Stellantis, che passione. Ieri un balzo vertiginoso dopo che erano stati fatti conoscere i dati del “risanamento” del Ceo Filosa. Meno perdite, più prospettive e quindi +15%. Questo ieri, oggi ci sono state prese di beneficio, e quindi perde 0,5% a quarantacinque minuti dalla campanella. E le prospettive a breve sono floride anche a se a medio/lungo termine alcuni analisti vedono delle criticità.
Le banche non sono performanti, i due colossi, Intesa san Paolo e Unicredit si trovano appaiate sulla parità perfetta. Sale invece Monte Paschi (+0,55%) nonostante la bocciatura del piano Lovaglio che vedeva una ops difensiva con Banco Bpm e Generali. Si va verso la “Balena bianca” Intesa che ha atteso i vertici politici di Mps impegnati in giravolte, preoccupati, tra l’altro, molto spesso le cose si riducono a poco, della perdita del nome “Siena” nel logo della prossima mega banca. Agli investitori italiani e stranieri importa davvero poco. Ed ora Mps diventa un titolo apprezzato.
Manco a dirlo i tecnologici continuano a volare Stm (+1,64%) e Technoprobe (+2,51%) dimostrano la bontà della base industriale italiana. Il petrolio scende a 109 dollari al barile, una inezia e fa lo stesso pure Eni – 0,11%.
Per finire una chiosa sul calcio: i tifosi, che sono anche tra i maggiori investitori del titolo, non hanno potuto fare a meno di valutare l’eccezionale campionato della squadra biancoceleste, della SS Lazio, nonostante le controversie con il presidente Lotito. Il titolo è balzato stamattina del 6,90%, più di un punto per ogni gol segnato al Sassuolo. Ma vale questo ragionamento? Chissà! Di sicuro non per la Juventus che nonostante la batosta di Genova risale di un punto al mercato.
Manca da dire, se ne sarebbe dovuto parlare all’inizio, che il listino sale dello 0,40% a quota 50.050%, che lo spread si attesta a 114 punti base e l’oro è pronto a scendere dalla quota psicologica dei 4.000 dollari l’oncia e che Israele non ha un governo.
A domani.
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo e NON può essere considerato in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio.
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