Povertà in Trentino, 60mila persone a rischio esclusione sociale

Agli Stati Generali del welfare emerge un aumento della vulnerabilità nonostante i risultati positivi sul fronte dell’occupazione. Gennai: «Bisogna ripensare alle politiche di welfare»

Il Trentino registra segnali di crescente fragilità sociale proprio mentre il mercato del lavoro raggiunge livelli record. È il quadro emerso agli Stati Generali del welfare, durante il confronto “Destino povertà”. Secondo i dati Istat presentati, circa 60mila trentini sono a rischio di esclusione sociale, mentre 43mila vivono una condizione di povertà monetaria. La fascia della vulnerabilità si è inoltre allargata di circa 10mila persone, alimentando il dibattito sulla necessità di rafforzare le politiche sociali e favorire una maggiore mobilità economica.

Il paradosso tra occupazione e fragilità

La situazione evidenzia un contrasto significativo: la buona tenuta del mercato del lavoro non riesce a impedire l’aumento delle difficoltà economiche di una parte della popolazione.

Gli Stati Generali hanno posto quindi l’attenzione non soltanto sulla disponibilità di un’occupazione, ma anche sulla capacità dei redditi di garantire stabilità e prospettive alle famiglie.

Nel confronto è stato richiamato anche il caso dell’Alto Adige, dove il rischio indicato è sceso al 4,6%, offrendo un elemento di paragone sul ruolo delle politiche di welfare.

Risso: «L’ascensore sociale è bloccato»

Il professor Enzo Risso ha inserito la situazione provinciale in un fenomeno più ampio che interessa l’intero Paese. Secondo il dato nazionale illustrato durante l’incontro, ormai soltanto il 37% degli italiani si percepisce come appartenente al ceto medio.

«Questa contrazione della classe media viaggia di pari passo con il dramma di un ascensore sociale bloccato, un meccanismo generazionale interrotto che non permette più il riscatto economico e congela le famiglie nella precarietà», ha spiegato Risso.

Al centro del problema emerge dunque la difficoltà di migliorare la propria condizione economica e sociale tra una generazione e quella successiva, con il rischio di rendere più persistenti le situazioni di precarietà.

La richiesta di un nuovo welfare

Dagli Stati Generali è arrivata anche la richiesta di rivedere gli strumenti utilizzati per contrastare le nuove forme di fragilità.

«Bisogna ripensare alle politiche di welfare», ha sottolineato la presidente di Consolida Francesca Gennai.

Il confronto ha indicato alcune delle questioni sulle quali concentrare l’attenzione: retribuzioni, reti di protezione e mobilità sociale. La sfida per il Trentino diventa così quella di accompagnare i risultati raggiunti sul fronte occupazionale con strumenti capaci di ridurre le disuguaglianze e impedire che le situazioni di vulnerabilità assumano carattere strutturale.

 

Redazione

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