Con l’obiettivo di aumentare la competitività dell’Unione Europea, il Consiglio UE ha ufficialmente approvato una semplificazione dei requisiti di reportistica sulla sostenibilità e di due diligence per le aziende. La legislazione mira a ridurre l’onere della reportistica per le imprese, minimizzando l’impatto delle obbligazioni sulle piccole aziende, creando così un ambiente più favorevole alle imprese all’interno dell’UE.
La semplificazione fa parte del Pacchetto Omnibus I, progettato per ridurre la complessità, eliminare barriere inutili e tagliare la burocrazia. Introdurre maggiore flessibilità garantisce che le aziende rimaste sotto l’ambito di applicazione delle normative possano rispettare regole più efficienti e gestibili. L’obiettivo finale è aumentare la competitività dell’UE, soprattutto in un contesto geopolitico in rapida evoluzione.
Direttiva sulla Reportistica sulla Sostenibilità delle Imprese (CSRD)
La Direttiva sulla Reportistica sulla Sostenibilità delle Imprese (CSRD) ha ristretto il suo ambito di applicazione, alzando le soglie di conformità. Da ora in poi, solo le aziende con più di 1.000 dipendenti e un fatturato annuale netto superiore a 450 milioni di euro saranno soggette a questi requisiti di reportistica. Per le aziende dei paesi terzi, gli aggiornamenti si applicano alle società madri con un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro nell’UE e alle filiali con un fatturato superiore a 200 milioni di euro.
Inoltre, alle aziende che avrebbero dovuto iniziare a fare reportistica dal 2024 (le cosiddette “aziende della prima ondata” o ‘wave one’) verrà concesso un esonero transitorio e non saranno più soggette a questi obblighi per gli anni 2025 e 2026. Alcune società finanziarie holding dell’UE e non UE saranno esentate dalla reportistica consolidata.
Direttiva sulla Due Diligence delle Imprese (CS3D)
La Direttiva sulla Due Diligence delle Imprese (CS3D) ha anch’essa ristretto il suo ambito di applicazione, ora applicabile solo alle aziende con più di 5.000 dipendenti e un fatturato netto superiore a 1,5 miliardi di euro. Questa modifica riflette il fatto che le aziende di grandi dimensioni hanno la maggiore influenza sulla loro catena del valore e sono le più attrezzate per assorbire i costi e gestire i processi di due diligence.
Per quanto riguarda l’identificazione e la valutazione degli impatti negativi, alle aziende viene ora chiesto di concentrarsi sulle aree delle loro catene di attività in cui gli impatti negativi sono più probabili. Inoltre, le aziende hanno la flessibilità di dare priorità alla valutazione degli impatti negativi che coinvolgono i partner commerciali diretti quando vengono identificati più impatti negativi.
L’obbligo per le aziende di adottare un piano di transizione per la mitigazione del cambiamento climatico è stato anche rimosso, riducendo ulteriormente i carichi sulle imprese.
Inoltre, la direttiva elimina il regime di responsabilità armonizzato dell’UE, insieme al requisito che gli Stati membri applicassero regole di responsabilità obbligatorie in caso di leggi nazionali non applicabili.
Le sanzioni per non conformità saranno applicate a livello nazionale, con multe che non potranno superare il 3% del fatturato netto mondiale di un’azienda. La Commissione Europea emetterà le linee guida necessarie per tale misura.
Prossimi Passi
La legislazione aggiornata sarà pubblicata nei prossimi giorni sulla Gazzetta ufficiale dell’UE e entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione. Gli Stati membri avranno poi un anno di tempo per trasporre le disposizioni nella legislazione nazionale, tranne per l’articolo 4 sul livellamento delle norme, con il quale dovranno conformarsi entro il 26 luglio 2028. Le aziende dovranno rispettare le nuove normative entro luglio 2029.
Marilena Raouna, Viceministro per gli Affari Europei della Repubblica di Cipro, ha sottolineato l’importanza della semplificazione, dichiarando che questa rappresenta una priorità assoluta per la presidenza cipriota. Marilena Raouna ha inoltre rimarcato che con la decisione di oggi, si sta mantenendo l’impegno per un’Unione Europea più competitiva e che, attraverso il pacchetto adottato, si stanno riducendo gli oneri inutili e sproporzionati per le nostre imprese, con regole più semplici, mirate e proporzionate, sia per le nostre aziende che per i nostri cittadini. Per un’Unione più autonoma, che significa anche un’Unione più competitiva.
“Simplification constitutes a top priority for the Cyprus presidency. With today’s decision, we are delivering on our commitment for a European Union which is more competitive. Through the package adopted, we are reducing unnecessary and disproportionate burdens on our businesses, with simpler, more targeted and more proportionate rules, both for our companies and our citizens. For a more autonomous Union, which also means a more competitive Union.” Marilena Raouna, Deputy minister for European affairs of the Republic of Cyprus
Fonte: Consiglio Europeo
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