavoro, alla manipolazione delle informazioni e all’utilizzo di sistemi automatizzati senza adeguato controllo umano.
La posizione espressa dall’Italia è quella di governare l’innovazione attraverso trasparenza, sicurezza, controllo e tutela della proprietà intellettuale, evitando al tempo stesso di bloccare lo sviluppo tecnologico.
Per Tajani, le Nazioni Unite dovrebbero contribuire alla definizione di regole condivise sull’intelligenza artificiale prima che siano gli eventi o i Paesi più forti a determinarle.
La riforma delle Nazioni Unite
Nel suo intervento, il ministro ha affrontato anche il tema della riforma dell’ONU. L’Italia sostiene la necessità di un Consiglio di Sicurezza più legittimo, rappresentativo e responsabile nei confronti degli Stati membri.
Tajani ha ricordato inoltre l’impegno italiano nelle missioni internazionali e il contributo del Paese al bilancio delle Nazioni Unite, con particolare riferimento alla presenza di militari italiani nelle operazioni di pace.
Il discorso ha toccato anche temi legati ai diritti umani, alla libertà personale, ai diritti delle donne e al contrasto delle mutilazioni genitali femminili. Tajani ha inoltre confermato l’impegno italiano per una moratoria universale sulla pena di morte.
La pace come responsabilità quotidiana
Nella parte conclusiva del suo intervento, Tajani ha richiamato la nascita del progetto europeo dopo le tragedie delle due guerre mondiali. La scelta di mettere in comune risorse strategiche come carbone e acciaio viene indicata come esempio della possibilità di trasformare una storia di conflitti in un percorso di cooperazione.
Il messaggio finale rivolto all’Assemblea Generale dell’ONU ruota attorno alla necessità di considerare la pace non come un risultato acquisito definitivamente, ma come un obiettivo da perseguire attraverso l’impegno politico e diplomatico.
“La pace non è un’eredità acquisita una volta per tutte. È una responsabilità quotidiana.”
Secondo Tajani, questa responsabilità richiede fermezza, pazienza e continuità nell’azione diplomatica, senza rinunciare alla ricerca di soluzioni condivise anche nei momenti di maggiore tensione internazionale.
Testo Integrale delle dichiarazioni al sito del Ministero degli Affari Esteri.
Foto: MAECI
Seguici su
Aggiungi corrieredelleconomia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.