Mixing Park, il self service cambia la logica del lavaggio: l’auto si cura con continuità

Primo autolavaggio in Toscana a introdurre il self service a gettoni, Mixing Park rappresenta un’esperienza che Andrea Migli racconta partendo da un principio semplice: lavare l’auto con maggiore frequenza può essere più pratico, efficace e conveniente che aspettare mesi tra un intervento e l’altro.

alla pioggia, agli insetti e allo sporco raccolto sulla strada si aggiunge inevitabilmente ciò che accade nell’abitacolo, dove bastano passeggeri, borse, scarpe o bambini per rendere necessaria una nuova pulizia; proprio per questo, più che puntare su un lavaggio molto approfondito effettuato a distanza di mesi, per molti automobilisti può avere maggiore senso intervenire con più frequenza, dedicando ogni volta meno tempo e una spesa più contenuta.

È su questa logica che si è sviluppato il modello degli autolavaggi self service, che non nasce necessariamente per sostituire il lavaggio manuale, ma per offrire la possibilità di intervenire quando serve, scegliendo personalmente tempi e modalità e soprattutto evitando che lo sporco si accumuli al punto da richiedere ogni volta un lavoro più impegnativo.

Il vantaggio è nella frequenza

«L’idea originaria del self service era proprio quella di portare il cliente a lavare l’auto con una certa regolarità – spiega Andrea Migli di Mixing Park – perché se si aspetta tre o quattro mesi, lo sporco diventa inevitabilmente più difficile da eliminare e non si può pensare che bastino pochi minuti con una lancia ad alta pressione; se invece si interviene ogni dieci o quindici giorni, con prodotti adeguati e una buona pressione dell’acqua, mantenere la macchina pulita diventa molto più semplice».

È una differenza che incide anche sulla spesa, perché chi utilizza il self service può decidere di volta in volta quanto intervenire e quali operazioni effettuare, limitandosi magari a un rapido lavaggio esterno oppure aggiungendo aspirazione e cura dell’abitacolo quando necessario; Migli racconta di clienti che, proprio perché tornano frequentemente, riescono a mantenere la vettura in ordine con pochi euro per volta, mentre chi arriva dopo molti mesi inevitabilmente deve impiegare più tempo e utilizzare più programmi per ottenere lo stesso risultato.

«C’è anche chi tiene particolarmente alla propria auto e vuole occuparsene personalmente, senza lasciarla ad altri, perché con il self service può decidere come lavarla, dove insistere maggiormente e quanto tempo dedicarle – aggiunge Migli – e questa libertà, insieme alla possibilità di spendere il giusto, rimane uno dei motivi per cui molte persone continuano a scegliere questa formula».

Mixing Park, dal 1999 una storia legata al self service

A Livorno Mixing Park segue questa evoluzione da oltre venticinque anni: l’attività nasce infatti nel 1999 e, secondo quanto riportato dall’azienda, è stata la prima in Toscana a introdurre un autolavaggio con piste self service a gettone, una scelta che nel tempo è stata accompagnata dall’ampliamento della struttura e dall’introduzione di nuove soluzioni per rispondere a esigenze molto diverse tra loro.

Oggi l’impianto dispone di dieci piste self service, sei con detergente alcalino e quattro con schiuma attiva FoamNet, alle quali si aggiungono due lavaggi automatici WashTec con spazzole antigraffio SofTecs e quindici aspiratori dedicati agli interni; la struttura è inoltre aperta 24 ore su 24, sette giorni su sette, una caratteristica che rafforza proprio uno dei principi alla base del self service, vale a dire permettere all’automobilista di occuparsi della vettura nel momento in cui ne ha realmente bisogno e senza essere vincolato agli orari tradizionali.

Anche prodotti e sistemi di lavaggio sono cambiati

A rendere questa modalità più efficace rispetto al passato contribuisce anche l’evoluzione dei prodotti utilizzati, come dimostra la schiuma attiva presente in quattro delle piste di Mixing Park, pensata per rimanere più a lungo sulla carrozzeria e quindi avere maggiore tempo per agire sullo sporco rispetto a un detergente più liquido, che tende invece a scivolare rapidamente sulla superficie.

«Il vantaggio della schiuma attiva è proprio quello di restare sulla macchina mentre si completa il giro della vettura, continuando a lavorare sullo sporco e risultando particolarmente efficace, ad esempio, sui moscerini o sui residui presenti sui cerchi – chiarisce Migli – mentre con un detergente più liquido, quando si arriva dall’altra parte dell’auto, il prodotto applicato all’inizio ha già cominciato a scendere».

Il sistema FoamNet utilizzato da Mixing Park prevede inoltre polimeri che contribuiscono alla lucentezza e alla protezione della carrozzeria, mentre il programma conclusivo utilizza acqua osmotizzata, che facilita l’asciugatura e aiuta a limitare la formazione degli aloni; sono soluzioni che mostrano quanto il self service di oggi sia diventato tecnicamente più evoluto rispetto alle prime generazioni di impianti, pur continuando a conservare la stessa idea di fondo.

Redazione

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