Tajani incontra il Ministro iracheno Hussein: fermare insieme le crisi in tutta la regione del Golfo

Alla Farnesina il confronto sulla sicurezza regionale, la lotta al terrorismo e il rilancio dei rapporti economici e culturali tra Italia e Iraq. Nel 2025 lโ€™interscambio commerciale ha raggiunto 2,3 miliardi di euro.

Rafforzare il dialogo politico tra Italia e Iraq, sostenere la stabilitร  del Paese e promuovere soluzioni diplomatiche alle crisi che attraversano il Medio Oriente. Sono questi i principali temi affrontati nel corso dellโ€™incontro ieri alla Farnesina tra il Ministro degli Affari Esteri della Cooperazione Internazionale (MAECI), Antonio Tajani, e il suo omologo iracheno Fuad Hussein.

Il colloquio ha confermato la centralitร  dellโ€™Iraq nella strategia italiana per la sicurezza e la stabilitร  dellโ€™intera regione. Tajani ha ribadito il sostegno dellโ€™Italia alle istituzioni irachene e al loro impegno, dopo il ritiro delle forze dellโ€™Operazione Inherent Resolve, per garantire la sicurezza nazionale e il monopolio statale sullโ€™uso della forza.

Sicurezza regionale e contrasto al terrorismo

Ampio spazio รจ stato dedicato alle principali crisi regionali e alla necessitร  di individuare percorsi diplomatici capaci di prevenire un ulteriore deterioramento della situazione. I due ministri hanno sottolineato lโ€™importanza di un impegno comune per tutelare la sicurezza e la stabilitร  dei Paesi dellโ€™area.

Tra le prioritร  figura il contrasto al terrorismo, con particolare attenzione alla necessitร  di impedire un rafforzamento di Daesh. In questo contesto, Tajani ha richiamato la recente riunione della Coalizione globale anti-Daesh organizzata alla Farnesina, alla quale ha partecipato anche il Consigliere per la Sicurezza Nazionale iracheno.

Nel corso dellโ€™incontro, il ministro italiano ha ribadito la rilevanza strategica della sicurezza irachena per Roma e per lโ€™Europa, evidenziando i rischi connessi allโ€™estensione dei conflitti in corso.

ยซLa sicurezza dellโ€™Iraq รจ una prioritร  strategica per lโ€™Italia e per lโ€™Europa. Soprattutto in questo momento di crisi profonda in tutta la regione: i conflitti armati in corso vanno fermati, lโ€™unica possibilitร  รจ quella di usare la diplomazia per tornare al confronto politico. Lโ€™Italia non vuole che la crisi militare nel Golfo Persico si allarghi e destabilizzi ancora di piรน i paesi della regione.ยป, ha dichiarato Tajani, sottolineando la necessitร  di fermare i conflitti armati e ripristinare il confronto politico attraverso la diplomazia.

Il Titolare della Farnesina ha inoltre espresso la contrarietร  italiana a un allargamento della crisi militare nel Golfo Persico, che potrebbe aggravare ulteriormente lโ€™instabilitร  regionale.

Scambi commerciali e nuove opportunitร  per le imprese italiane

La cooperazione economica ha rappresentato un altro punto centrale del confronto. Tajani ha espresso soddisfazione per lโ€™andamento dellโ€™interscambio commerciale tra i due Paesi, che nel 2025 ha raggiunto 2,3 miliardi di euro, indicando margini di crescita sia per le esportazioni italiane sia per gli investimenti.

Accanto al comparto energetico, il ministro ha individuato diversi settori nei quali sviluppare nuove collaborazioni industriali e commerciali. Tra questi figurano le infrastrutture, la gestione delle risorse idriche, lโ€™agroindustria, la sanitร  e i macchinari industriali.

Particolare attenzione รจ stata riservata anche ai progetti di connettivitร  regionale, considerati opportunitร  per rafforzare i collegamenti e gli scambi nellโ€™area. In questo ambito, sono stati richiamati lโ€™Iraq Development Road e il Corridoio IMEC, iniziative che rientrano nel quadro delle prospettive di cooperazione economica e infrastrutturale tra i Paesi coinvolti.

Cooperazione allo sviluppo e tutela del patrimonio culturale

Nel corso del colloquio, Tajani ha confermato che lโ€™Iraq resta un partner prioritario della Cooperazione italiana allo sviluppo, richiamando il contributo dellโ€™Italia alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale del Paese.

Tra gli interventi ricordati figura il sostegno alla riapertura del Museo Nazionale di Baghdad, simbolo dellโ€™impegno italiano nella tutela del patrimonio archeologico iracheno.

Un ruolo significativo รจ svolto anche dalle missioni archeologiche italiane. Nel 2026, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha cofinanziato 18 missioni in Iraq, facendo del Paese quello che ospita il maggior numero di missioni archeologiche italiane allโ€™estero.

Lโ€™incontro tra Tajani e Hussein ha quindi affrontato diversi ambiti, dalla sicurezza alla diplomazia, passando per il commercio, gli investimenti e la cooperazione culturale. Il rafforzamento dei rapporti tra Roma e Baghdad si inserisce in una strategia che punta a sostenere la stabilitร  dellโ€™Iraq e a sviluppare nuove opportunitร  di collaborazione, in una fase caratterizzata da forti tensioni in tutta la regione del Golfo.

Foto: MAECI
Redazione

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