Cna, in Trentino Alto Adige cresce la difficoltà di trovare personale qualificato

Lo studio dell’associazione evidenzia il doppio problema di imprese e lavoratori: costo del lavoro elevato e stipendi che faticano a tenere il passo con il costo della vita

Trovare personale qualificato in Trentino Alto Adige è sempre più difficile, ma anche trattenere i lavoratori sul territorio sta diventando una sfida. È quanto emerge da uno studio della Cna, che mette in evidenza alcune delle principali criticità del mercato del lavoro locale.

Da una parte le imprese devono sostenere un costo del lavoro considerato elevato, dall’altra i giovani si confrontano con stipendi che non sempre consentono di affrontare con tranquillità il costo della vita, soprattutto quello delle abitazioni.

Secondo l’associazione, il rischio è che questa situazione diventi un problema strutturale per la competitività dell’economia locale.

Il costo per un giovane lavoratore

Lo studio prende come riferimento un lavoratore di 25 anni con un obiettivo di 24mila euro netti all’anno.

Per garantire questo reddito, una piccola impresa italiana deve sostenere un costo complessivo di circa 43.500 euro.

In altri termini, per ogni 100 euro netti percepiti dal lavoratore, l’azienda deve sostenere una spesa superiore a 180 euro.

Il dato, secondo la Cna, risulta più elevato rispetto a quello rilevato negli altri cinque Paesi europei presi in esame: Germania, Portogallo, Spagna, Francia e Irlanda.

Imprese e lavoratori penalizzati

Il presidente di Cna Trentino Alto Adige, Cristiano Cantisani, sottolinea il paradosso con cui le aziende si confrontano quotidianamente.

Le imprese avrebbero infatti la necessità di trovare personale qualificato e di offrire retribuzioni più adeguate, ma devono contemporaneamente fare i conti con costi che aumentano significativamente rispetto alla somma effettivamente percepita dai dipendenti.

Secondo Cantisani, il meccanismo finisce per penalizzare sia le aziende sia i lavoratori, rendendo più complessa la capacità delle imprese di attrarre e mantenere professionalità.

Il problema degli incentivi temporanei

Un altro elemento evidenziato dallo studio riguarda la durata delle agevolazioni contributive per le assunzioni dei giovani.

La Cna ipotizza il caso di un esonero contributivo di 6mila euro all’anno per i primi due anni. In questa situazione, il costo aziendale scenderebbe a circa 37.500 euro durante il periodo agevolato.

Una volta terminato l’incentivo, però, la spesa tornerebbe a oltre 43.500 euro, con un incremento del 16%.

A fronte di questo aumento del costo sostenuto dall’impresa, il lavoratore non riceverebbe un incremento della retribuzione netta.

La richiesta di regole stabili

Per la Cna, il problema non può essere affrontato esclusivamente attraverso bonus e agevolazioni di durata limitata.

«Non possiamo continuare a incentivare le assunzioni per due anni e poi lasciare le imprese da sole a sostenere un aumento improvviso dei costi», sottolinea Cantisani.

Secondo l’associazione, l’assunzione di un giovane rappresenta infatti un investimento di lungo periodo: l’impresa punta a formare il lavoratore, svilupparne le competenze e costruire un rapporto professionale destinato a durare nel tempo.

Da qui la richiesta di regole più stabili e di una riduzione strutturale del costo del lavoro, così da rendere più sostenibile l’occupazione e favorire la permanenza dei lavoratori qualificati in Trentino Alto Adige.

 

Redazione

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Dario Costantini
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