La Puglia deve fare i conti con un doppio fenomeno: da una parte il progressivo invecchiamento della popolazione, dall’altra importi pensionistici che restano inferiori alla media nazionale. È il quadro delineato dal Rendiconto sociale regionale Inps Puglia 2025, presentato a Bari negli spazi della Fiera del Levante.
I dati evidenziano una trasformazione demografica che si accompagna a crescenti esigenze sul fronte sanitario, assistenziale ed economico.
Diminuiscono i residenti, aumentano gli over 65
Nel 2025 la popolazione residente in Puglia è scesa a 3.877.395 persone, circa 13mila in meno rispetto all’anno precedente.
Contemporaneamente, gli abitanti con più di 65 anni sono arrivati a 959.615, pari al 24,8% della popolazione regionale.
Quasi un pugliese su quattro appartiene quindi alla fascia degli over 65. L’invecchiamento comporta una maggiore richiesta di servizi sanitari, assistenza territoriale e interventi dedicati alla non autosufficienza, con conseguenze sulla sostenibilità del sistema di welfare.
Oltre un milione di pensionati
Il Rendiconto Inps indica per il 2025 1.044.802 pensionati in Puglia e circa 976mila pensioni Ivs, relative a invalidità, vecchiaia e superstiti.
Nel corso dell’anno sono state liquidate circa 124mila nuove prestazioni, con una diminuzione dell’1,6% rispetto al 2024.
Un dato significativo riguarda la composizione delle nuove erogazioni: il 44% è costituito da trattamenti previdenziali, mentre il restante 56% riguarda prestazioni assistenziali.
L’importo medio mensile delle nuove prestazioni è stato di 757 euro. Considerando esclusivamente le nuove pensioni di vecchiaia, la media sale a 1.190 euro al mese, con un incremento del 3,4% rispetto al 2024.
Il divario con la media italiana
Il livello degli assegni resta però distante dai valori medi nazionali.
Nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, le pensioni vigenti delle donne pugliesi hanno un importo medio mensile di 840,10 euro, mentre per gli uomini la media arriva a 1.507,20 euro.
A livello nazionale, gli stessi valori sono rispettivamente di 1.069,40 euro per le donne e 2.005,60 euro per gli uomini.
Il divario riguarda quindi entrambi i sessi, ma assume una dimensione particolarmente marcata per le pensionate.
Pensioni e divario di genere
Considerando il totale delle prestazioni pensionistiche, nel 2025 l’importo medio mensile è di 1.354,90 euro per le donne e 2.043,90 euro per gli uomini, con una differenza di circa 689 euro.
Anche considerando esclusivamente le pensioni di vecchiaia permane una distanza significativa: l’assegno medio femminile è di 757 euro, contro i 966 euro degli uomini.
Secondo la segretaria generale della Uil Pensionati Puglia Tiziana Carella, le differenze pensionistiche sono legate alle disuguaglianze accumulate durante la vita lavorativa, tra salari più bassi, precarietà, part-time involontario, carriere discontinue e lavoro di cura non adeguatamente riconosciuto.
Il problema del costo delle cure
La situazione economica degli anziani si riflette anche sull’accesso alla sanità.
Secondo quanto evidenziato dalla Uil Pensionati, le difficoltà nell’ottenere visite specialistiche ed esami nei tempi previsti possono spingere una parte degli anziani a rinunciare alle prestazioni oppure a rivolgersi al settore privato sostenendone direttamente i costi.
La stima indicata nel rapporto è di un over 65 su quattro che rinuncia alle cure o è costretto a ricorrere alla sanità privata.
Il tema delle liste d’attesa diventa quindi particolarmente rilevante in presenza di pensioni basse, perché una prestazione a pagamento può incidere pesantemente sui bilanci familiari.
Una questione demografica e sociale
Per la Uil Pensionati, i dati previdenziali non possono essere analizzati separatamente da quelli demografici, occupazionali e sanitari.
Meno residenti, più anziani, pensioni inferiori alla media nazionale e difficoltà nell’accesso alle cure sono fenomeni che si intrecciano e richiedono una risposta coordinata.
La questione riguarda inoltre le famiglie, che continuano spesso a fare affidamento sui redditi degli anziani come elemento di sostegno economico e sociale.
Il quadro tracciato dal Rendiconto Inps mette quindi in evidenza una Puglia chiamata a confrontarsi contemporaneamente con l’invecchiamento della popolazione e con la necessità di rafforzare la protezione economica e sanitaria delle fasce più fragili.
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