Carburanti, ANGAC propone al Governo il taglio dell’Iva per frenare i prezzi

L’associazione dei gestori autonomi carburanti suggerisce di ridurre l’imposta dal 22% al 10% per contenere il costo alla pompa senza intervenire sulle accise

ANGAC Conf PMI Italia presenta una proposta al Governo per affrontare l’aumento dei prezzi dei carburanti attraverso una riduzione dell’Iva. L’Associazione Nazionale Gestori Autonomi Carburanti ha inviato ai ministri una proposta con l’obiettivo di individuare una soluzione che possa ridurre l’impatto economico sui consumatori senza compromettere le entrate dello Stato.

Secondo l’associazione, l’attuale crescita dei prezzi dei carburanti richiede interventi strutturali capaci di garantire un equilibrio tra le necessità dei cittadini, le esigenze dell’Erario e il funzionamento del mercato.

La proposta nasce da un’analisi condotta dai consulenti di ANGAC Conf PMI Italia, che hanno valutato diverse possibilità per ridurre il peso del costo finale sostenuto dagli automobilisti.

Ridurre l’Iva dal 22% al 10% per abbassare il prezzo alla pompa

Il punto centrale della proposta riguarda la modifica dell’aliquota Iva applicata ai carburanti. ANGAC suggerisce di passare dall’attuale 22% al 10%, con una riduzione che secondo l’associazione potrebbe generare un risparmio di circa 20 centesimi al litro per i consumatori.

L’organizzazione evidenzia come questa misura sarebbe alternativa agli interventi temporanei sulle accise, mantenendo invariata una componente fiscale che rappresenta una quota significativa del prezzo finale del carburante.

Secondo ANGAC, la riduzione dell’Iva permetterebbe di intervenire direttamente sul costo sostenuto dagli utenti, evitando ulteriori meccanismi di compensazione o modifiche periodiche alla struttura dei prezzi.

La copertura attraverso la tassazione degli extraprofitti

La proposta prevede che la riduzione delle entrate derivanti dal taglio dell’Iva possa essere compensata attraverso una tassazione sugli extraprofitti delle grandi multinazionali del settore energetico.

Secondo ANGAC, il minor gettito fiscale generato dalla riduzione dell’aliquota potrebbe essere recuperato intervenendo sui profitti straordinari registrati dalle grandi aziende petrolifere.

L’associazione sostiene che questa soluzione consentirebbe di tutelare i consumatori senza introdurre ulteriori aumenti o interventi che possano incidere negativamente sulle famiglie e sulle imprese.

Il peso della componente fiscale sul prezzo dei carburanti

Nel documento inviato al Governo, ANGAC richiama l’attenzione sul ruolo della tassazione nel costo complessivo di benzina e gasolio.

Secondo l’associazione, le imposte rappresentano una componente rilevante del prezzo di un litro di carburante, con le accise che incidono in modo significativo sul costo finale pagato dagli automobilisti.

Proprio per questo motivo, ANGAC ritiene che una revisione dell’Iva possa rappresentare uno strumento più efficace rispetto a interventi temporanei e ripetuti sulle accise.

L’obiettivo indicato dall’associazione è individuare una soluzione di durata adeguata, valutata sulla base delle risorse disponibili e dell’andamento dei ricavi derivanti dagli extraprofitti.

Una proposta rivolta a Governo e parti sociali

ANGAC Conf PMI Italia ha sottolineato la volontà di aprire un confronto con tutte le istituzioni e le parti sociali per valutare la fattibilità della misura.

L’associazione considera i carburanti un bene essenziale per cittadini e imprese, poiché il loro costo incide direttamente sui trasporti, sulla logistica e sul prezzo finale di numerosi prodotti.

La proposta mira quindi a trovare un punto di equilibrio tra la necessità di ridurre il peso economico sui consumatori e quella di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche.

La discussione sul caro carburanti resta così al centro del confronto politico ed economico, con ANGAC che propone una strada alternativa basata sulla riduzione dell’Iva e sulla compensazione attraverso nuove forme di tassazione dei profitti straordinari.

Redazione

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