Un programma da 28,6 milioni di euro per sostenere la competitività delle imprese umbre, favorire l’innovazione e contrastare la perdita di lavoratori qualificati. Sono questi gli obiettivi del nuovo Programma pluriennale di mandato 2026-2031, approvato dal Consiglio della Camera di Commercio dell’Umbria.
Il documento individua tre questioni centrali per il sistema economico regionale: l’accesso al credito, le difficoltà delle piccole aziende sui mercati internazionali e la fuga dei giovani laureati verso territori capaci di offrire retribuzioni più elevate.
Per affrontarle, il presidente Giorgio Mencaroni propone un rafforzamento degli strumenti per ridurre il costo degli interessi bancari, la ricostituzione del Centro Estero e una sperimentazione, da sviluppare con la Regione Umbria, per integrare gli stipendi di alcune centinaia di laureati assunti dalle imprese.
Le risorse indicate rappresentano il valore complessivo degli interventi economici programmati per l’intero mandato, non finanziamenti già assegnati alle singole misure. Importi, requisiti e modalità operative dei nuovi strumenti dovranno essere definiti successivamente.
Laureati in fuga, la proposta per aumentare gli stipendi
Uno dei punti più significativi del programma riguarda la capacità dell’Umbria di trattenere le persone con una formazione universitaria.
La regione presenta una quota di laureati tra i 25 e i 39 anni pari al 35,3%, superiore alla media nazionale. Questo risultato, tuttavia, non si traduce automaticamente nella permanenza dei giovani sul territorio.
Nel 2024, secondo i dati riportati nel documento camerale, il saldo migratorio dei laureati nei movimenti con l’estero è stato negativo per 449 persone, delle quali 374 giovani.
Per ridurre il divario retributivo rispetto alle opportunità offerte altrove, la Camera di Commercio intende proporre alla Regione un contributo pubblico da aggiungere allo stipendio pagato dalle aziende.
L’ipotesi riguarda l’assunzione di alcune centinaia di laureati, ma non si tratta ancora di un incentivo attivo: mancano indicazioni definitive su importi, durata, requisiti e tempi di accesso.
“Non possiamo più permetterci di esportare i nostri talenti migliori” ha sottolineato Mencaroni, illustrando la proposta di una sperimentazione che preveda un sostegno economico aggiuntivo alla retribuzione garantita dalle imprese.
Accanto a questa misura, il programma prevede iniziative di orientamento scolastico, collaborazioni con gli Istituti tecnologici superiori e sostegno alla nascita di nuove attività imprenditoriali.
Credito alle imprese, prestiti in diminuzione del 2,7%
Il secondo fronte riguarda il finanziamento delle attività produttive.
Nel 2025 i prestiti bancari alle imprese umbre sono diminuiti del 2,7%, mentre a livello nazionale si è registrato un aumento dello 0,8%.
La contrazione ha interessato soprattutto le aziende di dimensioni minori e quelle caratterizzate da maggiori difficoltà finanziarie.
Per rispondere a questa situazione, la Camera intende rafforzare gli strumenti già sperimentati insieme alla Regione per contenere il peso degli interessi sui finanziamenti.
Il piano comprende anche servizi di orientamento sulle opportunità di credito ordinario e agevolato, oltre a strumenti di assistenza per riconoscere tempestivamente eventuali segnali di crisi aziendale.
Anche in questo caso, le condizioni economiche delle future agevolazioni non sono ancora state stabilite.
Export, l’obiettivo è ricostituire il Centro Estero
Un’altra priorità è aiutare le imprese umbre ad accedere ai mercati internazionali, soprattutto quando non dispongono di strutture interne dedicate.
Il programma propone la ricostituzione del Centro Estero, una struttura condivisa che in passato ha accompagnato le aziende nelle attività di internazionalizzazione.
L’obiettivo sarà duplice: sostenere le imprese già presenti all’estero e individuare quelle che, pur avendo prodotti e capacità competitive, operano ancora esclusivamente sul mercato nazionale.
Il servizio dovrebbe favorire la partecipazione a fiere, la ricerca di interlocutori commerciali e la conoscenza dei mercati di destinazione.
La Camera prevede inoltre un coordinamento con ICE, Camere di Commercio italiane all’estero e altri organismi impegnati nella promozione dell’export.
La ricostituzione del Centro Estero è un obiettivo del mandato.
Intelligenza artificiale e digitalizzazione per le piccole imprese
Il programma dedica spazio anche alla trasformazione tecnologica del sistema produttivo regionale.
La Camera di Commercio intende potenziare i Punti Impresa Digitale, offrendo formazione, orientamento e assistenza specialistica alle aziende interessate a investire in nuove tecnologie.
Tra gli ambiti individuati figura l’intelligenza artificiale, con particolare attenzione alle opportunità di utilizzo nelle micro e piccole imprese.
Sono previsti inoltre interventi per favorire l’efficienza energetica, la decarbonizzazione e l’economia circolare.
L’obiettivo è aumentare la produttività e rendere più diffusa l’innovazione, in una regione che, secondo l’analisi contenuta nel documento, da oltre 25 anni registra una crescita inferiore alla media italiana.
Turismo, infrastrutture e lago Trasimeno
Le linee di intervento comprendono anche il turismo e il miglioramento dei collegamenti.
Sul fronte turistico, la Camera conferma la partecipazione all’Organismo di Gestione della Destinazione, insieme alla Regione e agli altri soggetti impegnati nella promozione dell’Umbria.
L’intenzione è costruire offerte capaci di valorizzare borghi, eventi, produzioni locali ed esperienze turistiche, raggiungendo pubblici e mercati differenti.
Per le infrastrutture, il documento richiama alcune esigenze espresse dalle imprese, tra cui una nuova stazione per l’alta velocità e collegamenti ferroviari più agevoli con l’aeroporto.
Sono previsti anche approfondimenti sugli orari dei treni, sull’integrazione con il trasporto su autobus e sulle problematiche legate alla crisi idrica del lago Trasimeno.
Le risorse del piano e il nodo del personale
I 28,6 milioni di euro programmati corrispondono a una media di circa 4,7 milioni di euro all’anno nell’arco del mandato.
Nel precedente periodo 2021-2025, la Camera regionale unificata aveva destinato 21,6 milioni di euro agli interventi economici, registrando inoltre 6,1 milioni di euro di avanzi.
Il nuovo programma prevede di utilizzare parte delle risorse accumulate, mantenendo come riferimento il sostanziale equilibrio di bilancio nel lungo periodo.
Un’altra sfida riguarda il funzionamento interno dell’ente.
La Camera dispone attualmente di 67 dipendenti, con 38 posti vacanti, mentre il 94% del personale ha più di 50 anni.
Per sostenere l’attuazione del programma, il documento individua quindi la necessità di nuove assunzioni e di percorsi di aggiornamento professionale.
Tra gli obiettivi figurano anche la semplificazione delle procedure amministrative, il potenziamento dei servizi digitali collegati al Registro delle imprese e il ricorso a strumenti di mediazione e arbitrato per la risoluzione delle controversie.
Il piano 2026-2031 definisce così le priorità economiche della Camera di Commercio dell’Umbria per i prossimi anni. La concreta attuazione delle misure dipenderà dalla successiva definizione dei progetti, delle risorse dedicate e degli accordi con le istituzioni coinvolte.
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