Sta diventando, allโinsaputa dellโItalia, il pilastro fondamentale dellโeconomia nazionale: trasporti e logistica sono ormai il traino dellโeconomia e senza di loro non si muoverebbe paglia. Eppure non cโรจ una vera consapevolezza della situazione. Cโรจ chi pone come valore 341 miliardi di euro. Ma il settore vale molto, moltissimo di piรน perchรฉ senza logistica e conseguente trasporto, non si muoverebbe nessuna merce dalle fabbriche. Viene sempre sminuita, da sempre.
Vale la pena ricordare un fatto accaduto durante la Seconda guerra mondiale: durante lโavanzata delle Ardenne i tedeschi catturarono migliaia di soldati americani. Nello zaino di uno di loro trovarono una torta di compleanno che la mamma del soldato aveva spedito tre giorni prima. I vertici tedeschi rimasero sbalorditi confrontando la velocitร di consegna di una torta con quella dei proiettili. Episodio รจ rimasto sconosciuto ai piรน come lโimportanza della logistica.
Secondo canali ufficiali della statistica vale 86 miliardi, pari al 4,8% del Pil nazionale. Ma si tratta di una fotografia parziale, che rischia di sottostimare il suo vero peso strategico. Quello reale, infatti, รจ di 341 miliardi di euro di valore aggiunto attivato nellโintera economia, pari al 19,0% del PIL nazionale. Questa รจ la ricchezza che lโItalia perderebbe senza il sistema dei trasporti.
A fare chiarezza su questa realtร รจ lo studio โRilevanza dei trasporti e della logistica in Italiaโ di Federtrasporto, in collaborazione con il centro studi di Confindustria, presentato oggi a Roma durante lโassemblea annuale. Lo studio, per la prima volta, rappresenta la mobilitร delle persone e delle merci come un unico sistema industriale integrato, misurandone non soltanto la dimensione diretta ma anche il valore attivato nellโintera economia, superando i limiti della statistica tradizionale. In linea con la visione strategica della federazione di Confindustria โ che riunisce gli operatori e i gestori delle infrastrutture, la mobilitร delle persone, il trasporto merci e la logistica nelle modalitร su gomma, ferro e aereo โ la ricerca dimostra quindi la necessitร di andare oltre la classica separazione tra le singole modalitร di trasporto.
โร un unico sistema industriale a tutti gli effetti โ dichiara Paolo Colombo, presidente della Federtrasporto. Questi sono numeri importanti che impongono un cambio di prospettiva: la mobilitร delle persone e la mobilitร delle merci non possono piรน essere considerate attivitร ancillari o un semplice costo da comprimere, ma una leva della politica industriale e della competitivitร del Paese. Questo vale per la mobilitร delle persone come per la manifattura. ร necessario, quindi โ conclude Colombo โ accompagnare le imprese nel passaggio dal franco fabbrica al franco destino. Rinunciare a gestire la catena logistica significa rinunciare a valore aggiunto, competenze e controllo sulla relazione con il clienteโ.
Dalla misurazione ufficiale al valore abilitante Per cogliere la reale portata del settore, lo studio adotta una struttura a tre livelli che supera i limiti della statistica ufficiale:
โข Il perimetro statistico ufficiale (Settore H): registra unicamente i servizi di trasporto e logistica venduti sul mercato a terzi (catalogati, come ogni attivitร economica, tramite i codici Ateco, 49โ53), pari a 86 miliardi di euro (4,8% del PIL).
โข Il sistema industriale ampliato: integra la logistica in conto proprio gestita internamente dalle imprese, i carburanti, la manutenzione dei mezzi, il noleggio, le infrastrutture e lโorganizzazione dei viaggi per la sola quota riconducibile al trasporto e alla logistica raggiungendo un valore diretto di 184 miliardi di euro (10,3% del PIL).
โข Lโimpatto sullโeconomia (La filiera): applicando il metodo dellโestrazione ipotetica alle tavole input-output, valuta la dipendenza dellโintero Paese dal sistema, misurando la ricchezza che lโItalia perderebbe senza il sistema dei trasporti, pari appunto a 341 miliardi di euro (19,0% del PIL) tra effetti diretti, indiretti e indotti.
In questo contesto, si dimostra che la logistica, con 202 miliardi, pari al 59% dellโimpatto complessivo, non puรฒ essere collocata quindi alla fine del processo produttivo: รจ la principale componente dellโimpatto economico attivato dal sistema e deve essere riconosciuta come leva della politica industriale.
Altro dato rilevante: lโanalisi ha calcolato lโimpatto che la filiera ha sul mercato del lavoro e il risultato รจ che il volume occupazionale equivale al 19,5% dellโoccupazione nazionale complessiva. Attiva complessivamente 4,67 milioni di occupati FTE (4.672 mila unitร di lavoro equivalenti a tempo pieno), calcolati sommando gli effetti diretti, indiretti e indotti. Ciรฒ significa che quasi un posto di lavoro a tempo pieno su cinque in Italia รจ sostenuto o attivato dal funzionamento della filiera della mobilitร e della logistica.
Programmazione pluriennale e certezze per il futuro Federtrasporto, considerato il vasto impatto economico e occupazionale tracciato dalla ricerca, richiede che trasporti, logistica e infrastrutture entrino stabilmente al centro della programmazione industriale del Paese.
Garantire alle imprese del settore regole stabili e prevedibili, insieme a un piano di investimenti infrastrutturali pluriennali e a una governance integrata, rappresenta la condizione fondamentale per proteggere la continuitร delle catene di approvvigionamento, sostenere lโexport del Made in Italy e assicurare la crescita dellโintera ricchezza nazionale.
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