Friuli Venezia Giulia, Bini: «Le imprese devono fare sistema per competere»

Il 95% del tessuto produttivo regionale è composto da Pmi. L’assessore Bini propone più aggregazioni e un ruolo di coordinamento per Agenzia Lavoro e Sviluppoimpresa

Fare sistema e aumentare la capacità di investimento delle imprese per rafforzare la competitività del Friuli Venezia Giulia sui mercati internazionali. È il tema al centro dell’incontro tenuto a Udine dall’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini con i rappresentanti del mondo industriale e dei principali cluster regionali.

Al confronto hanno partecipato il presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo, il presidente del cluster Legno Arredo Edi Snaidero, il presidente del Cluster Metalmeccanica Sergio Barel e l’amministratore unico del cluster Ditedi Nicola Bosello.

Un tessuto produttivo composto soprattutto da Pmi

La discussione si è concentrata sulle strategie per favorire la crescita dimensionale delle imprese.

In Friuli Venezia Giulia il 95% del tessuto produttivo è formato da piccole e medie imprese, mentre le esportazioni rappresentano il 47,5% del Pil regionale.

Secondo Bini, questa struttura ha contribuito alla capacità del territorio di competere attraverso qualità e specializzazione, ma oggi presenta anche alcune fragilità legate alla dimensione aziendale.

Le imprese più piccole dispongono infatti di risorse più limitate per investire in innovazione, ricerca e sviluppo, trovandosi a competere con realtà internazionali che possono contare su maggiori disponibilità finanziarie e condizioni operative differenti.

Aggregarsi per crescere

Per l’assessore, una delle risposte passa dalla capacità delle aziende di condividere risorse, competenze e strategie.

«È necessario un cambio di passo culturale, per costruire gradualmente nel tessuto produttivo regionale la consapevolezza che aggregarsi non significa perdersi, ma crescere insieme», ha spiegato Bini.

L’obiettivo è favorire percorsi di aggregazione che consentano alle imprese di aumentare la propria massa critica, sostenere investimenti più ambiziosi e affrontare con maggiore forza la competizione internazionale.

Il ruolo delle istituzioni

Nel confronto è emersa anche la necessità di una maggiore collaborazione tra Regione, associazioni di categoria e sistema produttivo.

Secondo Bini, le istituzioni devono accompagnare le aziende interessate a intraprendere percorsi di crescita, fornendo strumenti e informazioni utili per affrontare le diverse fasi dei progetti.

In questo quadro è stato evidenziato il ruolo di Agenzia Lavoro e Sviluppoimpresa, individuata come possibile punto di raccordo tra imprese e amministrazione pubblica.

Un riferimento unico per le imprese

L’Agenzia potrebbe svolgere una funzione di coordinamento, raccogliendo le esigenze del sistema produttivo e mettendo in relazione le imprese con gli strumenti disponibili.

«Può essere uno strumento di coordinamento, capace di intercettare esigenze e di fare sintesi, per offrire alle imprese un riferimento unico e un supporto», ha concluso Bini.

L’obiettivo indicato dalla Regione riguarda sia la crescita dimensionale sia l’espansione verso nuovi mercati, con l’intento di rafforzare la capacità competitiva del sistema produttivo regionale.

 

Redazione

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