Fa discutere l’annuncio del Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, all’assemblea di Federtrasporto, sulla possibile proroga dell’età pensionabile a 70 anni per autotrasportatori di merci e persone. Un provvedimento, su base volontaria, per far fronte alla carenza di autisti.
Ad esprimere preoccupazione è anche l’associazione ETA – Ethical Transport Approach, operate per la riqualificazione, la valorizzazione e professionalizzazione della figura dell’autista.
La presidente Emanuela Carpella, imprenditrice del settore, spiega le motivazioni che porterà anche alla prossima fiera Domani lavoro di Brescia anovembre: ”Settanta anni è un ‘età troppo avanzata per avere la certezza della sicurezza al volante, nel contesto lavorativo attuale della categoria. Oggi un autista può essere paragonato a un pilota di aereo. Anche obbligando la categoria a controlli medici ogni 24 mesi dopo i 65 anni, gli esami clinici non permettono di monitorare tutte le facoltà che occorre avere al massimo livello, quando si guidano mezzi ad alta tecnologia, su strade percorse anche da auto e altri mezzi, con scadenze da rispettare e magari in orari serali. Assolutamente questa legge non deve passare. Porteremo la nostra esperienza nel campo alla prossima Fiera Domani Lavoro di Brescia a novembre dove abbiamo uno stand con altre 8 aziende che operano nel nostro mercato proprio per continuare a sostenere una nuova cultura della strada evolvendo anche la conoscenza e la percezione della professione dell’autista, come noi preferiamo definire la figura che qualcuno ancora chiama camionista o autotrasportatore. Sono termini che indicano una valutazione impropria della professione. E tra l’altro questi preconcetti tengono lontani i giovani dal settore che invece è alla ricercar di nuove leve, almeno 20mila nel Paese”.
Afferma il vicepresidente ETA Giuseppe Lacorte: “Ad oggi i 70enni possono guidare ancora i camion senza rimorchio (quindi patente C) mentre gli viene declassata la patente E (quella per guidare con rimorchio). Ci sarebbe poi da discutere sul decreto flussi (patenti rilasciate in Paesi etra UE come Marocco e Tunisia che poi si possono convertire per guidare in Europa, espedienti per risolvere la carenza di autisti mentre secondo noi il punto non è andare a raschiare il fondo del barile ma appunto migliorare il sistema del settore dove ha un ruolo cruciale la committenza e tutta la società civile. Tale approccio porterebbe più sicurezza sulle strade e nel mondo del lavoro e un risparmio sulla tutela dei rischi e gli incidenti che hanno un costo altissimo”.
Critica anche la Filt Cgil: “Siamo contrari alla possibilità di prolungare fino a 70 anni il lavoro agli autisti nell’autotrasporto”. Il sindacato del quadrato rosso chiede anzi che i conducenti di mezzi pesanti rientrino tra i benefici di coloro che compiono lavori usuranti. Per il sindacato, la carenza di autisti non si risolve prolungando la permanenza al volante, ma migliorando le condizioni di lavoro.
Seguici su
Aggiungi corrieredelleconomia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.