Non si farà la fusione tra Unicredit e Bpm

Troppi paletti, troppi distinguo. Ritirata l’offerta

Erano giorni che si parlava della rinuncia della fusione tra Unicredit e Banco Bpm: era soprattutto il Governo italiano, non in maniera ufficiale, che aveva fatto capire di non avere a cuore la confluenza della Bpm in Unicredit. Era stato invocato pure il golden power, un ostacolo che era stato smontato (in parte) dalla Bce ma che ormai era diventato la chiara volontà dell’Italia di Governo.

Mesi di trattative tese e ricorsi legali ed ora Andrea Orcel, ad di Unicredit ha fatto sapere in maniere ufficiale che la sua banca guarderà in altre direzioni.
Oddio non è che il mercato aveva fatto salti mortali: ai prezzi proposti solo lo 0,5% degli azionisti aveva deciso della confluenza delle due banche.
Nel frattempo, UniCredit ha pubblicato i risultati semestrali, registrando numeri record: utile netto a 6,1 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2025, di cui 3,3 miliardi nel solo secondo trimestre. Una performance che rafforza la rafforza. Ma questi numeri erano quelli che facevano paura a Banco Bpm perché temevano la scomparsa.

Redazione

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