Portare la gestione dell’acqua fuori dalla logica delle emergenze stagionali e trasformarla in una prioritร permanente della politica nazionale. ร la richiesta avanzata da Acli Terra, che interviene sul dibattito relativo alle risorse idriche italiane rilanciando la riflessione del segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo.
Secondo l’organizzazione, il Paese avrebbe bisogno di una programmazione capace di guardare oltre le singole situazioni di siccitร e di mettere insieme infrastrutture, conoscenza delle risorse disponibili, manutenzione delle reti e investimenti.
Il presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta, condivide l’impostazione proposta da Gesmundo e sottolinea la necessitร di affrontare la questione attraverso una prospettiva pluridecennale.
Acli Terra: lโacqua non sia piรน unโemergenza stagionale
Il punto centrale dell’intervento riguarda il modo con cui la questione idrica viene affrontata nel dibattito pubblico.
Per Acli Terra, concentrare l’attenzione sull’acqua esclusivamente durante i periodi di maggiore scarsitร rischia di impedire una pianificazione efficace. La disponibilitร e la gestione delle risorse idriche dovrebbero invece entrare stabilmente nei programmi politici e nelle decisioni relative agli investimenti pubblici.
Tavoletta definisce la riflessione di Gesmundo pragmatica e sottolinea come il tema non possa essere considerato soltanto in presenza di una crisi.
L’obiettivo indicato รจ passare da un sistema prevalentemente reattivo a una politica capace di anticipare le necessitร future del Paese.
Agricoltura e sicurezza alimentare dipendono dalle risorse idriche
La questione assume una rilevanza particolare per il comparto agricolo, ma secondo Acli Terra le conseguenze riguardano una platea molto piรน ampia.
Agricoltura, sicurezza alimentare, tutela del territorio e disponibilitร di acqua per famiglie e imprese sono strettamente collegate. A queste esigenze si aggiunge la necessitร di adattare le infrastrutture agli effetti prodotti dai cambiamenti climatici.
La gestione dell’acqua diventa quindi un tema economico, ambientale e sociale, che richiede decisioni coordinate tra differenti livelli istituzionali.
Secondo Tavoletta, Governo e politica dovrebbero riservare maggiore spazio anche a problemi che possono avere una minore esposizione mediatica ma che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini e sull’attivitร delle imprese.
La richiesta รจ evitare che la questione idrica torni periodicamente al centro dell’attenzione per poi perdere rilevanza una volta terminata la fase piรน critica.
Invasi e reti idriche al centro della strategia
Tra le azioni indicate da Acli Terra compare innanzitutto la necessitร di programmare nuove infrastrutture e valorizzare quelle giร realizzabili.
L’organizzazione richiama il tema degli invasi potenzialmente cantierabili sul territorio nazionale, considerandolo uno dei capitoli da inserire in un piano complessivo dedicato alla gestione delle risorse.
Accanto agli invasi viene indicata la necessitร di intervenire sulla manutenzione delle reti, cosรฌ da rendere piรน efficiente la distribuzione e limitare le criticitร del sistema.
Un altro fronte riguarda il recupero delle acque. Secondo l’impostazione proposta da Acli Terra, questi interventi non dovrebbero essere considerati singolarmente, ma inseriti in una strategia nazionale capace di collegare gestione, conservazione e utilizzo della risorsa.
Risorse idriche sotterranee, serve maggiore conoscenza
La pianificazione passa anche dalla conoscenza delle disponibilitร presenti nel sottosuolo.
Acli Terra richiama in particolare la recente individuazione di importanti risorse idriche sotterranee nel territorio veneziano, considerata un esempio della necessitร di approfondire e mappare il patrimonio idrico disponibile.
Studiare le risorse esistenti consentirebbe di integrare le informazioni scientifiche nelle decisioni infrastrutturali e nella programmazione futura.
La richiesta dell’organizzazione รจ quindi quella di costruire un modello nel quale ricerca, progettazione e investimenti procedano insieme, evitando interventi frammentati o determinati esclusivamente dall’urgenza del momento.
Una politica dellโacqua con un orizzonte di venti o trentโanni
La prospettiva temporale indicata da Tavoletta supera ampiamente quella della singola stagione agricola.
La strategia nazionale dovrebbe essere progettata guardando ai prossimi venti o trent’anni, considerando l’evoluzione delle condizioni climatiche, le esigenze dell’agricoltura e delle comunitร e lo stato delle infrastrutture.
In questo quadro dovrebbero trovare spazio invasi, recupero delle acque, manutenzione delle reti e una conoscenza sempre piรน approfondita delle riserve disponibili.
Per Acli Terra, l’acqua deve essere considerata un patrimonio da amministrare in modo continuativo e non soltanto una questione da affrontare quando la disponibilitร diminuisce.
L’intervento dell’organizzazione punta cosรฌ a riportare la politica idrica tra le prioritร strutturali dell’agenda nazionale, chiedendo un programma coordinato che permetta all’Italia di affrontare preventivamente le esigenze future anzichรฉ intervenire soltanto durante le emergenze.
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