Sostenibilità, economia circolare e inclusione sociale entrano al centro della filiera della moda pugliese, con particolare attenzione al ruolo dell’imprenditoria femminile. Sono stati questi i temi del convegno “Donne, moda, inclusione – Sostenibilità come valore”, promosso dal Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Bari insieme alla Sartoria sociale “Ricomincio da me”, all’Istituto professionale “Domenico Modugno” di Polignano a Mare e Conversano e ad ADI Puglia e Basilicata.
L’incontro, ospitato nell’ex mercato del pesce, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, della scuola e del design per discutere di un modello produttivo capace di ridurre gli sprechi e valorizzare contemporaneamente ambiente e persone.
Oltre 4mila imprese femminili nella moda
In Puglia sono 4.045 le imprese femminili attive nel sistema moda, pari al 28,5% dell’intera filiera.
Per la presidente della Camera di Commercio di Bari Luciana Di Bisceglie, la trasformazione del settore deve partire dalla consapevolezza delle risorse impiegate nella produzione: «Dietro un abito ci sono risorse, lavoro e competenze».
La sfida indicata è quella di ridurre l’impatto ambientale del comparto puntando sulla durata dei prodotti e sul recupero dei tessuti, trasformando gli scarti in nuove opportunità economiche e sociali.
Riuso e formazione
La transizione riguarda anche le competenze. La consigliera camerale Marici Levi ha sottolineato il ruolo dei nuovi artigiani, chiamati a unire conoscenze tradizionali e innovazione.
La Camera di Commercio sostiene inoltre il rapporto tra scuole e imprese, con l’obiettivo di formare professionalità specializzate e accompagnare le aziende nella transizione ecologica e digitale.
Particolare attenzione è stata dedicata alle opportunità offerte dal riuso creativo per le giovani donne, attraverso percorsi capaci di favorire autonomia economica e inclusione.
Il design contro gli sprechi
Il tema dell’ecodesign è stato affrontato da Alfio Cangiani, eco-designer e direttore artistico dell’iniziativa, che ha richiamato l’elevata quantità di scarti generati dal settore della moda.
Anche Guido Santilio, presidente di ADI Puglia e Basilicata, ha evidenziato la responsabilità della progettazione nella scelta dei materiali e nella valutazione dell’impatto delle soluzioni sull’ambiente e sulla società.
La sostenibilità viene quindi considerata non soltanto una fase successiva alla produzione, ma un criterio da integrare già nella progettazione dei prodotti.
Una rete tra imprese, scuole e istituzioni
La presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Bari, Marta De Robertis, ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare la collaborazione tra i diversi soggetti del territorio.
Al confronto hanno partecipato anche Lella Ruccia, consigliera per le Pari Opportunità della Regione Puglia, Elda Perlino, assessora al Clima e Transizione Ecologica del Comune di Bari, Roberta Marchese, docente dell’Istituto “D. Modugno”, e Lucia Sette, docente dell’Accademia di Belle Arti di Bari.
Tra i temi affrontati, la parità di genere, la sostenibilità urbana e l’inserimento dell’economia circolare nei percorsi formativi.
L’eco-sfilata con i tessuti recuperati
La giornata si è conclusa con un’eco-sfilata firmata da Alfio Cangiani, durante la quale sono stati presentati capi della linea Fashion&Glamour.
Gli abiti sono stati realizzati in collaborazione con la Sartoria sociale “Ricomincio da me”, utilizzando tessuti di recupero.
L’iniziativa ha così trasformato in una dimostrazione concreta il messaggio al centro del convegno: nella moda, recupero dei materiali, sostenibilità e inclusione possono diventare parte dello stesso processo produttivo.
Seguici su
Aggiungi corrieredelleconomia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.