Dallโinizio del conflitto in Iran il caro energia รจ costato a famiglie e imprese italiane 16,5 miliardi di euro rispetto ai prezzi medi di febbraio. ร quanto stima la CNA al 30 settembre, evidenziando che quasi la metร dellโaggravio deriva dai carburanti. Il maggiore costo di benzina e gasolio รจ stimato tra 7,4 e 7,6 miliardi di euro. Seguono lโenergia elettrica, con 5,8-6 miliardi, e il gas direttamente consumato da famiglie e imprese, con 3-3,3 miliardi.
Il solo mese di settembre ha prodotto un conto aggiuntivo compreso tra 4,6 e 5,2 miliardi di euro, circa un terzo dellโintero aggravio accumulato dallโinizio di marzo. Nei primi quindici giorni lโincremento era stato stimato tra 2,2 e 2,5 miliardi; nella seconda metร del mese si sono aggiunti altri 2,4-2,7 miliardi.
A spingere il conto sono stati soprattutto i carburanti. La benzina ha raggiunto a settembre i valori piรน elevati dal marzo 2022. Il gasolio ha superato invece il precedente picco della crisi energetica del 2022, stabilendo un nuovo massimo storico nominale nella serie settimanale disponibile dal 1996.
Il 21 settembre la media settimanale della benzina era salita a 2,141 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto 2,351 euro al litro nella rilevazione del 28 settembre. Valori che hanno inciso direttamente sui costi delle imprese e, in particolare, delle attivitร che utilizzano quotidianamente furgoni e veicoli da lavoro.
Il caro carburanti presenta differenze significative sul territorio. Nella rilevazione MIMIT del 30 settembre la Provincia autonoma di Bolzano registra i prezzi piรน elevati sia per la benzina, con 2,147 euro al litro, sia per il gasolio, con 2,360 euro.
Nei territori
Considerando le sole regioni, per la benzina la media piรน elevata si registra in Calabria, con 2,135 euro al litro, seguita dalla Sicilia, con 2,132 euro, e dalla Basilicata, con 2,128 euro. Su livelli superiori alla media nazionale si collocano anche Campania e Sardegna, rispettivamente con 2,124 e 2,122 euro.
Per il gasolio, al primo posto tra le regioni si trovano Sicilia e Valle dโAosta, entrambe con 2,342 euro al litro. Seguono Calabria e Sardegna, con 2,339 euro, e Lombardia, con 2,327 euro.
Anche sul mercato elettrico le tensioni rimangono molto forti. Il PUN Index GME medio di settembre si colloca, in via provvisoria, intorno a 208 euro per megawattora, contro 114,41 euro di febbraio: un aumento di quasi lโ82%.
La stima
Se i prezzi calmierati di benzina e gasolio saranno prorogati fino alla fine dellโanno e le quotazioni di elettricitร e gas rimarranno sui livelli medi di settembre, il maggiore conto energetico sostenuto da famiglie e imprese potrebbe raggiungere circa 33 miliardi di euro alla fine del 2026. Il solo quarto trimestre rischia di aggiungere oltre 16 miliardi ai 16,5 giร accumulati da marzo.
Il contenimento dei carburanti potrebbe produrre un risparmio compreso tra 400 milioni e oltre un miliardo di euro, a seconda della durata e dellโestensione della misura. Un beneficio significativo, ma non sufficiente a neutralizzare una pressione energetica che, con lโarrivo della stagione fredda, rischia di spostarsi sempre piรน sulle bollette di elettricitร e gas.
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