Rimini vince la corsa del valore aggiunto con un aumento del 3,92%, tallonata sul podio da L’Aquila (+3,69%) e Bologna (+3,39%) a fronte di un incremento del 2,30% della media nazionale nel 2025 rispetto al 2024. ร quanto emerge dallโanalisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere sul valore aggiunto provinciale a valori correnti del 2025.
Ma la geografia della crescita cambia sensibilmente se si guarda, in particolare, ai settori piรน dinamici. Fermo (+22,27%), Pesaro e Urbino (+20,55%) e Ascoli Piceno (+18,90%) registrano aumenti piรน consistenti in agricoltura che, nel complesso, cresce piรน degli altri comparti (+6%) soprattutto al Nord (+10,08%) rispetto al Mezzogiorno (+1,24%).
Mentre L’Aquila (+13,31%), Teramo (+11,92%) e Chieti (+11,92%) guidano la classifica delle costruzioni che con un incremento del 3,43% รจ il secondo settore per โvelocitร โ di passo, con il Centro che segna il ritmo (+5,03%) staccando il Settentrione (+4,6%) e, piรน marcatamente, il Mezzogiorno (+1,09%).
โLa crescita del valore aggiunto conferma la capacitร di tenuta del sistema produttivo italiano, ma i dati evidenziano anche divari territoriali e segnali di rallentamento in comparti strategici come lโindustriaโ, commenta il presidente di Unioncamere Andrea Prete. โLa sfida รจ trasformare la crescita in uno sviluppo piรน solido e diffuso, sostenendo le imprese negli investimenti, nellโinnovazione e nellโapertura a nuovi mercati. Per farlo, รจ fondamentale partire dalle specificitร dei territori: il sistema camerale, grazie alla sua presenza capillare e alla conoscenza diretta delle economie locali, puรฒ contribuire a individuare i fabbisogni delle imprese e accompagnarle nei percorsi di crescita e competitivitร โ.
Lโindustria continua a crescere (+1,75% nel 2025 rispetto al 2024) ma il ritmo appare piรน affaticato rispetto a quello resto degli altri settori. A fare piรน difficoltร รจ in particolare il Nord (+ 1,37%) staccato dal Centro (+3,12%) soprattutto per lโeffetto traino del Lazio (+4,85%) e, in valore aggiunto รจ lโaggregato che consente di apprezzare la crescita del sistema economico in termini di nuovi beni e servizi messi a disposizione della comunitร per โimpieghi finaliโ.
Si ottiene come differenza tra il valore della produzione di beni e servizi delle singole branche produttive e il valore dei beni e servizi intermedi dalle stesse utilizzati (materie prime e ausiliarie impiegate e servizi forniti da altre unitร produttive). Tale aggregato viene qui diffuso a prezzi correnti.
A livello regionale, il Molise con un peso del 6,46% รจ primo nella graduatoria per incidenza del settore primario sullโeconomia locale nel 2025, e segna il suo record storico surclassando il suo precedente primato del 6,28% raggiunto lโanno precedente. Su scala provinciale, invece, รจ Oristano a posizionarsi al vertice della classifica per contributo dellโagricoltura sul valore aggiunto complessivo del territorio (10,42%). Mentre a raggiungere lo scorso anno il record per incidenza di questo comparto sullโeconomia locale sono soprattutto Crotone (10,34% nel 2025 a fronte del precedente primato di 10,22% del 2005), Viterbo (8,55% contro lโ8,27% del 2024), Grosseto (7,49% contro il precedente primato 7,26% del 2024), Mantova (6,78% contro il 6,20% del 2012) e Campobasso (6,66% contro il 6,49% del 2024).
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