L’Italia si è astenuta ieri all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite durante la votazione sulla risoluzione che chiede la revoca dell’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba. La decisione si inserisce in una posizione condivisa con diversi partner europei e riflette la volontà di mantenere l’attenzione sia sulle conseguenze delle restrizioni economiche sia sulle responsabilità delle autorità cubane nella crisi che attraversa il Paese.
Accanto all’Italia hanno scelto l’astensione anche Germania, Paesi Bassi, Polonia, Grecia, Bulgaria, Romania, Estonia, Lettonia e Croazia.
Pur riconoscendo gli effetti negativi dell’embargo sulle condizioni economiche e umanitarie dell’isola, Roma ha ribadito la necessità di interventi strutturali da parte del governo cubano, confermando al tempo stesso il proprio impegno a favore della popolazione attraverso la cooperazione internazionale.
Embargo a Cuba, la posizione italiana tra sanzioni e riforme
La posizione espressa dall’Italia alle Nazioni Unite parte dal riconoscimento delle difficoltà economiche e sociali provocate dall’embargo statunitense, che continua a incidere sulle condizioni di vita dei cittadini cubani.
Secondo l’impostazione illustrata da Roma, l’eliminazione delle restrizioni potrebbe contribuire a migliorare il contesto economico dell’isola, creando condizioni più favorevoli per l’attuazione delle riforme e per una maggiore apertura del mercato.
Allo stesso tempo, l’Italia attribuisce una parte significativa delle difficoltà attuali alle scelte politiche ed economiche delle autorità cubane.
Tra i problemi evidenziati figurano la limitata disponibilità di libertà politiche ed economiche, le carenze strutturali del sistema produttivo e le inefficienze che caratterizzano da tempo l’economia nazionale.
La valutazione italiana distingue quindi gli effetti delle misure statunitensi dalle criticità interne, sottolineando come il superamento della crisi richieda anche cambiamenti profondi nella gestione del Paese.
Cuba, richieste riforme politiche, economiche e sociali
Uno degli aspetti centrali della posizione italiana riguarda l’urgenza di avviare riforme sostanziali sul piano politico, economico, sociale e giudiziario.
Secondo Roma, questi interventi sono indispensabili per affrontare le difficoltà quotidiane della popolazione e favorire un miglioramento delle condizioni generali dell’isola.
Particolare attenzione viene rivolta alle 176 misure economiche e sociali adottate dalle autorità cubane nel giugno 2026, per le quali viene sollecitata una rapida attuazione.
L’Italia considera infatti l’effettiva applicazione degli interventi annunciati un passaggio importante per affrontare le debolezze del sistema economico e rispondere alle necessità dei cittadini.
Diritti umani a Cuba, l’appello per la liberazione dei prigionieri politici
La posizione italiana comprende anche una valutazione critica della situazione dei diritti umani a Cuba.
Roma continua a manifestare preoccupazione per le condizioni delle libertà fondamentali, con particolare riferimento agli avvenimenti del luglio 2021.
In questo contesto, viene rinnovata la richiesta alle autorità cubane di procedere alla liberazione di tutti i prigionieri politici.
La questione dei diritti civili e politici resta dunque uno degli elementi che caratterizzano il rapporto tra l’Italia e il governo dell’Avana, insieme alle prospettive di riforma economica e istituzionale.
Guerra in Ucraina, le critiche alla posizione cubana
Nel quadro delle valutazioni espresse alle Nazioni Unite, l’Italia ha richiamato anche l’atteggiamento di Cuba rispetto al conflitto tra Russia e Ucraina.
Roma considera la posizione assunta dall’Avana sulla guerra condotta dalla Russia contro l’Ucraina non coerente con i principi della Carta delle Nazioni Unite.
In particolare, viene ricordato il voto contrario espresso da Cuba sulla risoluzione dell’Assemblea generale dell’Onu del 24 febbraio 2026, finalizzata a promuovere un cessate il fuoco e una pace duratura in Ucraina.
Questo elemento si aggiunge alle criticità politiche evidenziate dall’Italia nel delineare la propria posizione diplomatica nei confronti del governo cubano.
Aiuti umanitari a Cuba, 16 milioni di euro dall’Unione Europea
Nonostante le divergenze politiche, Italia e Unione europea confermano il sostegno umanitario alla popolazione cubana.
Nel 2026, l’Unione europea ha portato a 16 milioni di euro le risorse destinate agli interventi umanitari nell’isola.
I finanziamenti sono rivolti principalmente a settori essenziali per la popolazione, tra cui assistenza sanitaria, distribuzione di alimenti in situazioni di emergenza e accesso all’acqua e all’energia.
L’obiettivo è rispondere alle necessità più urgenti dei cittadini, mantenendo attivi i canali di assistenza indipendentemente dalle differenze politiche con le autorità locali.
Cooperazione italiana, progetti per circa 30 milioni di euro
Anche la Cooperazione italiana allo sviluppo mantiene una presenza significativa a Cuba.
Secondo i dati riportati, sono attualmente in corso 12 iniziative di cooperazione, per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro.
A queste risorse si aggiungono ulteriori 32 milioni di euro destinati alla cooperazione delegata dell’Unione europea.
Gli interventi rientrano nell’impegno italiano a sostenere la popolazione attraverso programmi di sviluppo e assistenza, con particolare attenzione alle necessità economiche e sociali del territorio.
Sicurezza alimentare, nuovi interventi previsti nel 2026
Per il 2026 sono inoltre programmati nuovi finanziamenti destinati al sostegno delle fasce più vulnerabili e al rafforzamento della produzione alimentare.
Tra le iniziative previste figurano 250.000 euro destinati al Programma alimentare mondiale (WFP), con l’obiettivo di garantire un supporto nutrizionale ai gruppi maggiormente esposti alle difficoltà alimentari.
È previsto inoltre un finanziamento di 3,5 milioni di euro per un progetto dedicato allo sviluppo rurale e alla sicurezza alimentare, realizzato in collaborazione con la Fondazione Lavazza.
A questi programmi si affiancano ulteriori interventi di emergenza, finalizzati a rispondere alle esigenze immediate della popolazione.
La posizione dell’Italia tra diplomazia e sostegno alla popolazione
L’astensione italiana sulla risoluzione dell’Onu relativa all’embargo statunitense riflette una linea diplomatica articolata, che distingue le conseguenze delle restrizioni economiche dalle responsabilità del governo cubano.
Da un lato, Roma riconosce che la revoca dell’embargo potrebbe favorire il miglioramento delle condizioni economiche dell’isola. Dall’altro, continua a sollecitare riforme interne, maggiore rispetto dei diritti umani e un cambiamento nelle scelte politiche delle autorità.
In questo quadro, la continuità degli aiuti umanitari e dei programmi di cooperazione rappresenta un elemento centrale dell’impegno italiano ed europeo, con l’obiettivo di sostenere concretamente la popolazione cubana anche in presenza di divergenze diplomatiche.
Fonte: Ministero degli Affari Esteri
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