Il Trentino Alto Adige è la regione italiana dove le famiglie sostengono la rata media mensile più elevata per i debiti attivi. Secondo i dati elaborati da Crif e analizzati dal Sole 24 Ore, il territorio registra una rata media di 455 euro al mese a fronte di un debito medio che sfiora i 57.800 euro. Allo stesso tempo, però, la regione presenta la quota più bassa di popolazione con crediti attivi, poco più di un terzo.
Nord Italia in testa per peso delle rate
La classifica delle rate medie mensili vede ai primi posti soprattutto territori del Nord Italia. Dopo il Trentino Alto Adige, tra le province con gli importi medi più elevati figurano Milano, Sondrio, Bologna, Como, Treviso, Monza, Firenze, Cuneo, Brescia e Lecco.
Nel capoluogo lombardo la rata media arriva a 408 euro, mentre a Lecco si attesta a 330 euro, con una media complessiva della Lombardia pari a 329 euro.
In queste aree il peso dei mutui rappresenta una quota significativa dell’indebitamento, generalmente compresa tra il 20% e il 30% dei prestiti complessivi.
Accanto ai mutui hanno un ruolo rilevante anche i prestiti finalizzati, che superano ampiamente il 40% del totale.
Sud e Isole con rate più leggere
All’estremo opposto della graduatoria si trovano alcune regioni del Mezzogiorno. Calabria, Sicilia e Sardegna registrano le rate medie mensili più basse, con valori intorno ai 240 euro. In questi territori anche il debito medio delle famiglie risulta sensibilmente inferiore rispetto al Trentino Alto Adige.
A Reggio Calabria il debito medio si ferma a 17.134 euro, mentre resta sotto i 20 mila euro anche in province come Crotone, Agrigento, Enna e Vibo Valentia.
Cambia la composizione dei prestiti
La differenza tra Nord e Sud riguarda anche la tipologia di finanziamenti utilizzati dalle famiglie. Secondo Beatrice Rubini, executive director di Crif, le rate più basse registrate nel Mezzogiorno dipendono da diversi fattori, tra cui una maggiore presenza dei prestiti finalizzati, caratterizzati generalmente da importi e rate più contenuti rispetto ai mutui. “Le rate medie più basse che si osservano nel Sud e nelle Isole dipendono generalmente da un mix di fattori, tra cui la diversa composizione del credito utilizzato dalle famiglie”, ha spiegato Rubini.
Secondo l’analisi, incidono anche elementi economici e sociali come il diverso costo degli immobili, livelli medi di reddito più bassi, una minore diffusione dei mutui per l’acquisto della casa e, in alcuni casi, il maggiore ricorso al sostegno familiare per finanziare spese importanti.
Trento prima anche nel rapporto tra debiti e redditi
I dati sull’indebitamento sono stati confrontati con quelli relativi ai redditi per stimare il numero di stipendi necessari a estinguere il debito medio. A Trento il valore arriva a 32 stipendi necessari per coprire l’indebitamento.
Livelli elevati si registrano anche a Rimini, dove si superano i 30 stipendi, e a Prato e Bolzano, entrambe con un valore pari a 28.
La situazione cambia nelle province dove il rapporto tra debito e reddito è più contenuto. Valori inferiori a 15 stipendi si registrano a Frosinone, Vercelli, Reggio Calabria, Alessandria, Biella e Caltanissetta.
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