Friuli Venezia Giulia verso una grande multiservizi regionale: acqua, rifiuti ed energia

In arrivo un colosso pubblico da 300 milioni di euro di fatturato, ispirato al modello Dolomiti Energia

Il progetto per creare una grande multiservizi regionale in Friuli Venezia Giulia sembra sempre piรน concreto. L’idea, inizialmente limitata all’unione tra le aziende idriche Cafc di Udine e Hydrogea di Pordenone, si รจ rapidamente ampliata per includere anche i principali gestori dei rifiuti della regione. L’obiettivo finale, previsto per il 2028, รจ quello di creare un unico gruppo a partecipazione pubblica, con un fatturato di circa 300 milioni di euro e la possibilitร  di includere in futuro anche il settore dell’energia elettrica.

“La strada delle aggregazioni premia e permette di mantenere tariffe piรน basse per l’utenza”, ha dichiarato Salvatore Benigno, presidente di Cafc, sottolineando l’importanza di mantenere un modello interamente pubblico, alternativo alle grandi societร  quotate in borsa.

Le tappe del processo di fusione

Il percorso di aggregazione prevede diverse fasi:

  • 2024: Fusione tra Cafc e Hydrogea, ormai praticamente definita e prevista entro la fine dell’anno.

  • 2026: Avvio del cantiere per la fusione di almeno tre gestori dei rifiuti: Net, A&T2000 e Isontina Ambiente. Anche Gea di Pordenone ha manifestato l’intenzione di partecipare al progetto, come confermato dal sindaco Alessandro Basso.

  • 2027: Aggregazione tra i nuovi colossi dell’acqua e dei rifiuti, frutto delle precedenti fusioni.

  • 2028: Nascita della nuova multiservizi regionale, con un modello simile a quello adottato dalla trentina Dolomiti Energia, considerata un esempio di successo a livello nazionale.

“Ci ispiriamo a Dolomiti Energia”, ha spiegato Francesco Martines, presidente della Commissione per il controllo analogo di Cafc e figura di spicco del Partito Democratico regionale. Il progetto ha giร  ricevuto il supporto della politica locale e del presidente della regione, Massimiliano Fedriga, grazie a una legge regionale approvata lo scorso anno che facilita le fusioni tra aziende pubbliche.

Trieste rimane fuori dal progetto

Nonostante l’ambizioso piano di fusione, Trieste non farร  parte della nuova multiservizi regionale. La cittร  giuliana รจ infatti servita dal gruppo Hera, una delle piรน grandi multiutility quotate in borsa con sede a Bologna, e non rientra nel perimetro delle nuove aggregazioni.

Redazione

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