LโItalia rafforza il proprio posizionamento internazionale nellโattrazione degli investimenti esteri, sostenuta dalla stabilitร istituzionale, dalla capacitร di risposta del sistema produttivo e da strumenti amministrativi pensati per facilitare lโarrivo di nuovi capitali. ร quanto emerge dal bilancio dei primi tre anni di attivitร del Comitato Attrazione Investimenti Esteri (CAIE), illustrato durante una riunione ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
Lโincontro, ospitato a Palazzo Piacentini, รจ stato presieduto dal Ministro Adolfo Urso, con il coordinamento del Viceministro Valentino Valentini, responsabile della delega allโattrazione degli investimenti esteri.
Alla riunione interministeriale hanno preso parte rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), del Ministero dellโEconomia e delle Finanze (MEF), del Ministero della Pubblica Amministrazione, Dipartimento degli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, nonchรฉ lโAutoritร delegata per il Sud e la ZES unica e i Delegati della Presidenza della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, oltre alle Agenzie del Sistema Italia e delle Associazioni imprenditoriali.
Investimenti esteri: 88 progetti per oltre 104 miliardi
Secondo i dati illustrati dal Comitato, dal 2022, anno di avvio dello Sportello Unico Invest in Italy, il Paese ha migliorato la propria capacitร di intercettare investimenti internazionali, riducendo il divario competitivo con altre importanti economie europee.
Il portafoglio attualmente monitorato dal CAIE comprende 88 progetti di investimento, di cui 72 ancora in corso, per un valore complessivo superiore a 104,7 miliardi di euro. Le iniziative coinvolgono investitori provenienti da 22 Paesi e interessano 18 differenti comparti economici.
Escludendo i data center e i grandi programmi di investimento, il nucleo principale del portafoglio raggiunge 63 miliardi di euro, distribuiti su 57 progetti.
Tra gli ambiti considerati prioritari figurano le scienze della vita, lโindustria farmaceutica, i semiconduttori, le tecnologie quantistiche, lโenergia e le materie prime critiche. Si tratta di filiere rilevanti per lo sviluppo industriale e il rafforzamento della competitivitร nazionale.
Nel suo intervento, il Ministro Urso ha attribuito i progressi registrati allโaffidabilitร economica del Paese, alla continuitร dellโazione di governo e alla resilienza delle imprese italiane, ricordando il miglioramento di cinque posizioni nella graduatoria mondiale rispetto al 2022:
“LโItalia รจ oggi un modello attrattivo grazie alla sua affidabilitร economica, alla stabilitร del governo, il piรน longevo della storia del Paese, e alla resilienza del suo sistema produttivo: dal 2022 abbiamo guadagnato cinque posizioni nel ranking mondiale”.
Grandi investimenti strategici, procedure piรน rapide
Un altro tema centrale della riunione ha riguardato il potenziamento degli strumenti normativi destinati a favorire la realizzazione di progetti industriali di particolare rilevanza.
Il Decreto-Legge 14 marzo 2025, n. 25 ha ampliato le competenze del CAIE e consolidato le funzioni dellโUnitร di missione attrazione e sblocco degli investimenti (Umasi).
Le modifiche hanno inoltre esteso lโambito di applicazione dellโarticolo 13 del DL 104/2023, relativo agli investimenti strategici, prevedendo meccanismi per agevolare lโattuazione di grandi iniziative industriali, indipendentemente dalla provenienza nazionale o estera dei capitali.
In particolare, per i progetti di valore superiore a un miliardo di euro, il Consiglio dei ministri puรฒ riconoscere, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, lโinteresse strategico nazionale dellโinvestimento.
Quando necessario, puรฒ essere nominato un Commissario straordinario con il compito di coordinare le amministrazioni coinvolte e favorire il completamento delle procedure.
Attraverso questo meccanismo sono giร stati riconosciuti dieci grandi programmi di interesse strategico nazionale, per un importo complessivo che supera i 30 miliardi di euro.
Mezzogiorno protagonista: 33 miliardi di investimenti
Uno degli elementi piรน significativi del bilancio riguarda il crescente peso delle regioni meridionali nelle strategie di investimento.
Il Mezzogiorno concentra oltre il 50% del valore del portafoglio CAIE, con 17 progetti per complessivi 33 miliardi di euro, confermandosi unโarea di particolare interesse per lo sviluppo di nuove attivitร produttive.
La Puglia si distingue con investimenti pari a 15 miliardi di euro, principalmente legati allโenergia offshore e alle fonti rinnovabili.
La Campania registra invece un valore di 6,5 miliardi di euro, con iniziative concentrate soprattutto nelle scienze della vita e nelle tecnologie quantistiche.
Un ruolo importante รจ ricoperto anche dalla Sicilia, che raggiunge 6,4 miliardi di euro di investimenti. Sardegna e Calabria contribuiscono a completare il quadro di un Sud sempre piรน coinvolto nei processi di trasformazione industriale.
Questi dati evidenziano una maggiore attenzione verso le potenzialitร produttive e tecnologiche delle regioni meridionali, considerate strategiche per attrarre risorse e sviluppare nuove filiere.
ZES unica e incentivi per rafforzare lโattrattivitร del Sud: “Il Sud non รจ piรน la periferia degli investimenti esteri”
Nel corso dellโincontro, il ministro Urso ha ribadito la centralitร del Mezzogiorno nelle politiche nazionali di attrazione dei capitali.
“Il Sud non รจ piรน la periferia degli investimenti esteri ma un territorio strategico per attrarre nuovi capitali“, ha dichiarato il Ministro delle Imprese, Urso.
A sostenere questa evoluzione contribuiscono diversi strumenti, a partire dalla ZES unica, che mette a disposizione procedure autorizzative semplificate e agevolazioni fiscali.
Tra le misure richiamate figurano lโautorizzazione unica e il credito dโimposta prorogato fino al 2028, affiancati da servizi di assistenza diretta agli investitori stranieri attraverso tutor ministeriali.
Lโobiettivo รจ ridurre gli ostacoli burocratici, garantire maggiore prevedibilitร nei tempi di realizzazione dei progetti e offrire un supporto istituzionale alle imprese interessate a investire in Italia.
Competitivitร e innovazione al centro delle strategie nazionali
Il bilancio triennale del CAIE delinea un sistema di attrazione degli investimenti orientato verso settori industriali ad alto contenuto tecnologico e progetti capaci di incidere sullo sviluppo economico dei territori.
La combinazione tra semplificazione amministrativa, incentivi, coordinamento istituzionale e accompagnamento degli investitori rappresenta uno degli elementi principali della strategia illustrata al Mimit.
In questo scenario, il rafforzamento del ruolo del Mezzogiorno e lโattenzione verso le filiere strategiche costituiscono due direttrici fondamentali per favorire lโarrivo di capitali, tecnologie e competenze.
La sfida sarร trasformare il portafoglio di iniziative monitorate in investimenti effettivamente realizzati, capaci di sostenere nel tempo la crescita e la competitivitร del sistema produttivo italiano.
Approfondimenti: Comitato Attrazione Investimenti Esteri (CAIE) –ย Unitร di missione attrazione e sblocco degli investimenti (UMASI)
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