Società benefit e parità di genere, in Umbria cresce il modello sostenibile

Imprese più competitive e inclusive: aumentano in Umbria le società benefit orientate al bene comune

Alcuni dei relatori società benefit

Al Centro Servizi camerali “Galeazzo Alessi” di Perugia si è acceso il confronto sul futuro delle imprese sostenibili, con un focus dedicato alla parità di genere, alla responsabilità sociale e al modello delle società benefit. L’iniziativa, promossa dalla Camera di Commercio dell’Umbria, ha evidenziato come sostenibilità, crescita economica e inclusione possano procedere nella stessa direzione, trasformandosi in fattori strategici per la competitività aziendale.

Parità di genere e sostenibilità al centro del cambiamento delle imprese

A coordinare l’incontro è stata Giuliana Piandoro, vicesegretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, che ha ribadito il ruolo dell’ente nel sostenere percorsi dedicati alla sostenibilità e all’equità nei luoghi di lavoro. Tra i progetti principali rientra PAGINA – Parità di Genere in Azienda, iniziativa sviluppata insieme alla consigliera di Parità della Regione Umbria e alla Regione Umbria, con il supporto del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il programma accompagna le imprese verso la Certificazione della Parità di Genere UNI/PdR 125:2022, intervenendo su aspetti fondamentali come governance aziendale, politiche retributive, gestione delle risorse umane, sostegno alla genitorialità e conciliazione tra vita privata e professionale. La forte adesione delle aziende umbre al bando collegato al progetto ha confermato un interesse crescente verso modelli organizzativi più inclusivi e moderni.

Secondo Piandoro, la sostenibilità non può più essere considerata un tema separato dalla crescita economica. Parità di genere, responsabilità sociale e transizione ecologica rappresentano oggi elementi integrati della trasformazione d’impresa.

Società benefit in crescita: i dati in Umbria e in Italia

Durante l’evento, Serafino Pitingaro, senior data analyst di InfoCamere, ha presentato i numeri relativi all’espansione delle società benefit. In Umbria, al 31 marzo 2026, le aziende che hanno adottato questo modello sono salite a 73, con una crescita del 32,7% rispetto all’anno precedente.

Le imprese benefit umbre impiegano circa 1.200 addetti e generano un valore della produzione pari a 226 milioni di euro. Un dato considerato significativo soprattutto in un territorio caratterizzato dalla presenza diffusa di piccole e medie imprese.

Anche il quadro nazionale conferma una tendenza in forte crescita. Alla fine del 2025 le società benefit italiane erano 5.540, con un incremento del 21% su base annua. Complessivamente, queste realtà occupano oltre 241 mila lavoratori e producono un valore economico di circa 69 miliardi di euro.

I dati mostrano inoltre performance superiori rispetto alle imprese tradizionali. Nel triennio 2022-2024, le società benefit hanno registrato una crescita mediana del fatturato del 15%, contro il 5% delle aziende non benefit. Anche l’occupazione è aumentata in misura maggiore: il 63% delle società benefit ha incrementato il numero di addetti, contro il 48% delle imprese tradizionali.

Il modello benefit tra governance, lavoro e territorio

Secondo gli esperti intervenuti, il modello benefit non si limita a modificare lo statuto aziendale, ma introduce un nuovo approccio alla gestione dell’impresa. L’obiettivo non è soltanto generare profitto, ma creare valore condiviso per lavoratori, comunità, ambiente e territorio.

Marilina Labia di Si.Camera/Unioncamere ha ricordato il ruolo del sistema camerale nel rendere questo modello più accessibile alle imprese italiane, attraverso strumenti di misurazione e rendicontazione trasparenti. Sul tema è intervenuta anche Laura Morleni della Casa del Made in Italy di Perugia, sottolineando come il Made in Italy possa rafforzarsi grazie all’unione tra qualità produttiva, competitività e responsabilità sociale.

Un aspetto centrale è stato evidenziato dal professore Andrea Bellucci dell’Università degli Studi di Perugia, membro del Comitato scientifico di Assobenefit. Bellucci ha spiegato che il cambiamento reale si misura nella governance aziendale e nelle relazioni con dipendenti, comunità e ambiente. Importante anche il dato sulla rappresentanza femminile: nei consigli di amministrazione delle società benefit la presenza delle donne raggiunge il 47%, contro il 36% delle imprese tradizionali.

Le testimonianze delle imprese e il ruolo delle comunità

L’esperienza concreta delle aziende è stata raccontata da Jacopo Gabriele Orlando di Aboca Group, che ha definito il modello benefit come un percorso continuo fatto di investimenti, processi e responsabilità interne. Secondo Orlando, sostenibilità e competitività possono diventare parte della stessa strategia industriale.

Marta Pasqualini, direttrice generale della Fondazione Progetto Valtiberina, ha invece posto l’attenzione sul concetto di distretto benefit, spiegando che la crescita sostenibile nasce dalla collaborazione tra imprese, istituzioni e comunità locali attraverso obiettivi condivisi e monitorati nel tempo.

L’incontro organizzato nell’ambito del Festival della Parità di genere ha ribadito un concetto chiave: la parità non riguarda soltanto il linguaggio o la rappresentanza, ma coinvolge direttamente la struttura organizzativa delle aziende, la qualità del lavoro e la trasparenza degli impatti sociali ed economici.

Redazione

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