Artigianato, il Consiglio dei Ministri approva la riforma della legge quadro

Nuove disposizioni per favorire la crescita delle imprese, semplificare l'organizzazione societaria e valorizzare i mestieri tradizionali. Il provvedimento passa ora all'esame della Conferenza Stato-Regioni e del Parlamento.

Il Consiglio dei Ministri (CdM) ha dato ieri il primo via libera alla riforma della legge quadro sull’artigianato, approvando in via preliminare uno schema di decreto legislativo presentato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), Adolfo Urso. Il provvedimento interviene sulla normativa del 1985 con l’obiettivo di aggiornare le regole che disciplinano le attivitร  artigiane e rispondere alle nuove esigenze del settore.

La revisione normativa, prevista dalla legge annuale sulle PMI del 2026, introduce modifiche riguardanti la struttura delle imprese, l’organizzazione delle attivitร  produttive e i requisiti professionali. Particolare attenzione viene riservata anche al ricambio generazionale e alla salvaguardia delle competenze che caratterizzano l’artigianato italiano.

Riforma dell’artigianato, nuove regole per le imprese

Uno degli interventi principali riguarda i requisiti societari necessari per conservare la qualifica di impresa artigiana.

Secondo le nuove disposizioni, la qualifica potrร  essere mantenuta anche quando i soci direttamente impegnati nell’attivitร  non rappresentano la maggioranza numerica della compagine societaria. Sarร  comunque necessario che questi ultimi possiedano oltre il 50% del capitale sociale.

Resteranno valide le disposizioni specifiche previste per le societร  cooperative e per le societร  in accomandita semplice.

La modifica mira a rendere piรน flessibili gli assetti societari, consentendo alle imprese di adottare modelli organizzativi maggiormente rispondenti alle proprie necessitร  senza rinunciare alla natura artigiana.

Fino a tre unitร  locali e maggiore flessibilitร  professionale

La riforma introduce novitร  anche per quanto riguarda l’organizzazione territoriale delle attivitร .

Le imprese potranno gestire fino a tre unitร  locali artigiane, anche situate al di fuori della circoscrizione della Camera di commercio presso cui si trova la sede principale.

Per usufruire di questa possibilitร , le diverse unitร  dovranno continuare a operare sotto la responsabilitร  e la direzione dell’imprenditore, conservando le caratteristiche proprie della produzione artigianale.

Un ulteriore cambiamento interessa le attivitร  soggette a specifici requisiti di qualificazione professionale. Lo schema di decreto prevede che tali requisiti possano essere posseduti anche da un collaboratore incaricato come responsabile tecnico, senza che debbano necessariamente appartenere al titolare dell’impresa.

Si tratta di misure pensate per ampliare le possibilitร  organizzative e agevolare lo sviluppo delle realtร  produttive.

Maestro artigiano e bottega-scuola per formare i giovani

Tra gli obiettivi della riforma figura la trasmissione delle conoscenze artigianali alle nuove generazioni, considerata fondamentale per garantire continuitร  ai mestieri e alle professionalitร  del settore.

Il provvedimento valorizza in particolare due figure: il maestro artigiano, riconosciuto per il proprio patrimonio di competenze, e la bottega-scuola, intesa come luogo di apprendimento pratico all’interno delle attivitร  produttive.

Attraverso questi strumenti si intende favorire l’ingresso dei giovani nel mondo dell’artigianato, promuovendo percorsi formativi direttamente collegati all’esperienza lavorativa.

Le Regioni e le Province autonome, dopo aver consultato le organizzazioni di categoria, potranno stabilire le procedure e i criteri per il riconoscimento di queste figure.

Una Commissione consultiva nazionale presso il Mimit

Il testo approvato prevede inoltre la costituzione della Commissione consultiva per l’artigianato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’organismo riunirร  rappresentanti del Ministero, delle Regioni, dell’INPS e delle associazioni di categoria, con il compito di contribuire a un’interpretazione e a un’applicazione uniforme delle disposizioni sull’intero territorio italiano.

L’introduzione della Commissione punta quindi a rafforzare il coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali e le organizzazioni rappresentative delle imprese artigiane.

Piรน possibilitร  di crescita e nuove assunzioni

Un altro aspetto della riforma riguarda il rafforzamento dimensionale e occupazionale delle imprese artigiane.

รˆ previsto un intervento, proposto nell’ambito della legge di bilancio per le conseguenze sulla finanza pubblica, destinato alle attivitร  che possono dimostrare un’iscrizione continuativa all’albo delle imprese artigiane.

La misura permetterebbe a queste realtร  di incrementare il numero degli occupati senza perdere la qualifica artigiana, nel rispetto di soglie dimensionali piรน elevate, differenziate in base alla tipologia di attivitร .

L’obiettivo รจ favorire l’espansione delle imprese e sostenere nuove opportunitร  di occupazione, mantenendo le caratteristiche distintive del comparto.

Urso: modernizzare le regole e tutelare il Made in Italy

Il ministro Adolfo Urso ha sottolineato la necessitร  di adeguare una normativa risalente a oltre quarant’anni fa alle trasformazioni economiche e produttive intervenute nel settore.

Nella visione espressa dal ministro, la riforma rappresenta uno strumento per ridurre gli ostacoli alla crescita delle imprese artigiane, rafforzarne la competitivitร  e preservare il patrimonio di conoscenze e capacitร  produttive che contribuisce all’identitร  del Made in Italy.

Il provvedimento intende quindi coniugare la modernizzazione delle attivitร  con la continuitร  dei mestieri tradizionali, attraverso disposizioni organizzative piรน flessibili e strumenti dedicati alla formazione.

I prossimi passaggi prima dell’approvazione definitiva

Il testo licenziato dal Consiglio dei ministri non รจ ancora definitivo.

Lo schema di decreto legislativo dovrร  essere sottoposto all’intesa della Conferenza Stato-Regioni e successivamente acquisire i pareri delle Commissioni parlamentari competenti.

Solo dopo il completamento di questi passaggi istituzionali potrร  arrivare l’approvazione definitiva della riforma, destinata ad aggiornare il quadro normativo di riferimento per le imprese artigiane italiane.

Fonte: MIMIT
Redazione

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