Il dibattito sulla definizione del turismo come industria viene accolto con soddisfazione dal Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, secondo il quale il confronto pubblico sul tema rappresenta già un segnale del riconoscimento della rilevanza economica del comparto.
Mazzi sottolinea come il turismo non debba più essere considerato un settore marginale dell’economia, evidenziando l’evoluzione del significato attribuito al termine “industria”.
«Rilevo con soddisfazione che si sta accendendo un dibattito sul tema turismo. Il fatto stesso che se ne parli dimostra che abbiamo centrato l’obiettivo: riconoscere la forza e la centralità di un settore che non può più essere relegato al ruolo di Cenerentola dell’economia o di semplice comparto accessorio. Nel tempo il portato delle parole cambia, evolve e si arricchisce. Oggi industria non significa soltanto produzione seriale e standardizzazione. O, tecnicamente, attività di trasformazione delle materie prime in beni finiti. Il termine richiama operosità, ingegno e capacità di organizzare risorse, competenze e relazioni per generare valore».
Una filiera che attraversa numerosi settori
Nella visione espressa dal ministro, il turismo possiede le caratteristiche di una vera e propria industria trasversale, capace di mettere in relazione comparti differenti dell’economia italiana.
«In questo senso, il turismo è pienamente un’industria. È forse l’industria più trasversale e più italiana che abbiamo: unisce ricettività, ristorazione, trasporti, artigianato, tecnologia, infrastrutture, cultura, impresa, commercio e chissà quanto altro»: Mazzi collega questa impostazione anche alla necessità di valorizzare il peso del settore nel contesto europeo, richiamando gli indicatori relativi ad arrivi, presenze e contributo al PIL e le politiche rivolte a imprese e lavoratori, oltre agli interventi su innovazione, digitalizzazione e sostenibilità.
Piccole imprese e identità italiana
La presenza significativa di piccole e medie imprese nel turismo, secondo il ministro, non sarebbe in contrasto con la definizione di industria. Al contrario, rappresenterebbe una caratteristica distintiva del modello italiano.
«La prevalenza delle piccole e medie imprese non contraddice questa visione. Ne definisce il carattere italiano. Parlare di industria del turismo non significa omologare le destinazioni, ma dare loro gli strumenti per crescere, innovare e competere»:
l’approccio indicato da Mazzi punta quindi a considerare il turismo come una filiera produttiva nazionale, distribuita su migliaia di Comuni e composta da attività differenti ma interconnesse.
Diversità come elemento distintivo
Il Ministro evidenzia inoltre che parlare di industria del turismo non significa puntare alla standardizzazione delle destinazioni italiane. La specificità del modello viene invece individuata nella sua diversità territoriale e culturale.
«Il turismo è industria quando lo si riconosce, lo si misura e lo si pianifica. Quella italiana è un’industria della diversità, non della standardizzazione. Non vogliamo omologare l’Italia: vogliamo dare forza industriale alla sua unicità».
Mazzi richiama infine il rapporto tra industria e mondi creativi, citando come esempi il cinema e la moda. Il ministro conclude invitando il presidente FIPE all’evento dedicato al futuro del turismo, previsto per sabato 17 ottobre, definendolo un’occasione di confronto utile e leale:
“E poi, industria è il termine più bello da accostare ai mondi creativi, si pensi all’industria del cinema e a quella della moda. Invito il presidente FIPE all’evento sul futuro del turismo in programma sabato 17 ottobre, sarà un confronto utile e leale». Così il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi in risposta al Presidente FIPE Stoppani.”
Il Messaggio del Ministro del Turismo Mazzi in occasione della recente Giornata Mondiale del Turismo (27 Settembre)
Fonte: MITUR
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