Coldiretti: Commemorazione dei Defunti, 10 milioni di crisantemi acquistati

Secondo Coldiretti, quasi due italiani su tre rendono omaggio ai propri cari con i fiori. Cresce l'interesse per varietà alternative, mentre il florovivaismo nazionale supera i 3,5 miliardi di euro.

La tradizione di portare fiori sulle tombe dei propri cari continua a essere profondamente radicata nelle abitudini degli italiani. In occasione di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti di oggi, 2 Novembre, quasi due cittadini su tre scelgono di recarsi al cimitero con un omaggio floreale, mantenendo viva un’usanza che resiste alle difficoltà economiche e alle tensioni degli ultimi anni.

A evidenziarlo è Coldiretti, che stima per quest’anno l’acquisto di circa 10 milioni di crisantemi, considerando sia i fiori recisi sia le piante coltivate in vaso.

Il crisantemo si conferma il simbolo floreale della ricorrenza, apprezzato soprattutto per la sua resistenza e per la capacità di conservare a lungo le proprie caratteristiche ornamentali. Tuttavia, le preferenze dei consumatori stanno progressivamente cambiando, con una maggiore richiesta di composizioni diversificate.

Non solo crisantemi: aumentano le alternative floreali

Accanto ai tradizionali crisantemi, trovano sempre più spazio altre specie utilizzate per ricordare i defunti.

Tra le varietà scelte figurano Lilium, gerbere, anthurium e ciclamini, che permettono di realizzare omaggi floreali differenti per colori, forme e caratteristiche.

Secondo Coldiretti, questa diversificazione testimonia una crescente attenzione verso composizioni personalizzate, pur senza mettere in discussione il ruolo centrale del crisantemo nella ricorrenza del 2 novembre.

Il fiore continua infatti a essere particolarmente richiesto grazie alla sua durata e versatilità ornamentale, qualità che ne favoriscono l’utilizzo sia nelle composizioni recise sia nelle piante destinate ai cimiteri.

Crisantemi, il clima incide sulla produzione ma i prezzi restano stabili

La coltivazione dei crisantemi ha dovuto affrontare quest’anno alcune difficoltà legate ai cambiamenti climatici, che hanno condizionato l’attività dei produttori.

Nonostante queste criticità, le quotazioni riconosciute ai floricoltori hanno registrato variazioni contenute rispetto all’anno precedente.

Secondo l’elaborazione di Coldiretti sui dati Ismea, nell’ultima settimana di ottobre i prezzi all’origine sono aumentati appena dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mantenendosi sostanzialmente stabili.

La produzione italiana presenta una distribuzione territoriale differenziata in base alla tipologia di coltivazione.

Per i crisantemi in vaso, le principali aree produttive si trovano in Liguria, Toscana, Piemonte, Veneto, Lombardia e Friuli.

La coltivazione dei crisantemi destinati al mercato dei fiori recisi è invece maggiormente concentrata nelle regioni del Centro-Sud, soprattutto Sicilia, Puglia, Campania, Calabria e Lazio.

Dalle varietà a pon pon ai colori più ricercati

Il crisantemo si distingue per la grande varietà di forme e tonalità disponibili sul mercato.

Tra le tipologie più diffuse si trovano i crisantemi a pon pon, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider, con varietà caratterizzate dalla presenza di uno o più fiori su ciascuno stelo.

Sono particolarmente apprezzate anche le piante coltivate in ciotola, spesso proposte nella caratteristica forma a cuscino rotondo.

Sul fronte cromatico, ai tradizionali bianco e giallo si affiancano colorazioni sempre più diversificate, dal viola intenso al prugna, fino alle tonalità calde e bruciate.

Questa ampia disponibilità consente di soddisfare preferenze differenti e contribuisce a rendere il crisantemo una delle principali produzioni ornamentali legate alla commemorazione dei defunti.

Florovivaismo italiano, un settore da oltre 3,5 miliardi di euro

Dietro la disponibilità dei crisantemi nel periodo autunnale si trova un’attività produttiva che richiede competenze tecniche e un’attenta programmazione delle fioriture.

I floricoltori devono infatti regolare con precisione l’esposizione delle piante alla luce e al buio, utilizzando anche sistemi di copertura per ottenere la fioritura nel momento previsto per la commercializzazione.

Si tratta di una delle lavorazioni più impegnative del comparto florovivaistico nazionale, che rappresenta una componente importante dell’agricoltura italiana.

Secondo i dati riportati da Coldiretti, nel 2025 il valore della produzione florovivaistica italiana ha superato i 3,5 miliardi di euro, suddivisi tra due principali attività:

  • Vivaismo: circa 1,9 miliardi di euro.

  • Floricoltura: circa 1,6 miliardi di euro.

Il settore comprende complessivamente circa 19mila imprese, distribuite su una superficie produttiva di 30mila ettari.

I numeri confermano la rilevanza economica di una filiera che unisce competenze agricole, specializzazione produttiva e tradizioni culturali. La ricorrenza del 2 novembre rappresenta così non soltanto un momento dedicato al ricordo dei propri cari, ma anche un appuntamento significativo per il mercato italiano dei fiori e delle piante ornamentali.

Fonte: Coldiretti
Redazione

Seguici su

Aggiungi corrieredelleconomia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Iscriviti
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e il sottosegretario Massimo Dell’Utri partecipano all'incontro dedicato...
A Villa Lubin studiosi, accademici ed esperti discuteranno il ruolo dell'economia civile e dei corpi...

Altre notizie

Altre notizie