La valorizzazione delle produzioni artigianali italiane e la tutela delle eccellenze territoriali sono state al centro dell’incontro che si รจ svolto a Firenze, presso la sede della Camera di Commercio, con la partecipazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
L’appuntamento, intitolato โIl saper fare artigiano e il riconoscimento dellโIGP: dallo stile orafo fiorentino al cardato riciclato prateseโ, ha riunito le delegazioni di due importanti realtร produttive della Toscana: lo Stile Orafo Fiorentino e il Cardato Riciclato Pratese.
I rappresentanti dei due distretti, guidati rispettivamente da Gianmaria Vannini e Alessandro Sanesi, hanno incontrato il ministro per approfondire le opportunitร offerte dal nuovo sistema europeo di protezione delle Indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali.
Entrambi i consorzi hanno presentato domanda per ottenere il riconoscimento, con l’obiettivo di tutelare il legame tra le produzioni, le competenze artigianali e i rispettivi territori di origine.
Stile Orafo Fiorentino e Cardato Riciclato Pratese, due tradizioni da tutelare
Le due produzioni rappresentano differenti espressioni del patrimonio manifatturiero toscano.
Lo Stile Orafo Fiorentino si distingue per le lavorazioni che combinano tecniche tradizionali come incisione, traforo e cesellatura con la creativitร e le capacitร degli artigiani.
Il Cardato Riciclato Pratese, invece, รจ legato alla tradizione tessile di Prato, caratterizzata dalla lavorazione e dal recupero delle fibre, attraverso processi che valorizzano il riutilizzo dei materiali.
Nel corso dell’incontro, il ministro Urso ha sottolineato il valore di entrambe le esperienze produttive.
โQueste due realtร sono espressione di una tradizione artigianale unica e secolare: da un lato, le tecniche di incisione, traforo e cesellatura si uniscono alla creativitร e alla maestria degli orafi, dando vita a gioielli di grande valore; dallโaltro, la lavorazione e il recupero delle fibre tessili rappresentano un eccellente esempio di economia circolareโ, ha dichiarato Urso.
Il ministro ha inoltre espresso l’auspicio che altre produzioni della Toscana possano intraprendere lo stesso percorso.
โMi auguro che a queste iniziative possano presto aggiungersene altre del territorio toscano. Proteggere le nostre eccellenze significa riconoscerne il valore, difenderne lโautenticitร e creare le condizioni perchรฉ possano competere sui mercati internazionaliโ, ha concluso.
Indicazioni geografiche artigianali, 92 prodotti italiani potenzialmente candidabili
Il nuovo sistema europeo di tutela delle Indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali offre alle produzioni territoriali la possibilitร di ottenere un riconoscimento legato alla loro origine.
Secondo uno studio dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietร intellettuale (EUIPO), in Italia sono stati individuati 92 prodotti potenzialmente candidabili.
Si tratta del numero piรน elevato registrato in Europa, a conferma della diffusione delle tradizioni artigianali e manifatturiere presenti sul territorio nazionale.
Il riconoscimento delle Indicazioni geografiche rappresenta uno strumento per proteggere l’autenticitร delle produzioni e valorizzare il rapporto tra il prodotto e il luogo in cui si รจ sviluppato.
Made in Italy, presentate 23 domande per le Indicazioni geografiche
I dati comunicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano che sono state depositate 23 domande presso la Direzione generale per la proprietร industriale โ Ufficio italiano brevetti e marchi (DGPI-UIBM).
Le richieste riguardano prodotti rappresentativi di differenti tradizioni artigianali e industriali italiane.
Di queste, nove Indicazioni geografiche hanno giร ottenuto l’approvazione nazionale e si trovano attualmente all’esame dell’EUIPO, organismo incaricato di completare la procedura per la registrazione definitiva a livello europeo.
Le nove produzioni sono:
- Stile Orafo Fiorentino
- Vetro di Murano
- Merletto di Burano
- Cammeo di Torre del Greco
- Corallo di Torre del Greco
- Ceramica Vietri
- Ceramica di Caltagirone
- Mobile di Verona
- Coltello di Premana
Per queste produzioni, dunque, il percorso nazionale si รจ concluso positivamente, mentre resta da completare la fase europea necessaria per la registrazione.
Cardato Riciclato Pratese, un nuovo passo verso il riconoscimento IGP
Tra le realtร interessate dal nuovo sistema di tutela figura anche il Cardato Riciclato Pratese, che ha raggiunto un passaggio importante nella procedura di riconoscimento.
La domanda relativa a questa produzione รจ stata infatti pubblicata sul Bollettino nazionale ed รจ in attesa dell’avvio della fase europea.
Il Cardato Riciclato Pratese rappresenta una tradizione produttiva strettamente legata alla storia manifatturiera di Prato, dove la lavorazione delle fibre tessili e il recupero dei materiali costituiscono elementi caratteristici delle competenze artigianali locali.
La produzione unisce tradizione tessile, innovazione e sostenibilitร , attraverso la valorizzazione delle tecniche di recupero delle fibre.
Il percorso per il riconoscimento dell’Indicazione geografica mira a tutelare questa specificitร produttiva e il suo legame con il territorio pratese.
Artigianato italiano, la tutela delle produzioni locali passa dalle IGP
L’incontro di Firenze ha posto l’attenzione sulle opportunitร offerte dal riconoscimento europeo delle Indicazioni geografiche per le produzioni artigianali e industriali.
Le esperienze dello Stile Orafo Fiorentino e del Cardato Riciclato Pratese mostrano due differenti ambiti del saper fare toscano, accomunati da una lunga tradizione produttiva e da un forte rapporto con i territori di origine.
Con 23 domande depositate, di cui nove giร approvate a livello nazionale, il percorso italiano verso le nuove Indicazioni geografiche coinvolge diverse eccellenze manifatturiere.
Il completamento delle procedure europee rappresenta il prossimo passaggio per le produzioni che hanno giร superato la valutazione nazionale, mentre il Cardato Riciclato Pratese attende l’avvio della fase europea dopo la pubblicazione della domanda sul Bollettino nazionale.
Foto: MIMIT
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