Il distretto calzaturiero fermano-maceratese punta al riconoscimento europeo attraverso il nuovo sistema delle Indicazioni geografiche protette dedicato alle produzioni artigianali e industriali. Il tema è stato al centro dell’incontro che il Ministro delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) Adolfo Urso ha avuto questa mattina ad Ancona con una delegazione del distretto.
A guidare la rappresentanza è stato Germano Craia, Presidente del Consorzio. All’appuntamento ha partecipato anche Giacomo Bugaro, Assessore della Regione Marche allo Sviluppo Economico, all’Industria, alla ZES, alla Logistica e all’Energia.
Prima candidatura delle Marche per l’IGP non-agri
Al centro del confronto sono state esaminate le opportunità introdotte dal nuovo sistema europeo delle IGP per i prodotti artigianali e industriali, conosciuto anche come IGP non-agri.
Il distretto fermano-maceratese ha già presentato la propria domanda, che rappresenta la prima candidatura avanzata nelle Marche nell’ambito del nuovo sistema. La richiesta si trova attualmente in una fase avanzata di esame.
Il percorso punta a valorizzare il rapporto tra le produzioni manifatturiere e i territori nei quali si sono sviluppate, estendendo il sistema di protezione delle indicazioni geografiche anche a settori diversi da quello agroalimentare.
Urso: “Il Made in Italy è storia, cultura, arte del saper fare”
Nel corso dell’incontro, Urso ha sottolineato il valore che il riconoscimento europeo potrebbe assumere per il distretto e, più in generale, per le produzioni tipiche marchigiane.
“Il vostro consorzio ha aperto la strada del riconoscimento europeo come indicazione geografica che spero possa presto essere seguita anche da altre imprese delle Marche per tutelare e valorizzare i prodotti tipici del vostro territorio. Il Made in Italy è storia, cultura, arte del saper fare, eccellenza riconosciuta nel mondo”, ha dichiarato il Ministro Urso.
“E questo percorso consente di rafforzare il legame tra prodotto, qualità e territorio e di tutelare il patrimonio di saperi e tradizioni che caratterizza il nostro patrimonio manifatturiero”, ha concluso.
Come funziona la nuova tutela europea
Il nuovo quadro è disciplinato dal Regolamento (UE) 2023/2411, diventato operativo in Italia a maggio. La normativa ha introdotto anche per i prodotti artigianali e industriali una forma di tutela analoga a quella già prevista per le produzioni agroalimentari.
L’obiettivo è offrire uno strumento per la valorizzazione delle produzioni strettamente collegate ai territori e alle loro caratteristiche specifiche.
Per le denominazioni che superano positivamente la fase nazionale, il procedimento continua presso l’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, al quale compete l’iter finalizzato alla registrazione definitiva a livello europeo.
Sette richieste hanno ottenuto il via libera del MIMIT
Nel quadro del nuovo sistema europeo, sono sette le richieste accolte dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Tra queste rientra la domanda relativa al Mobile di Verona, che ha ottenuto il via libera nazionale nelle ultime ore. Si aggiunge alle richieste riguardanti il Vetro di Murano, il Merletto di Burano, il Corallo e il Cammeo di Torre del Greco, la Ceramica di Vietri e la Ceramica di Caltagirone.
La candidatura del distretto calzaturiero fermano-maceratese si inserisce quindi nel percorso aperto dal nuovo sistema di protezione europeo, con l’obiettivo di associare alla produzione calzaturiera locale una tutela capace di riconoscerne il legame con il territorio, la qualità e il patrimonio manifatturiero.
Foto: MIMIT
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