Ryanair chiede all’Umbria di farsi carico della tassa d’imbarco sui voli in partenza, come giร fatto da Friuli Venezia Giulia e Abruzzo. In cambio, la compagnia low cost irlandese mette sul piatto il raddoppio delle rotte (con il rafforzamento di cinque tra quelle giร esistenti), per arrivare a trasportare 800mila passeggeri dall’aeroporto San Francesco di Assisi. Ed ulteriori 300 posti di lavoro.
Questa la proposta che Ryanair, con il proprio chief commercial officer Jason McGuinness, ha presentato alla presidente Stefania Proietti, incontrata insieme al presidente di Sase Antonello Marcucci e all’amministratore di Sviluppumbria (socio di riferimento della compagnia che gestisce lo scalo umbro) Luca Ferrucci.
La tassa, di circa 6,50 euro per ciascun passeggero in partenza da qualunque scalo del territorio nazionale รจ denominata “addizionale comunale sui diritti d’imbarco”, ma ad incassarla รจ lo Stato. Una tassa che Ryanair sta chiedendo all’Italia di eliminare, perchรฉ frenerebbe il traffico aereo in partenza dal Belpaese.
In cambio, Ryanair รจ pronta a raddoppiare il suo investimento in Umbria. Un accordo giร trovato in Abruzzo e in Friuli Venezia Giulia.
Proietti ha risposto che la Regione รจ pronta a valutare la proposta, riservandosi di dare una risposta entro la fine dell’anno. Prima c’รจ da capire il costo dell’operazione per l’Ente e il ritorno in termini economici per il territorio.
Seguici su
Aggiungi corrieredelleconomia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.