Caro energia, CNA: costi extra per 16,5 miliardi da marzo

Lโ€™aggiornamento CNA al 30 settembre stima un aggravio di circa 16,5 miliardi di euro per famiglie e imprese italiane rispetto ai prezzi medi di febbraio. Quasi metร  del conto arriva dai carburanti. Senza un calo delle quotazioni, entro fine 2026 il maggiore esborso potrebbe raggiungere 33 miliardi

Dario Costantini

Il caro energia continua a pesare sui bilanci delle famiglie e sui costi delle imprese italiane. Dallโ€™inizio del conflitto in Iran, lโ€™aumento dei prezzi rispetto ai livelli medi registrati a febbraio avrebbe determinato un maggiore esborso complessivo stimato in circa 16,5 miliardi di euro.

รˆ quanto emerge dallโ€™aggiornamento elaborato dalla CNA al 30 settembre, che individua nei carburanti la principale voce responsabile dellโ€™aumento. Benzina e gasolio avrebbero infatti generato da soli costi aggiuntivi compresi tra 7,4 e 7,6 miliardi di euro.

A seguire cโ€™รจ lโ€™energia elettrica, con un aggravio stimato fra 5,8 e 6 miliardi, mentre per il gas direttamente consumato da famiglie e attivitร  economiche la maggiore spesa sarebbe compresa tra 3 e 3,3 miliardi.

Caro energia, settembre pesa per oltre 4,6 miliardi

Una parte consistente dellโ€™intero aumento si รจ concentrata nellโ€™ultimo mese analizzato. Soltanto a settembre il maggiore costo energetico viene stimato tra 4,6 e 5,2 miliardi di euro, vale a dire circa un terzo dellโ€™aggravio complessivo accumulato dallโ€™inizio di marzo.

La progressione รจ stata significativa durante tutto il mese. Nei primi quindici giorni lโ€™aumento era stato quantificato fra 2,2 e 2,5 miliardi di euro. Nella seconda metร  di settembre il conto si sarebbe appesantito di ulteriori 2,4-2,7 miliardi.

Il fenomeno riguarda direttamente le famiglie, ma produce effetti particolarmente rilevanti sulle imprese che utilizzano quotidianamente mezzi di trasporto per svolgere la propria attivitร .

Benzina e gasolio, nuovi picchi a settembre

Proprio i carburanti rappresentano uno dei punti piรน critici dellโ€™analisi. A settembre la benzina ha raggiunto i livelli piรน elevati dal marzo 2022, mentre per il gasolio รจ stato superato anche il precedente picco raggiunto durante la crisi energetica di quattro anni fa.

Secondo i dati riportati dalla CNA, il diesel ha cosรฌ stabilito un nuovo massimo storico nominale nella serie settimanale disponibile dal 1996.

Il 21 settembre la media settimanale della benzina aveva raggiunto 2,141 euro al litro. Per il gasolio, nella rilevazione del 28 settembre, il prezzo era arrivato invece a 2,351 euro al litro.

Rincari che incidono in maniera immediata sulle attivitร  economiche che fanno maggiore ricorso alla mobilitร . Artigiani, installatori, manutentori e piรน in generale le imprese che utilizzano furgoni e altri veicoli da lavoro devono infatti incorporare il costo del carburante nelle spese operative quotidiane.

Prezzi dei carburanti, le differenze tra le regioni

La situazione non รจ uniforme sul territorio nazionale. Nella rilevazione del MIMIT del 30 settembre, la Provincia autonoma di Bolzano presenta i valori piรน elevati sia per la benzina, a 2,147 euro al litro, sia per il gasolio, a 2,360 euro.

Limitando il confronto alle regioni, il prezzo medio piรน elevato della benzina viene registrato in Calabria, con 2,135 euro al litro. Seguono Sicilia a 2,132 euro e Basilicata a 2,128 euro. Sopra la media nazionale si collocano anche Campania, con 2,124 euro, e Sardegna, con 2,122 euro.

La graduatoria cambia leggermente per il diesel. Sicilia e Valle dโ€™Aosta raggiungono entrambe 2,342 euro al litro, davanti a Calabria e Sardegna, ferme a 2,339 euro. La Lombardia registra invece una media di 2,327 euro.

Elettricitร , il PUN sale di quasi lโ€™82%

Le tensioni non interessano esclusivamente i distributori di carburante. Anche il mercato dellโ€™energia elettrica presenta quotazioni nettamente superiori rispetto allโ€™inizio dellโ€™anno.

Il PUN Index GME medio di settembre viene indicato provvisoriamente intorno a 208 euro per megawattora, contro i 114,41 euro registrati a febbraio.

La differenza corrisponde a un incremento di quasi lโ€™82%, con potenziali conseguenze sulle bollette e sui costi di produzione delle aziende.

Con lโ€™arrivo dei mesi piรน freddi, proprio elettricitร  e gas potrebbero assumere un peso ancora maggiore sul conto energetico complessivo.

CNA: entro fine 2026 il conto potrebbe salire a 33 miliardi

Lโ€™analisi contiene anche una proiezione per lโ€™ultima parte dellโ€™anno. Se i prezzi calmierati di benzina e gasolio venissero prorogati fino alla fine del 2026 e le quotazioni di elettricitร  e gas restassero sui livelli medi di settembre, il maggiore costo complessivo potrebbe raggiungere circa 33 miliardi di euro.

Il solo quarto trimestre potrebbe quindi aggiungere oltre 16 miliardi ai circa 16,5 miliardi giร  accumulati da marzo.

Le misure di contenimento dei prezzi dei carburanti potrebbero garantire, secondo le stime riportate, un risparmio compreso tra 400 milioni e oltre un miliardo di euro, a seconda della loro durata ed estensione.

Si tratterebbe di un beneficio rilevante, ma non sufficiente a compensare completamente la pressione derivante dal caro energia.

Costantini: “Ogni furgone รจ diventato una bolletta viaggiante”

A richiamare le conseguenze sulle piccole aziende รจ il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini.

“Il caro energia sta sottraendo miliardi ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle imprese”ย afferma Costantini, sottolineando come per le aziende di minori dimensioni i maggiori costi possano comprimere i margini, frenare innovazione e occupazione e propagarsi lungo le filiere produttive.

Il presidente CNA sintetizza lโ€™impatto dei rincari sulla mobilitร  delle imprese con una frase: “Ogni furgone รจ diventato una bolletta viaggiante”.

Secondo Costantini, gli interventi messi in campo hanno contribuito a contenere i prezzi negli ultimi giorni di settembre, ma occorrerebbe una risposta di carattere strutturale. CNA chiede in particolare maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, interventi accessibili anche alle micro e piccole imprese e lโ€™impiego dellโ€™eventuale maggiore gettito fiscale prodotto dai rincari per ridurre il costo dellโ€™energia.

La prospettiva dellโ€™ultimo trimestre resta quindi legata allโ€™andamento delle quotazioni energetiche. Dopo un aggravio stimato in 16,5 miliardi da marzo a settembre, lโ€™evoluzione dei prezzi di carburanti, gas ed elettricitร  sarร  determinante per stabilire quanto il caro energia continuerร  a incidere sui conti di famiglie e imprese italiane fino alla conclusione del 2026.

Redazione

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