Un sistema innovativo per conoscere, analizzare e proteggere il patrimonio naturale italiano attraverso milioni di informazioni ambientali. È il risultato del progetto DigitAP, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
I risultati conclusivi dell’iniziativa sono stati illustrati durante un Convegno organizzato presso il Ministero, alla presenza del Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, dei rappresentanti dell’ISPRA e dei soggetti coinvolti nelle attività di monitoraggio.
L’intervento ha consentito di sviluppare un sistema integrato per la raccolta e l’analisi di dati relativi alla biodiversità italiana, migliorando le possibilità di osservazione degli ecosistemi terrestri e marini e fornendo nuovi strumenti per la gestione delle aree naturali protette.
Monitoraggio ambientale in 24 parchi e 31 aree marine protette
Uno degli elementi centrali di DigitAP riguarda l’estensione delle attività di rilevazione, che hanno interessato 24 parchi nazionali e 31 aree marine protette.
Attraverso campagne sul territorio e l’impiego di apparecchiature specializzate, il progetto ha permesso di acquisire informazioni sulle condizioni degli habitat naturali, sulle specie animali e ittiche, sulla qualità delle acque e sugli effetti dei cambiamenti climatici.
L’obiettivo è stato quello di realizzare una base informativa omogenea, confrontabile e condivisibile, superando la frammentazione delle rilevazioni e favorendo una lettura coordinata dello stato di conservazione degli ecosistemi.
Le aree marine protette hanno inoltre beneficiato di nuove dotazioni tecnologiche destinate a supportare le attività di gestione e controllo ambientale.
Satelliti, droni e analisi del DNA per studiare gli ecosistemi
Il progetto si distingue per l’impiego di tecnologie avanzate di monitoraggio ambientale, capaci di integrare osservazioni sul campo e rilevazioni digitali.
Tra gli strumenti utilizzati figurano il telerilevamento satellitare, i droni equipaggiati con sensori LiDAR e multispettrali, le reti di sensori ambientali e le fototrappole per l’osservazione della fauna selvatica.
A queste soluzioni si aggiungono il monitoraggio bioacustico, utile per rilevare la presenza di specie attraverso i suoni, e l’analisi del DNA ambientale (eDNA), che permette di raccogliere informazioni biologiche a partire da tracce genetiche presenti nell’ambiente.
L’integrazione di queste metodologie ha contribuito a costruire un patrimonio conoscitivo di particolare rilevanza per lo studio della biodiversità e delle trasformazioni degli habitat.
Pichetto Fratin: più conoscenza per proteggere il patrimonio naturale
Durante la presentazione, il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha evidenziato il contributo del PNRR al rafforzamento degli strumenti nazionali per la conservazione della natura:
“Il PNRR ci ha offerto una straordinaria opportunità per rafforzare la nostra capacità di intervento a favore della conservazione della natura, per approfondire il monitoraggio delle pressioni sugli ecosistemi e l’analisi dell’evoluzione degli habitat”.
Secondo il ministro, le informazioni raccolte potranno favorire decisioni pubbliche più precise e verificabili, conciliando la protezione del capitale naturale con la sicurezza dei territori, la sostenibilità e il benessere delle comunità.
La fase successiva sarà dedicata al consolidamento dei risultati raggiunti e alla valorizzazione delle potenzialità offerte dalle infrastrutture e dalle conoscenze sviluppate.
Il contributo di ISPRA e la piattaforma digitale DigitAP
Un ruolo determinante nell’attuazione del progetto è stato svolto dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), responsabile del coordinamento tecnico-scientifico delle attività.
La presidente Alessandra Gallone ha sottolineato l’importanza del lavoro realizzato, che ha coinvolto personale specializzato, attività di ricerca sul territorio e iniziative formative rivolte agli operatori delle aree protette.
L’ISPRA ha inoltre progettato e sviluppato l’infrastruttura cloud DigitAP, accompagnata da una piattaforma digitale che comprende un portale informativo, dashboard interattive e strumenti per la diffusione dei risultati.
L’obiettivo è rendere le informazioni ambientali disponibili e consultabili, facilitandone l’utilizzo da parte degli enti competenti e dei soggetti interessati alla tutela della biodiversità.
Come ricordato da Gallone: “La conoscenza è il primo strumento di tutela della biodiversità, valore da consegnare alle future generazioni”.
Una rete nazionale per condividere i dati sulla biodiversità
Tra i risultati del programma assume particolare importanza il potenziamento del Network Nazionale della Biodiversità, infrastruttura destinata a raccogliere, elaborare e mettere in condivisione le informazioni provenienti dalle attività di monitoraggio.
Il sistema consente agli enti gestori delle aree protette di disporre di dati organizzati secondo criteri comuni, favorendo il confronto tra territori e una migliore pianificazione degli interventi di conservazione.
La realizzazione di DigitAP si è basata su un modello di collaborazione che ha visto il MASE alla guida del progetto, l’ISPRA impegnato nel coordinamento scientifico e il contributo operativo di imprese specializzate, università ed enti gestori dei parchi e delle aree marine protette.
Questa organizzazione ha permesso di integrare competenze istituzionali, scientifiche e tecnologiche in un unico programma nazionale.
Biodiversità e innovazione, le prospettive dopo il PNRR
Con il completamento delle attività previste, DigitAP mette a disposizione dell’Italia nuovi strumenti per la conoscenza e la protezione degli ecosistemi, creando le basi per un monitoraggio ambientale più coordinato e tecnologicamente avanzato.
Il patrimonio informativo raccolto potrà contribuire alla definizione di strategie di conservazione più mirate, alla valutazione delle pressioni sugli habitat e all’analisi degli effetti del cambiamento climatico.
Nel suo intervento conclusivo, il Ministro Pichetto Fratin ha ringraziato le istituzioni, gli enti gestori, gli operatori specializzati, le università e le strutture ministeriali che hanno partecipato alla realizzazione dell’iniziativa.
Ulteriori informazioni e risultati del progetto sono disponibili sul portale ufficiale DigitAP e nella sezione del MASE dedicata alle aree naturali protette e alla Rete Natura 2000.
Foto: MASE
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