Beh, almeno non sta continuando la discesa: l’apertura del listino di Milano è stata sulla parità ma non è un bel momento: lo spread tra il Btp e il Bund è salito a 114 punti, il petrolio è a quest’ora sui cento dollari spaccati al barile. E il listino vede, se si guarda all’indietro, anche il segnale psicologico dei 50.000 punti, quasi novemila rispetto a pochissimo tempo fa.
Gli investitori abbandonano la borsa: i rischi iniziano ad essere forti senza una chiarificazione a livello planetario non c’è molta speranza di ricrescita. E’ normale: dispiace vedere che se per la guerra Russia-Ucraina sembra non ci siano state (sembra) influenze esterne, per la chiusura dello Stretto di Hormuz dà l’idea che c’è stato qualcuno che non abbia valutato le conseguenze. D’altra parte con i Btp che stanno arrivando al 5% di rendimento perché rischiare sulla Borsa? Lontani allora sino alle schiarite se mai ci saranno a breve.
Nemmeno oggi c’è una schiarita sul credito: le banche vanno stancamente sulla parità ad affrontare un’altra giornata che potrebbe anche essere poco tranquilla. Chi ferma più i tecnologici? Stm fa +1,63% e Technoprobe +2,30 e Prysmian tranquillamente +3,0%.
Però la Borsa di Milano perderà a breve tre nomi storici del listino: Recordati, Pininfarina e Iveco. Tutti interessati da Opa straniere, due indiane (Pininfarina e Iveco) e un’altra belga per Recordati. Questo indebolisce di gran lunga il valore della Borsa che, di contro, non vede altri ingressi. L’ultimo importante è stato Technoprobe.
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo e NON può essere considerato in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio.
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