Sicurezza alimentare, accesso ai fertilizzanti e tenuta delle catene globali di approvvigionamento sono stati al centro della seconda riunione della Coalizione di Roma per l’accesso ai fertilizzanti e la sicurezza alimentare, organizzata a New York da Italia e Croazia, ieri, 24 settembre 2026, a margine dell’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
La Croazia ha partecipato in qualità di attuale Presidenza MED9, dando seguito alla prima riunione della Coalizione di Roma, svoltasi il 7 maggio 2026.
Il confronto tra Paesi e organizzazioni internazionali
All’incontro hanno preso parte ministri degli Esteri e rappresentanti di alto livello dei Paesi del MED9, della Lega degli Stati Arabi, dei Balcani occidentali e dell’Ucraina.
Al tavolo sono stati inoltre rappresentati l’Unione europea, il Consiglio di Cooperazione del Golfo, la Lega degli Stati Arabi e le Nazioni Unite. Tra i partecipanti anche il Direttore Generale della FAO Qu Dongyu e il Vice Direttore Generale della FAO Maurizio Martina.
La discussione ha riguardato soprattutto le difficoltà che continuano a interessare la sicurezza marittima e le catene internazionali di approvvigionamento di fertilizzanti e prodotti alimentari.
Le rotte marittime sotto pressione
I partecipanti hanno espresso preoccupazione per l’evoluzione delle tensioni lungo alcune delle principali rotte commerciali, con particolare riferimento allo Stretto di Hormuz, allo Stretto di Bab el-Mandeb e al Mar Rosso.
Nel confronto è stata evidenziata l’esigenza di lavorare verso collegamenti marittimi più sicuri, prevedibili e resilienti. In questo quadro è stato accolto con favore il contributo delle iniziative multilaterali attualmente operative nella regione, comprese le operazioni navali dell’Unione europea Aspides e Atalanta.
La sicurezza delle rotte viene considerata strettamente collegata alla possibilità di garantire continuità negli scambi e nell’approvvigionamento di beni essenziali.
Il Mar Nero e le esportazioni agricole
Un ulteriore punto di attenzione ha riguardato il Mar Nero, considerato un corridoio strategico per le esportazioni di cereali.
I partecipanti hanno manifestato preoccupazione per le interruzioni degli scambi di prodotti alimentari e agricoli nel contesto della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e hanno sostenuto l’esigenza di una risposta internazionale maggiormente coordinata.
L’obiettivo indicato è limitare le conseguenze sulle disponibilità e sull’accessibilità dei prodotti alimentari e degli input agricoli essenziali.
Le ripercussioni sull’Africa
Particolare attenzione è stata riservata alle conseguenze sulle aree del mondo maggiormente esposte all’insicurezza alimentare, con uno specifico riferimento all’Africa.
Secondo quanto emerso dalla riunione, un ulteriore peggioramento delle condizioni di sicurezza alimentare potrebbe aggravare situazioni umanitarie già critiche e contribuire all’aumento di conflitti, sfollamenti forzati e migrazione irregolare, con possibili ripercussioni anche sul Medio Oriente e sull’Europa.
Da qui la necessità di affrontare in modo coordinato le diverse dimensioni della crisi, collegando sicurezza alimentare, stabilità delle rotte e resilienza delle catene di approvvigionamento.
Il ruolo della FAO e la resilienza delle filiere
Nel corso dei lavori è stata sottolineata l’importanza dell’attività della FAO, compresa l’analisi presentata durante la 180ª sessione del Consiglio dell’Organizzazione, il 28 aprile 2026.
I partecipanti hanno evidenziato la necessità di trasformare questo lavoro in ulteriori iniziative di coordinamento internazionale. Tra le priorità indicate figurano il mantenimento di scambi commerciali aperti e prevedibili, la riduzione dei vincoli logistici, la diversificazione delle rotte e delle fonti di approvvigionamento e il rafforzamento della resilienza agroalimentare nel lungo periodo.
Produzione, stoccaggio e infrastrutture
La riunione ha registrato inoltre un ampio sostegno a una cooperazione più intensa tra Paesi produttori, di transito e importatori.
Tra le aree individuate figurano l’aumento delle capacità regionali di produzione e stoccaggio, il miglioramento della connettività e, in particolare, dei collegamenti nel settore dei trasporti e delle infrastrutture portuali, oltre alla mobilitazione di nuovi investimenti.
Per sostenere questi obiettivi è stata ribadita l’importanza di mantenere un confronto costante con il sistema delle Nazioni Unite, con la FAO, con l’Unione europea, con le organizzazioni regionali e con le istituzioni finanziarie internazionali.
Il Mediterraneo come spazio di cooperazione
In conclusione, i Co-Presidenti hanno accolto positivamente l’impegno condiviso a preservare il Mediterraneo allargato come area di pace, cooperazione e prosperità.
La Coalizione di Roma punta così a contribuire alla prevenzione di ulteriori effetti negativi derivanti dalle interruzioni delle catene di approvvigionamento, evitando che possano aggravare l’insicurezza alimentare, i conflitti e i flussi migratori.
L’iniziativa si inserisce inoltre nel più ampio quadro degli sforzi internazionali per affrontare in modo integrato le questioni legate alla sicurezza alimentare, alla sicurezza marittima e alla resilienza delle catene di approvvigionamento.
Foto: MAECI
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