Il mercato del lavoro dipendente privato in Veneto chiude i primi nove mesi del 2026 con un saldo positivo di 62.800 posizioni di lavoro, anche se il risultato risulta meno favorevole rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il rallentamento è emerso soprattutto a settembre, mese condizionato dall’anticipo ad agosto dell’avvio delle attività agricole stagionali. Una dinamica che ha modificato la distribuzione delle assunzioni nel comparto e contribuito a rendere meno brillante il saldo dell’ultimo mese osservato.
I servizi trainano l’occupazione
A sostenere maggiormente la domanda di lavoro sono stati i servizi, con un contributo significativo proveniente da turismo, commercio al dettaglio e servizi di pulizia.
Questi comparti continuano a rappresentare una componente importante del mercato occupazionale regionale, compensando in parte il rallentamento registrato in altri settori.
Agricoltura e industria rallentano
Il bilancio resta positivo anche per agricoltura e industria, ma in entrambi i casi si registra una flessione rispetto al 2025.
Il principale elemento di debolezza è rappresentato dalla diminuzione delle assunzioni, particolarmente evidente nel comparto delle costruzioni.
La dinamica non è però uniforme all’interno del sistema produttivo. Alcuni segmenti del manifatturiero mostrano infatti performance migliori rispetto all’anno precedente.
Bene il made in Italy e la metalmeccanica
Tra i comparti che presentano un andamento favorevole spicca il made in Italy, il cui bilancio occupazionale risulta migliore rispetto al 2025.
Positivo anche il dato del metalmeccanico, con una particolare vivacità delle attività legate alla produzione di apparecchi meccanici.
Il quadro restituisce quindi una situazione differenziata, nella quale alcuni settori mantengono una buona capacità di generare occupazione nonostante il rallentamento complessivo.
Il quadro nelle province
A livello territoriale, tutte le province venete presentano un saldo occupazionale positivo, con l’unica eccezione di Belluno.
Il dato bellunese risente delle consuete dinamiche stagionali che caratterizzano il mercato del lavoro locale.
A settembre, invece, il peggioramento rispetto allo stesso mese del 2025 è risultato particolarmente evidente a Treviso e Verona. Le due province sono infatti quelle maggiormente interessate dall’anticipo della stagione vitivinicola, che ha spostato ad agosto una parte delle assunzioni legate alle attività agricole.
Un mercato ancora in crescita
Nel complesso, i dati dei primi nove mesi confermano dunque un mercato del lavoro veneto ancora in espansione, pur con una velocità inferiore rispetto al 2025.
La crescita è sostenuta soprattutto dai servizi, mentre industria e agricoltura mostrano saldi positivi ma più contenuti. All’interno del manifatturiero emergono invece segnali favorevoli dal made in Italy e dalla metalmeccanica.
L’andamento di settembre deve inoltre essere letto considerando gli effetti della diversa tempistica delle attività stagionali, in particolare nel settore vitivinicolo. Il dato annuale resta quindi positivo, con 62.800 posizioni di lavoro aggiuntive nel mercato dipendente privato regionale.
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