Qualche voce di pace sul conflitto tra Ucraina e Russia, ancora poco ma se ne parla. Non era mai accaduto. C’è allora ma non solo per questo, una diminuzione del petrolio, al giro di boa quotato a 107 dollari barile, che significa un -3% È anche l giornata delle banche che rialzano la testa: Mediolanum +0,63%, Bper +1,13%, Intesa +1,10%, Unicredit +1,46%, Fineco +2,61%, Unipol +1,63%. Inoltre, iniziano le trimestrali delle banche e domani ci sarà quella di Intesa San Paolo. Il tutto potrebbe valere poco dal momento che adesso l’altro scoglio per i mercati, per gli investitori sono le troppo osannate elezioni di Mezzo Mandato negli Usa. Da domani si vota: poi si capirà quello che accadrà nei prossimi due anni. Intanto non si parla al momento di nuovi attacchi contro l’Iran.
E se Poste è sulla parità, la sua controllata Telecom scende nettamente dell’1,46% a fronte di crescite esagerate qualche mese fa ma anche perché non si è ancora sviluppata l’integrazione tra i due business e gli investitori non capiscono, si aspettano una fusione.
Risalgono i valori dei tecnologici dopo una brusca caduta: Technoprobe +0,99%, Stm +1,39%. Sulla prima solo apprezzamenti positivi sulla seconda invece le considerazioni sono diverse dal momento che solo un anno fa aveva le fabbriche sottoutilizzate. Deve dare continuità e deve remunerare gli investimenti.
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo e NON può essere considerato in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio.
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