Fondo di garanzia Pmi, cinque Regioni chiedono la proroga al Governo

Veneto, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Piemonte sollecitano una proroga oltre il 31 dicembre 2026: «Serve continuità per credito e investimenti»

Veneto, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Piemonte chiedono al Governo di prorogare il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese oltre il 31 dicembre 2026. L’obiettivo è evitare qualsiasi interruzione dello strumento a partire dal 1° gennaio 2027 e garantire alle aziende un quadro stabile per programmare investimenti e operazioni finanziarie.

La richiesta è stata formalizzata in una lettera inviata ai ministri dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

A firmarla sono gli assessori allo Sviluppo economico Massimo Bitonci per il Veneto, Vincenzo Colla per l’Emilia-Romagna, Alessio Piana per la Liguria, Guido Guidesi per la Lombardia e Andrea Tronzano per il Piemonte.

Un sostegno al credito delle imprese

Secondo le cinque Regioni, il Fondo ha svolto negli ultimi anni una funzione importante nel facilitare l’accesso al credito e sostenere gli investimenti.

Lo strumento avrebbe contribuito in particolare a finanziare interventi legati a innovazione, crescita dimensionale, transizione digitale ed energetica, rafforzamento delle filiere e sviluppo sui mercati internazionali.

La richiesta di proroga nasce quindi dalla volontà di mantenere un meccanismo considerato strategico per la competitività delle Pmi.

La collaborazione tra le Regioni del Nord

L’iniziativa si inserisce nel percorso di collaborazione avviato dalle cinque amministrazioni nell’ambito del Distretto manifatturiero del Nord.

Il tema dell’accesso al credito era già stato affrontato nel confronto del 23 ottobre a Milano con i rappresentanti dell’Associazione bancaria italiana, durante il quale era stato indicato tra le priorità per rafforzare la competitività del sistema produttivo.

Le Regioni hanno ora trasformato quel confronto in una richiesta comune indirizzata al Governo.

La necessità di una decisione rapida

Uno degli aspetti sottolineati nella lettera riguarda i tempi.

Per le amministrazioni regionali è necessario che la proroga venga definita prima della scadenza del 31 dicembre, utilizzando il primo provvedimento normativo utile.

Banche, confidi e imprese hanno infatti bisogno di conoscere con anticipo le regole che saranno in vigore dal 2027, così da poter programmare piani industriali e investimenti di medio e lungo periodo.

Un sistema produttivo strategico

Le cinque Regioni rivendicano un ruolo centrale nel sistema manifatturiero italiano. Nei loro territori si concentra una parte rilevante della produzione industriale nazionale, oltre la metà dell’export italiano e una quota significativa degli investimenti privati in ricerca, sviluppo e innovazione.

Secondo i firmatari, sostenere il credito alle imprese di questi territori significa quindi produrre effetti sull’intera economia nazionale.

Fondo centrale nella trasformazione industriale

La richiesta arriva in una fase caratterizzata da profondi cambiamenti tecnologici, energetici e organizzativi, accompagnati da un quadro internazionale ancora segnato da incertezza economica e geopolitica.

Per le cinque Regioni, proprio in questo scenario il Fondo di garanzia resta uno strumento fondamentale di politica industriale.

Una proroga tempestiva, concludono gli assessori, rappresenterebbe anche un segnale di fiducia verso il sistema produttivo e contribuirebbe a sostenere crescita, innovazione, occupazione e competitività.

 

Redazione

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