Commercio di prossimità, dal 2027 contributi regionali fino a 30mila euro

La Regione Friuli Venezia Giulia prepara un nuovo sistema di sostegni per negozi di vicinato, con particolare attenzione ai centri storici, ai piccoli Comuni e alle aree a rischio desertificazione commerciale

Fino a 30mila euro all’anno per sostenere il commercio di prossimità in Friuli Venezia Giulia. È quanto prevede il regolamento attuativo approvato in via preliminare dalla Giunta regionale, nell’ambito delle disposizioni del nuovo Codice regionale del commercio e del turismo.

La misura, che dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2027, è rivolta alle micro, piccole e medie imprese che gestiscono attività di vendita al dettaglio di vicinato.

L’obiettivo è sostenere sia l’apertura sia il consolidamento degli esercizi, soprattutto nei territori dove la rete commerciale si sta progressivamente riducendo.

Contributi per affitti, personale e gestione

Il nuovo sistema di incentivi interviene su diverse voci di spesa che incidono sulla gestione quotidiana delle attività.

Tra le spese ammissibili figurano canoni di locazione, utenze, retribuzioni del personale, tributi locali, servizi professionali, assicurazioni e attività di pubblicità, promozione e marketing.

Sono inoltre previsti contributi per gli investimenti necessari ad avviare, rinnovare o rilanciare un esercizio commerciale.

Il contributo annuale potrà arrivare fino a 30mila euro, con un massimo di 20mila euro destinato ai canoni di locazione e fino a 10mila euro per le altre spese ammissibili.

L’incentivo potrà coprire fino al 60% degli affitti e fino al 50% delle altre spese.

Un sostegno specifico per i centri storici

Una delle linee di intervento riguarda gli esercizi commerciali situati nei centri storici.

In questo caso saranno finanziabili anche le spese legate all’avvio di una nuova attività attraverso il subentro con passaggio generazionale della proprietà.

Il provvedimento punta quindi anche a favorire la continuità delle attività esistenti e a evitare che la chiusura di un negozio determini la perdita definitiva di un servizio per la comunità.

Quattro strumenti nelle zone più fragili

Nelle cosiddette zone di indebolimento commerciale sono previste quattro principali forme di sostegno.

La prima consiste in contributi in conto interessi sui finanziamenti destinati all’apertura di nuovi esercizi, compresi quelli derivanti da passaggi generazionali.

La seconda riguarda contributi fino al 50% delle spese per alcuni tributi locali, tra cui Ilia, Tari e Canone unico patrimoniale.

La terza prevede l’abbattimento dei canoni di locazione per un massimo di due anni.

La quarta riguarda invece le spese necessarie alla gestione e al funzionamento ordinario dell’attività.

Misure estese nei piccoli Comuni

Una particolare attenzione viene riservata ai Comuni con non più di 5mila abitanti.

In questi territori gli esercizi di vicinato potranno accedere alle misure previste dal regolamento indipendentemente dalla loro ubicazione all’interno del Comune.

La scelta punta a riconoscere il ruolo sociale dei piccoli negozi, che nei centri meno popolosi possono rappresentare un servizio essenziale soprattutto per anziani e persone con difficoltà negli spostamenti.

Premialità fino a 1.500 euro

Il regolamento introduce anche alcune premialità.

Sono previsti bonus da 500 euro, cumulabili fino a un massimo di 1.500 euro, per le cooperative di comunità che offrono servizi aggiuntivi, per gli esercizi che aderiscono alle convenzioni di Carta famiglia e per le imprese che applicano ai dipendenti i contratti collettivi sottoscritti dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative.

Bini: «Un presidio per le comunità»

L’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini definisce il provvedimento il principale intervento realizzato finora dalla Regione a sostegno del commercio di prossimità.

Il nuovo sistema, secondo l’assessore, mira a sostenere attività che non svolgono soltanto una funzione economica, ma rappresentano anche presidi sociali e punti di riferimento per i territori.

Le zone di indebolimento commerciale saranno individuate dai Comuni e successivamente inserite nel Masterplan regionale del commercio, attualmente in fase di predisposizione.

Per il 2027, in via transitoria, saranno individuate attraverso una specifica deliberazione della Giunta regionale sulla base delle schede trasmesse dalle amministrazioni comunali.

 

Redazione

Seguici su

Aggiungi corrieredelleconomia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Iscriviti
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Il Pil tedesco cresce dello 0,3% nel secondo trimestre 2026 e migliora la fiducia delle...
Il presidente della Regione incontra il vicepresidente del Medef a Parigi: focus su energia, investimenti...
Delegazione di 14 aziende e istituzioni in visita allo scalo giuliano: confronto su merci, terminal,...

Altre notizie

Altre notizie