La prevenzione è diventata strumento di fondamentale importanza per numerose branche della medicina, offrendo agli specialisti la possibilità di gestire al meglio eventuali problematiche di salute che, fin dalla giovane età, possono essere prese in tempo per offrire ai pazienti un’elevata qualità della vita. L’oftalmologia, ambito della medicina che sta compiendo passi da gigante nella cura della salute dell’occhio grazie a strumentazioni tecnologiche innovative, spinge fortemente per le visite di controllo dei pazienti più piccoli, perché “controllare la vista fin dai primi anni di vita significa individuare precocemente eventuali problemi e intervenire prima che possano condizionare lo sviluppo visivo”, come spiegato dal dottor Riccardo Saldì, oculista e responsabile dello Studio Nitido di Quartu Sant’Elena. “Richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione oculistica in età pediatrica e adolescenziale è decisivo: uno degli errori più comuni è pensare che, se un bambino vede apparentemente bene, non abbia bisogno di una visita”.
Visita oculistica nei bambini: quando fare i primi controlli e a cosa serve lo screening
Nei bambini più piccoli possono essere presenti difficoltà che non vengono riferite spontaneamente, dato che i piccoli pazienti non hanno gli strumenti per riconoscerle o descriverle. Per questo, Saldì suggerisce ai genitori alcune tappe importanti nel percorso di controllo, fin dall’età pediatrica, con semplici screening visivi che permettono di individuare possibili anomalie da segnalare. “Lo screening consente di capire se, in linea generale, c’è qualcosa che merita un approfondimento. Se si riscontrano anomalie, si procede con la visita oculistica vera e propria”. Una distinzione fondamentale: lo screening rappresenta un primo filtro e permette di intercettare situazioni da approfondire, ma non sostituisce la valutazione specialistica. “La prima vera visita oculistica può essere fatta tra i tre e i quattro anni, seguita da un nuovo controllo intorno ai sei anni, in coincidenza con l’ingresso nella scuola primaria”. Questa, spiega lo specialista, è una fase nella quale aumentano le richieste visive legate alla lettura, alla scrittura e alle attività da vicino e nella quale eventuali difetti visivi possono iniziare a incidere anche sulla quotidianità scolastica.
Miopia nei bambini tra 8 e 12 anni: il ruolo di schermi e tempo trascorso all’aperto
Tra gli otto e i dodici anni l’attenzione si sposta soprattutto sulla miopia, uno dei temi centrali quando si parla oggi di salute visiva durante la crescita. “È una fascia d’età molto delicata, è proprio in questi anni che possiamo osservare una crescita importante della miopia”, sottolinea Saldì. A essere cambiate, rispetto alle generazioni precedenti, sono le abitudini quotidiane dei bambini, e le loro conseguenti esigenze Diversamente dal passato, una parte sempre maggiore della giornata viene trascorsa in ambienti chiusi e davanti a smartphone, tablet, televisione, computer e videogiochi, mentre diminuiscono le occasioni per stare all’aperto. “I bambini oggi fanno moltissime attività che obbligano gli occhi a guardare da vicino i vari dispositivi tecnologici a disposizione, trascorrendo in parallelo poco tempo fuori casa. Questo è un aspetto che va considerato quando si parla di evoluzione della miopia”, osserva Saldì. Il punto non è demonizzare gli strumenti digitali, ormai parte integrante della quotidianità, ma evitare che il lavoro visivo a distanza ravvicinata occupi quasi interamente il tempo libero dei più pazienti più giovani.
Prevenzione oculistica nell’età evolutiva: perché i controlli devono accompagnare la crescita
La prevenzione oculistica non può quindi essere ricondotta a una singola visita, ma deve accompagnare le diverse fasi della crescita. Dai primi controlli nella scuola dell’infanzia si passa all’ingresso nella scuola primaria, fino agli anni della preadolescenza, quando l’evoluzione dei difetti refrattivi e in particolare della miopia richiede maggiore attenzione. “Prima si individua una condizione — sottolinea Riccardo Saldì — maggiori sono le possibilità di gestirla nel modo corretto”.
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