LโAlto Adige punta su un nuovo modello di edilizia abitativa di utilitร sociale per aumentare la disponibilitร di alloggi a prezzi accessibili. Dopo la scadenza del termine per la presentazione delle domande relative al 2026, sono 17 gli enti pubblici o senza scopo di lucro che hanno manifestato interesse a realizzare nuovi progetti. Se tutte le richieste saranno approvate, potranno essere realizzati o messi a disposizione circa 150 nuovi alloggi in locazione con canone agevolato.
Un modello avviato nel 2025
La Provincia autonoma di Bolzano ha introdotto nel 2025 lโedilizia abitativa di utilitร sociale con lโobiettivo di favorire nuovi strumenti per ampliare lโofferta abitativa.
โCirca 150 alloggi in locazione previsti per questโanno e circa 220 alloggi complessivamente rappresentano, per un modello attivo da poco piรน di un anno, un avvio incoraggiante e promettenteโ, sottolinea lโassessora provinciale allโEdilizia abitativa Ulli Mair.
Secondo lโassessora, la partecipazione degli enti dimostra lโinteresse verso uno strumento che consente di recuperare immobili e creare nuove opportunitร abitative sul territorio.
Prevalgono recuperi e risanamenti edilizi
Le domande presentate riguardano soprattutto interventi di risanamento e recupero del patrimonio edilizio esistente, mentre le nuove costruzioni rappresentano una quota piรน limitata.
โSi tratta di un dato positivo, perchรฉ dimostra che il nuovo modello favorisce anche lโutilizzo del patrimonio edilizio esistenteโ, spiega Mair.
Gli interventi di recupero, infatti, richiedono generalmente tempi piรน brevi rispetto alle nuove costruzioni, che necessitano di maggiori passaggi legati alla pianificazione urbanistica e alla progettazione.
Parallelamente, secondo la Provincia, resta importante che i Comuni individuino nuove aree disponibili per eventuali ampliamenti abitativi.
Coinvolti parrocchie, Comuni e fondazioni
Tra i soggetti promotori figurano soprattutto parrocchie e organizzazioni ecclesiastiche, spesso proprietarie di immobili non utilizzati che possono essere destinati a finalitร sociali.
Sono coinvolti anche Comuni e altri enti, tra cui fondazioni, interessati a sviluppare progetti abitativi.
Le iniziative presentate comprendono sia piccoli interventi, con un massimo di 10 alloggi, sia progetti piรน articolati che arrivano fino a 30 unitร .
โQuesto dimostra che il modello puรฒ essere applicato sia a piccoli progetti locali sia a interventi di edilizia abitativa di maggiori dimensioniโ, afferma Mair.
Piรน richieste nelle aree periferiche
La maggior parte delle domande arriva attualmente dalle zone periferiche della provincia, mentre nelle cittร piรน grandi lo strumento presenta ancora margini di sviluppo.
Le proposte saranno ora valutate dallโUfficio promozione dellโedilizia agevolata, che dovrร verificare il possesso dei requisiti necessari per accedere ai contributi provinciali.
Alloggi vincolati per almeno 30 anni
Dallโavvio del modello sono stati richiesti finanziamenti per circa 220 alloggi complessivi.
Gli appartamenti realizzati attraverso questo sistema dovranno essere destinati alla locazione con condizioni stabilite dalla Provincia. In particolare, il canone dovrร essere inferiore di almeno il 5% rispetto al canone di locazione provinciale.
I soggetti promotori si impegnano inoltre ad affittare gli alloggi a persone residenti secondo criteri prestabiliti per un periodo minimo di 30 anni.
In cambio, gli enti ricevono un contributo provinciale destinato alle spese di progettazione e costruzione.
Il nuovo modello punta quindi a rafforzare lโofferta abitativa sociale attraverso la collaborazione tra enti pubblici e realtร senza scopo di lucro, valorizzando anche immobili giร esistenti.
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