Autotrasporto in crisi: scontro tra Franchini e Uggè sui rapporti con il Governo

La presidente di Ruote Libere critica la linea della FAI e denuncia costi insostenibili, liquidità in calo e rappresentanza frammentata nel settore

Cinzia Franchini a Mi sveglia Raitre

Il comparto dell’autotrasporto si trova ad affrontare una fase estremamente complessa, segnata da costi operativi in costante crescita e margini sempre più ridotti. Secondo quanto evidenziato da Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere, il prezzo del gasolio ha superato stabilmente i due euro al litro, generando un impatto diretto sulla sostenibilità economica delle imprese.

A questo scenario si aggiunge una criticità strutturale: il disallineamento tra tempi di pagamento e costi immediati. Le aziende del settore devono infatti sostenere subito le spese per il carburante, mentre i compensi per i servizi vengono incassati anche dopo 60 o 120 giorni. Una dinamica che sta provocando una grave crisi di liquidità, fino al punto di costringere molte imprese a fermare i mezzi non per mancanza di lavoro, ma per impossibilità di anticipare i costi.

Le critiche alla FAI e ai rapporti con il Ministero

Nel dibattito si inseriscono le dichiarazioni del presidente della FAI, Paolo Uggè, che ha rivendicato rapporti positivi con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Una posizione che Franchini ha contestato con fermezza, ritenendola poco adeguata rispetto alla gravità del momento.

Secondo la presidente di Ruote Libere, la rappresentanza del settore dovrebbe mantenere un approccio autonomo e critico, piuttosto che enfatizzare relazioni istituzionali considerate poco produttive sul piano concreto. Il nodo centrale, infatti, resta la capacità di ottenere misure efficaci a tutela degli autotrasportatori, piuttosto che consolidare rapporti politici.

Strumenti inefficaci e misure contraddittorie

Un ulteriore elemento di criticità riguarda gli strumenti pensati per compensare l’aumento dei costi, come il fuel surcharge. In teoria utile per adeguare i prezzi al costo del carburante, nella pratica risulta difficilmente applicabile per i piccoli operatori, che non dispongono di sufficiente forza contrattuale.

Parallelamente, le politiche pubbliche vengono descritte come incoerenti. Il taglio generalizzato delle accise ha infatti ridotto l’efficacia dei rimborsi specifici per il settore, mentre il credito d’imposta resta accessibile solo a una parte limitata delle imprese, escludendo gran parte del parco circolante.

Divisioni interne e proteste rinviate

Il quadro della rappresentanza appare frammentato. Da un lato alcune sigle annunciano il fermo nazionale, dall’altro emergono posizioni divergenti che ne mettono in discussione l’efficacia. A ciò si aggiungono iniziative autonome e rinvii, che contribuiscono a creare incertezza e disorientamento tra gli operatori.

Anche la gestione delle proteste viene criticata: il fermo annunciato entrerà in vigore solo a distanza di settimane, una tempistica che rischia di apparire poco coerente con l’urgenza della situazione attuale.

Il ruolo della rappresentanza nel settore

Al centro della riflessione resta il ruolo delle associazioni di categoria. Secondo Franchini, una rappresentanza efficace si misura sulla capacità di difendere concretamente gli interessi delle imprese, non sulla qualità delle relazioni con le istituzioni.

Il rischio evidenziato è quello di un progressivo distacco tra chi rappresenta e chi opera quotidianamente nel settore. In questo contesto, il Tavolo dell’autotrasporto dovrebbe tornare a essere un luogo di confronto reale, anche acceso, ma finalizzato a soluzioni concrete.

Prospettive e necessità di intervento

Il settore richiede interventi immediati e mirati per affrontare una crisi che combina aumento dei costi, carenza di liquidità e debolezza contrattuale. La richiesta principale è quella di una linea chiara e condivisa, capace di superare divisioni interne e garantire risultati tangibili.

Ruote Libere ha ribadito l’impegno verso una rappresentanza indipendente e focalizzata esclusivamente sulla tutela degli autotrasportatori, sottolineando come la credibilità del sistema dipenda dalla capacità di rispondere alle esigenze reali delle imprese.

Redazione

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