In Italia, l’inflazione percepita continua a pesare pesantemente sui comportamenti di acquisto delle famiglie, nonostante l’aumento ufficiale dei prezzi si fermi in media al 2%. Secondo Confcommercio Veneto, questa discrepanza tra inflazione reale e percepita sta spingendo sempre piรน consumatori a ridurre le spese non essenziali.
“Sono mesi che i nostri associati lamentano un calo dei consumi”, ha dichiarato Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto, sottolineando come questa tendenza abbia giร provocato una riduzione delle vendite del 0,5% a marzo rispetto a febbraio. “Il problema non รจ solo l’aumento dei prezzi, ma anche il senso di insicurezza economica che porta le persone a limitare le spese”, ha aggiunto Bertin.
Tagli alle spese: dai ristoranti al tempo libero
I settori piรน colpiti da questo calo dei consumi sono quelli legati al tempo libero e alla spesa discrezionale. Secondo un sondaggio commissionato da Il Sole 24 Ore, molte famiglie italiane stanno riducendo le spese in diversi ambiti:
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Ristoranti e locali: il 51% degli intervistati dichiara di uscire meno a cena.
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Viaggi e vacanze: il 48% sceglie gite fuori porta invece delle classiche ferie.
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Abbigliamento: il 48% preferisce capi low cost invece di prodotti di qualitร .
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Cure mediche: il 22% ha rinunciato a visite specialistiche.
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Cultura e intrattenimento: il 18% ha ridotto spese per musei, cinema e spettacoli.
Anche nel settore alimentare, pur non diminuendo i volumi complessivi, si registra una contrazione in alcuni prodotti:
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Pesce (-36%)
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Vino (-34%)
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Birra (-30%)
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Confetture (-29%)
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Succhi di frutta (-27%)
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Cioccolato (-26%)
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Carne rossa (-20%)
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Zucchero (-14%)
Inflazione percepita e differenze di genere
L’inflazione percepita colpisce in modo diverso uomini e donne. Ad esempio, nel settore dell’abbigliamento e delle calzature, l’inflazione reale รจ solo dello 0,8%, ma quella percepita arriva al 9,7%. Tuttavia, per gli uomini si ferma al 7,9%, mentre per le donne sale all’11,3%. Questo effetto รจ attribuito in parte alla diffusione del fast fashion, che ha abbassato drasticamente i prezzi medi, rendendo piรน evidenti gli aumenti nei prodotti di qualitร superiore. “ร il frutto avvelenato dei capi low cost”, ha commentato Riccardo Capitanio, presidente di Federmoda Veneto.
Nei servizi ricettivi (alberghi, bar e ristoranti), l’inflazione percepita raggiunge il 12,3%, nonostante l’aumento reale sia solo del 3,8%. Anche in questo caso, le donne sembrano sentirne maggiormente il peso (13,5% contro 10,9% degli uomini).
Un caso paradossale รจ quello del settore della comunicazione (computer, smartphone, ecc.), dove i prezzi medi sono in realtร diminuiti del 4,7%, ma i consumatori percepiscono comunque un aumento.
La preoccupazione per il futuro
Secondo il presidente Bertin, l’incertezza economica รจ un fattore cruciale. “Il 74% degli intervistati ritiene che i costi dell’energia siano i principali responsabili delle difficoltร economiche”, ha spiegato, aggiungendo che solo il 25% delle famiglie italiane pensa di poter mantenere inalterato il proprio stile di vita nei prossimi mesi. Al contrario, il 46% รจ certo che dovrร modificare le proprie abitudini di spesa se la situazione non migliorerร , mentre un ulteriore 29% teme di essere costretto a farlo.
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